Categorie
Resto del mondo

Calcio in Sudamerica: road to Qatar

Mentre l’Europa gioca le amichevoli della Nations League, in Sudamerica si fa già sul serio: sono iniziate le qualificazioni a Qatar 2022.

Nonostante le mille difficoltà dovute alla crisi pandemica, le nazionali sono scese in campo anche in Sudamerica in vista delle qualificazioni per Qatar 2022. Come ormai da tradizione, le 10 squadre affiliate alla CONMEBOL si sfidano in un girone all’italiana con partite di andata e ritorno. Le prime quattro si qualificano direttamente per la fase finale del Mondiale, mentre la quinta andrà ai play-off contro la Nazionale di un’altra Confederazione. Vediamo come sono andate le prime partite per le varie nazionali.

Brasile

In Sudamerica è il Brasile di Tite la squadra più in forma. All’Arena Corinthians, i verdeoro si sbarazzano facilmente di una Bolivia fortemente in difficoltà. Privata dei giocatori migliori, che i club non hanno voluto cedere, La Verde è davvero poca cosa e cede 5-0. Una doppietta di Firmino e i sigilli di Marquinhos e Coutinho decidono l’incontro insieme ad un autogol di Carrasco. Impegno più gravoso a Lima contro il Perù, dove la Seleçao vince comunque 4-2. Immagine di copertina è la tripletta di Neymar: l’asso del PSG diventa il secondo maggior goleador della nazionale brasiliana con 64 gol in 103 presenze, superando Ronaldo. O Ney ha anche omaggiato l’ex attaccante di Inter e Barcelona riprendendo la sua esultanza. Davanti a lui, in questa speciale classifica, rimane solo il più grande di tutti, O Rey Pelè.

Ma non è stata una vittoria facile per il Brasile: dapprima è andato sotto con un missile dopo 5 minuti di Andrè Carrillo, il terzo gol in due partite per l’attaccante dell’Al-Hilal, e poi costretto a rinunciare a Marquinhos per infortunio altri 5 minuti dopo. Ci è voluto un contestato rigore procurato e trasformato da Neymar per concludere in parità un bellissimo primo tempo. Al brasiliano, peraltro, è stato anche annullato un altro gol dal VAR. Nella ripresa un tiro di Tapia deviato da Rodrigo Caio riporta in vantaggio i padroni di casa, prima che Richarlison, dopo cinque minuti, non ripristinasse il parziale in parità. Al 32′ Neymar conquista un altro, contestatissimo calcio di rigore con cui porta in vantaggio i suoi, quindi completa la sua notte di gala in pieno recupero, ribattendo in rete una conclusione di Everton Ribeiro finita sulla traversa.

Il Perù era in 10 da qualche minuto per l’espulsione di Zambrano, autore di una gomitata a Richarlison. La partita è stata definita scandalosa da tutti i media peruviani; perfino il Presidente della Repubblica Martín Vizcarra, in un evento ufficiale il giorno dopo, ha definito clamorosi gli errori commessi dall’arbitro cileno Julio Bascuñán. Non un periodo d’oro per la selezione degli arbitri in Sudamerica, alla luce dei tanti errori ed episodi dubbi.

Parlo come tifoso e cittadino: l’arbitro ha squilibrato una partita giocata alla pari. Penso che una squadra come il Brasile non abbia bisogno dell’aiuto dell’arbitro per vincere una partita.

Il Presidente cileno Martín Vizcarra sulla partita con la Seleçao

Argentina

In una Bombonera inusualmente vuota, l’Argentina apre il suo cammino delle sue qualificazioni affrontando un cliente sempre difficile come l’Ecuador. La partita ha mantenuto fin da subito le premesse: gioco duro, difesa ospite molto attenta, centrocampo aggressivo e spettacolo non proprio per palati fini. Senza Dybala, out nelle due gare per problemi intestinali, e Lo Celso, è il capitano Leo Messi a decidere la sfida, trasformando al minuto 13 un rigore quasi intercettato dal portiere Dominguez. “Abbiamo vinto, è la cosa più importante”, ha detto nel dopo gara il CT Scaloni, sempre più bersaglio di numerose critiche per un gioco ritenuto non divertente.

Quattro giorni dopo, a La Paz, sempre a porte chiuse, l’Albiceleste passa in svantaggio contro la Bolivia con un gol dell’eterno Marcelo Moreno, colpevolmente lasciato libero dai due centrali Martinez Quarta e Otamendi. Dopo un palo di Paredes, il pari arriva in modo fortunoso: José Carrasco rinvia malissimo e colpisce Lautaro Martínez, che non deve fare altro che appoggiare in porta per l’1-1. Un gol a suo modo storico: è infatti la prima rete segnata nelle qualificazioni per l’Argentina da un giocatore che non sia Messi negli ultimi 4 anni!

Nella ripresa Messi inizia a crescere d’intensità e con lui tutta l’Argentina. La Pulce dapprima si fa notare servendo ancora Martínez, fermato da un miracolo del portiere Lampe, poi propiziando l’azione del 2-1 del subentrato Joaquin Correa. Sono serviti ben 7 minuti per determinare, con il VAR, la posizione regolare di Lautaro sul passaggio decisivo.

Ha ben impressionato nelle due uscite il centrocampo argentino, con Rodrigo De Paul, Lucas Ocampos, Leandro Paredes ed Exequiel Palacios. Quest’ultimo, in particolare, è un giocatore fondamentale nel 4-3-3 estremamente fluido di Scaloni: il centrocampista del Bayer Leverkusen è un eccellente incontrista, ma si destreggia anche in fase d’impostazione e funge da collante tra i reparti. “Semplifica quello che sembra difficile” dirà di lui Scaloni.

Colombia

Esordio comodo anche per la Colombia, la quale si conferma una delle nazionali più in forma in Sudamerica. La prima vittima è un rimaneggiato Venezuela, sconfitto 3-0 con tutti gol atalantini: Zapata porta in vantaggio i suoi su assist di Cuadrado, quindi la doppietta di Muriel chiude la partita.
È molto più combattuto il secondo match, giocato allo Estadio Nacional di Santiago del Cile. Il primo tempo è un’altalena di emozioni: al vantaggio colombiano, con il primo gol in nazionale del centrocampista del Bournemouth Jefferson Lerma, rispondono i gol “interisti” di Arturo Vidal su rigore – fallo dello stesso Lerma sul centrocampista dell’Inter – e di Alexis Sánchez, lesto a ribattere in rete un rinvio sbagliato di Cuadrado.

Secondo tempo nel più puro stile sudamericano: la partita si trasforma in una battaglia, il gioco viene spezzato dalle moltissime interruzioni. La Colombia si gioca il tutto per tutto e finisce la partita con addirittura cinque attaccanti: Morelos, Falcao, Duván Zapata, James Rodríguez e Cuadrado. Proprio Radamel Falcao, entrato al 71’, firma il 2-2 dopo una mischia carambolesca nell’area cilena. Con questo gol, Falcao, già miglior marcatore di tutti i tempi della nazionale colombiana, è diventato anche il primo giocatore colombiano a segnare nella fase di qualificazione per i Mondiali in Sudamerica per 4 edizioni consecutive.

Questo record per me è motivo di orgoglio: rappresentare il proprio paese è la cosa migliore che possa capitare ad un giocatore. Devo continuare a dare il mio contributo per questa maglia che tanto amo e che per tutta la mia vita ho desiderato vestire.

Radamel Falcao dopo il match contro il Cile

Paraguay

Quattro punti anche per il rinnovato Paraguay, forse la sorpresa maggiore di questa prima parte delle qualificazioni in Sudamerica. Al Defensores del Chaco di Asunción, il Perù passa in vantaggio con Andrè Carrillo al 52′. Il Il tecnico argentino Eduardo Berizzo, però, indovina il cambio per il Paraguay: fuori Hernán Pérez, dentro Ángel Romero; la punta del San Lorenzo ripaga la fiducia con una doppietta, grazie ai due assist di Alberto Espínola. A cinque dalla fine, ancora Andrè Carrillo trova il pari per gli ospiti, vanificando i sogni di gloria dei biancorossi.

I tre punti arrivano invece a Mérida contro il Venezuela con tanta fortuna: prima il VAR annulla un gol per tocco di mano del centrocampista del Granada Yangel Herrera, poi lo stesso Herrera si fa parare al 95′ il calcio di rigore del pareggio. Cinque minuti prima, infatti, Espínola ha messo dalla destra un cross perfetto per il tocco vincente di Gaston Giménez: nessuna chance per Wuilker Faríñez, comunque il migliore di una vinotinto ferma a zero punti dopo due partite, ancora molto imprecisa e disorganizzata.

Uruguay

Inizio agrodolce per l’Uruguay di Óscar Tabárez, sulla panchina della Celeste per il quattordicesimo anno consecutivo. Al Centenario di Montevideo l’Uruguay apre le sue eliminatorie con un importante e sudato 2-1 sul Cile tra mille polemiche. Padroni di casa avanti con Luis Suárez su rigore causato da un mano di Vegas ravvisato dal VAR, il quale, però, non interviene all’85′ per un altro tocco di mano sospetto in area dell’uruguayano Coates. Una beffa ulteriore per il Cile, che aveva pareggiato ad inizio ripresa con Alexis Sánchez, arriva in pieno recupero con il gol del neo-entrato Maximiliano Gómez.
“Chi permette questi furti in Sud America? Chi gestisce gli arbitri? Autentici ladri!” commenterà in maniera non proprio pacata Iván Zamorano su Twitter dopo la gara.

La Celeste viene, però, travolta quattro giorni dopo a Quito da un eccellente Ecuador. Per la legge del contrappasso il VAR annulla due gol a Nahitan Nandez per fuorigioco e Darwin Núñez per un tocco di mano. La partita, comunque, è un continuo ed imperterrito assolo dei padroni di casa, in rete quattro volte con la doppietta di Michael Steveen Estrada e Ángel Mena, prima del sigillo finale di Gonzalo Plata. Per l’Uruguay segna due volte El Pistolero Suárez, in entrambi i casi su rigore, negli ultimi 5 minuti di gioco. Gol inutili per il risultato ma non per le statistiche: con questa doppietta, Suárez diviene non solo il miglior marcatore di sempre delle qualificazioni in Sudamerica, ma anche e soprattutto il miglior marcatore di tutti i tempi per l’Uruguay.


Su Sottoporta il meglio del calcio internazionale – C’è gloria anche per San Marino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *