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La Serie A si sta comportando molto bene a Euro 2020

La maggior parte dei goal segnati dopo 36 partite agli Europei è a marchio italiano. La Serie A sta mandando in goal molti suoi interpreti. Fuoco di paglia, sinonimo di scarsa qualità o ci stiamo ritrovando?

94 goal segnati (autogoal compresi) in 36 incontri, una media di 2,62 a partita, un hurrà ogni 34 minuti. Questa fase a gironi degli Europei ha regalato tanto tanto spettacolo.

Abbiamo fatto una piccola analisi riguardante i marcatori di questa prima fase del torneo e da quale campionato provengano. Non abbiamo tenuto conto degli otto autogoal – nelle 15 precedenti edizioni ce ne sono stati in totale solamente 9 -, né dei trasferimenti avvenuti in queste due settimane. Esempio: sebbene Depay sia diventato un nuovo calciatore del Barcelona, abbiamo deciso di includerlo ancora nel club, l’Olympique Lyonnais – e dunque nel campionato, la Ligue 1 – con cui era sotto contratto all’inizio di questo Europeo.

Serie A in testa

Incredibile ma vero, comanda la nostra Serie A, trascinata dai 5 centri del capocannoniere Cristiano Ronaldo. 25 reti su 88 sono di fattura “italiana”. Immobile e Locatelli con due goal a testa, insieme a Insigne e Pessina a quota 1 rete, sono gli italiani d’Italia ad aver fatto esultare la Nazionale di Mancini, che ha beneficiato anche del primo autogol della competizione, quello di Demiral – altra conoscenza della nostra Serie A. Nella propria porta hanno segnato anche lo sfortunato Szczesny contro la Slovacchia e Kucka contro la Spagna: campionato italiano in testa anche in questo caso. 16 giocatori della Serie A hanno trovato la via della rete in questo Europeo al momento: terzo primato italiano.

Gli interisti Lukaku e Perišić hanno totalizzato insieme 5 centri e sono tra i migliori realizzatori del torneo; ha segnato anche il compagno di squadra Škriniar, eroe della Slovacchia contro la Polonia. A segno sono andati anche altri due nerazzurri, ma da Bergamo: Gosens contro il Portogallo – con un altro gol annullato, peraltro – e Maehle nel trionfale 4-1 della Danimarca a Copenhagen contro la Russia. Un ex nerazzurro è Goran Pandev, autore del primo gol storico della Macedonia del Nord in un Europeo. E chi avrebbe potuto segnare, altrimenti? A rete anche Morata e Ramsey, non nei loro migliori momenti di forma; Damsgaard, in straordinaria forma; Linetty, uno degli elementi di spicco di una deludente Polonia; Miranchuk, uno degli elementi di spicco di una deludente Russia.

Gli altri campionati

Al secondo posto c’è la Bundesliga con tre reti in meno rispetto alla Serie A. Lewandowski, Scarpa d’oro 2021, primeggia con 3 goal insieme a Forsberg del Lipsia e l’ex Roma Schick. 17 goal per la Premier League, il campionato attualmente più competitivo del mondo, che ha portato sul tabellino 12 marcatori diversi. I migliori realizzatori sono Raheem Sterling, unico giocatore inglese andato in gol, Andriy Yarmolenko del West Ham, il Blue Kai Havertz e Xherdan Shaqiri, riserva a Liverpool e fondamentale in quel di Berna. L’unico campionato di seconda divisione che può annoverare due marcatori finora è la Sky Bet Championship, grazie a due gallesi, Kieffer Moore e Connor Roberts, che militano nelle due più importanti squadri gallesi affiliate alla FA, rispettivamente Cardiff City e Swansea.

Arranca terribilmente la Liga (4 goal): se Benzema e Modrić non avessero segnato nell’ultima partita dei gironi, l’unica firma spagnola sarebbe stata quella di Griezmann. Dicevamo prima di Depay (2 reti), l’unico goleador insieme allo spagnolo Sarabia per quanto riguarda il campionato francese. A 3 anche la Russia grazie a Dzyuba e ai due uomini-qualificazione, il croato Vlasić e lo svedese Claesson.

A quota due l’Eredivisie di Denzel Dumfries, estroso terzino del PSV Eindhoven, la Jupiter Pro League belga dell’ucraino Yaremchuk, in forza al KAA Gent, e il Nemzeti Bajnokság (per gli amici NB I) ungherese. Seferović, Kahveci e McGregor tengono alto l’orgoglio di Primeira Liga portoghese, Super Lig turca e Premiership scozzese. L’unico marcatore di un campionato extra-europeo è Marko Arnautović, attaccante dello Shanghai Port, Cina. Inaspettatamente in classifica è presente la massima serie slovacca, con Andras Schafer del Dunajská Streda che ha segnato il momentaneo 1-2 dell’Ungheria sulla Germania.

Si tratta davvero di una sorpresa?

In molti si possono stupire di come la maggioranza dei goal segnati in questa fase a girone dell’Europeo siano stati segnati da calciatori che militano in Serie A. La tanto vituperata Serie A. Sì, perché già si vocifera che la prevalenza dei goal “italiani” sia indice di scarsa qualità del torneo. No, è un’assurda falsità. Chi è convocato in una competizione così importante è perché se lo è meritato davvero. Che sia un francese, un danese o un polacco. Se un calciatore segna in un Europeo, dove scendono in campo i giocatori più forti d’Europa, il suo goal vale. Molto.

Forse alcuni non si sanno spiegare come la tanto criticata Serie A sia in testa a questa classifica. Ma come, dietro a Premier, Liga e Bundesliga? Sì. Forse perché il campionato italiano è cresciuto fortemente negli ultimi anni: abbiamo diverse stelle a livello mondiale, alcune richiestissime all’estero, tanti calciatori importanti, elementi della Vecchia Guardia che non smettono mai di stupire e giovani in rampa di lancio, come Damsgaard e Maehle. È da questa consapevolezza che la Serie A deve ripartire, continuare a costruirsi un certo appeal e appurare che il campionato italiano sia competitivo. L’importante è non adagiarci sugli allori: finalmente il campionato italiano, nonostante tutti i suoi cronici problemi strutturali, sembra aver superato uno dei suoi periodi peggiori di sempre.

Inutile denigrare una statistica così lampante: il 28,41% dei gol agli Europei è merito dei rappresentanti campionato italiano. Casualità? No, in Serie A la qualità c’è. La Serie A si sta spogliando delle sue vesti classiche e ha abbracciato stili di gioco meno legati alla tradizione. Si segna di più, si osano più dribbling, è concessa più libertà a tanti giocatori di esprimere il proprio talento. Le squadre italiane possono sorridere: Sampdoria, Atalanta e Sassuolo possono vantare diversi goleador in questa edizione, ultima dimostrazione di come un buon lavoro di scouting, stabilità a livello amministrativo e la voglia di perseguire progetti a lungo termine alla fine pagano sempre l’impegno profuso.

Le opinioni dei nostri fan

Questo “perché ci sono tante squadre di seconda fascia in un Europeo con questo format. E i giocatori di quelle nazionali giocano perlopiù in Italia. Facciamo questa statistica per la fase finale, la musica cambierà” dice Gabriel nel gruppo Facebook, dove abbiamo lanciato la discussione sul tema. “Vedremo quando i gol peseranno di più, se saremo un grado di tenere questa media intorno al 30%” chiosa Luca. Un po’ spazientito Michele: “Abbiamo fatto quasi metà dei gol e si continua a dire che la Serie A è scarsa. I giocatori “italiani” non fanno gol e allora si esclama che che la Serie A non porti giocatori prolifici e che sia un campionato scarso. Non si è mai contenti…“. Vai a dare torto a Michele.

Più o meno con lo stesso pensiero il buon Pepi, che ci ha scritto su Instagram: “Sicuramente il campionato italiano non sarà più l’élite a livello tecnico in Europa, ma io non vedo tutta questa differenza rispetto agli altri campionati, togliendo la Premier League ovviamente. Credo che il calcio italiano meriti delle critiche certamente, ma mantiene comunque un campionato motivante, rispettoso e davvero competitivo. Poi c’è chi andrà sempre contro perché si sente ribelle…“.

O forse diamo troppa importanza a queste statistiche. Come afferma Loris: “Resto dell’idea che la qualità di un campionato nazionale non vada giudicata da una competizione per Nazionali”. Arriva poco dopo la risposta di un altro Luca. “Quello che dici è vero se associ al singolo campionato la relativa nazionale. Esempio: la Francia è uno squadrone, ma il suo campionato non è il top, al contrario dell’Inghilterra. Però, il fatto che i migliori giocatori di tante nazionali diverse giochino in un campionato rispetto che in un altro ha valore. In questo caso si sta vedendo che la Serie A ha avuto un miglioramento notevole rispetto agli anni precedenti”. Ma Loris non demorde: “Continuo a ritenere che non sia una punto di riferimento giusto per valutare un movimento calcistico”. Vero? Falso? Basta fare polemiche, godiamoci questo Europeo. Dovremmo solo essere fieri che la Serie A stia comunque facendo una bellissima figura.


Il meglio del calcio internazionale su Sottoporta: Beck, appunti sull’Europeo – 1

Fonte immagine di copertina: Instagram Euro 2020 + Logo Serie A

Di Cosimo Giordano

Opinionista sportivo nel tempo libero, founder di Sottoporta, amo la pizza e il calcio internazionale. Sono quel tipo che ogni tanto ripensa alla carriera di Pauleta e che va a curiosare sulle rose del campionato australiano.

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