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La Premier League sta salvando le serie inferiori

Con la decisione presa ad unanimità dai club inglesi, la Premier League sta salvando le serie inferiori del calcio britannico.

Sono passati poco più di due mesi quando i club di Premier League avevano previsto, all’unanimità, un piano di aiuti per venire incontro alla profonda crisi di League One e League Two (terza e quarta serie). All’inizio del mese la proposta è stata ufficialmente ratificata e oggi i club delle serie inferiori possono tirare un sospiro di sollievo in vista del proseguimento della stagione.

Il pacchetto di aiuti della Premier League per le serie inferiori

Alla luce delle sfide finanziarie che molti club si trovano ad affrontare durante la pandemia di Covid-19, l’unanimità dei club di Premier League ha approvato un pacchetto articolato di aiuti. Con questa manovra, i club di prima serie hanno previsto una sovvenzione di 50 milioni di sterline per i club di terza e quarta serie e supporteranno l’EFL mettendo a disposizione anche ai club di Championship un prestito di 200 milioni di sterline senza interessi.

La manovra è simbolo di quanto nel sistema piramidale inglese ci sia una consapevolezza da parte dei big clubs del pericolo che una situazione di dissesto alla base possa causare anche al vertice. Delle 50 milioni di sterline disposte, 30 sono già state erogate ai 48 club, mentre le restanti 20 andranno a costituire un “Monitored Grant“. Questa sovvenzione potrà essere utilizzata, a determinate condizioni, da club in particolare situazioni di bisogno.

Non solo terza e quarta serie: i club di premier hanno disposto un prestito di 200 milioni di sterline per supportare le squadre di Championship nel pagamento delle tasse a fine stagione, ponendo diverse condizionalità.

Le conseguenze dell’accordo

Oltre ai fisiologici benefici dell’accordo siglato in seno all’EFL, vi sono anche delle limitazioni a cui i club di League One e Two dovranno sottostare. In particolar modo sarà la sessione di calciomercato invernale la principale indiziata a pagare le conseguenze della crisi dovuta soprattutto all’assenza dei tifosi inglesi dagli stadi.

Come parte dell’accordo, infatti, i club di terza e quarta serie non potranno spendere soldi per i trasferimenti nella prossima finestra. Anche nella prossima stagione, ai club della League One sarà vietato spendere più di 20.000 sterline nel calciomercato nelle due finestre. Un limite che per i club della League Two si abbassa a 10.000 sterline. I colpi di mercato saranno perciò limitati ad un giocatore per squadra, che potrà arrivare solo gratis, in sostituzione di un partente e se il suo stipendio sarà uguale o inferiore al 75% del giocatore ceduto. I club che violeranno queste regole saranno tenuti a restituire integralmente il prestito.

Un caso raro, ma non unico

L’ingente manovra dei club di Premier per le serie inferiori è sicuramente un caso raro in questo periodo di difficoltà, ma non è l’unico e nemmeno il primo. A Marzo di quest’anno, non appena il Covid aveva colpito l’Europa, Bayern, BVB, Lipsia e Bayer avevano destinato 20 milioni di euro per aiutare club di Bundesliga e di 2. Bundesliga in difficoltà per lo stop ai campionati.

In quel caso i quattro club tedeschi avevano rinunciato a 12,5 milioni di euro dai diritti televisivi, sborsando altri 7,5 milioni direttamente dalle proprie casse. Una decisione che, anche attraverso le parole di Karl-Heinz Rummenigge e di Oliver Mintzlaff (Lipsia, ndr), aveva immediatamente dato l’idea di coesione e solidarietà all’interno del sistema tedesco.

Solidarietà e coesione che si riaffermano come valori fondamentali anche nel calcio inglese. Fino a che i tifosi torneranno e gli stadi si riempiranno di nuovo e la macchina del calcio tornerà, forse, a funzionare.


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Di Umberto De Marchi

Appassionato di tattica e delle storie sconosciute del calcio, sono un grande appassionato di musica e consumatore seriale di podcast.

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