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Bum bum, Brereton ha fatto gol

Dalle Midlands Occidentali alla nazionale cilena, per merito anche di Football Manager: alla scoperta di Benjamin Brereton, ventitreenne goleador del Blackburn Rovers.

11.650 chilometri, tanta è la distanza che separa Stoke-on-Trent e Santiago del Cile. Eppure queste due città, agli antipodi non solo per una mera questione geografica, ma anche per cultura, usi e costumi, sono unite da un sottilissimo fil rouge. Un filo che si dipana dall’aprile 1999, ma di cui conosciamo l’esistenza soltanto da pochi mesi. Un filo chiamato Ben Brereton.

Brereton + Díaz

Benjamin nasce il 18 aprile 1999 a Stoke-on-Trent, città dell’ovest dell’Inghilterra nota per le ceramiche e l’artigianato. La madre, Andrea Díaz, cilena originaria di Concepciòn, è giunta nelle West Midlands in giovane età e ha trovato lavoro proprio presso un’azienda produttrice di ceramiche. In terra britannica ha conosciuto e sposato Martin, poliziotto: questo è il motivo della doppia cittadinanza di Ben, il quale cresce a Stoke, là dove è nato, e lo fa seguendo le orme del padre, ex calciatore a livello dilettantistico.

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Ad appena sette anni Ben viene notato dal Manchester United, dove resta fino al 2013, prima di tornare a casa. È lo Stoke City, per l’appunto, ad accoglierlo nelle giovanili, in seguito al provino fallito che ha scaturito l’addio ai Red Devils. Qui mette in mostra il proprio talento partendo spesso e volentieri come ala destra, ma svariando molto sul fronte d’attacco. Brereton, nella sua ancor breve carriera, ha difatti ricoperto quasi tutti i ruoli della zona avanzata.

L’ultima tappa nelle academy d’oltremanica è quella di Nottingham. È il Forest nella persona di Gary Brazil – all’epoca allenatore ad interim – a farlo esordire nel calcio dei grandi, nel gennaio 2017. I primi anni di carriera sono poco esaltanti per Ben: è impiegato tanto al centro quanto sugli esterni, ma non gli viene concessa una continuità tale da ottenere buoni risultati. A risentirne è l’aspetto psicologico. Pochi gol, pochi assist e, in generale, pochi lampi. Buttarsi giù è facile.

Ora che ha affinato il senso del gol, con costanza e determinazione, Brereton è diventato una delle migliori punte centrali della Championship.

Arte et Labore

Nell’agosto del 2018 i Garibaldi Reds cedono Benjamin in prestito al Blackburn Rovers, società storica del panorama britannico. I biancoblu fanno infatti parte della ristretta cerchia dei club fondatori della Football League e vantano anche tre Premier League. L’ultima volta che il club conquistò il campionato fu nel 1995, anno in cui uno strepitoso Alan Shearer dominò la classifica cannonieri mettendo a segno ben 34 reti.

Nei quasi trent’anni successivi i dolori sono stati più dei momenti di gioia. L’ultimo vero acuto risale esattamente a un ventennio fa, con la League Cup alzata al cielo nel febbraio 2002. Dopodiché un inesorabile declino, iniziato con stagioni piatte e culminato con la retrocessione addirittura in terza serie, categoria che non si disputava a Ewood Park da 38 anni. Del Blackburn che combatteva fieramente contro le big d’Inghilterra sembrava essere rimasto solo il nome.

Per le strade vedo volti tristi, mai felici
Risorgeremo tra le fiamme come le fenici

Tratto dal brano Block Notes di Stima e Lanz Khan

Quando si è raggiunto il punto più basso, si può solamente risalire, sportivamente ed umanamente. Lo sanno bene sia Brereton che i Rovers. Il club del Lancashire trascorse quindi un solo anno all’inferno, trovando prima il ritorno in Championship, poi tre salvezze tranquille. Benjamin dopo aver faticato ad imporsi, riuscì a scrollarsi di dosso le pressioni derivanti dal costo del suo cartellino. Il Blackburn, nel gennaio ’19, sborsò difatti circa 8.5 milioni di euro per assicurarsi le sue prestazioni. Una cifra che i tifosi giudicarono eccessiva “per un ragazzo così giovane, che parte sempre dalla panchina e ancora non ha mai segnato con la nostra maglia”.

¡Vamos Chile!

Nel corso della stagione 2021-22 il boom di Ben – doppia cifra raggiunta già ai primi di ottobre – è coinciso con il sogno della promozione diretta, a lungo cullato dai biancoblu. La ricomparsa sul più importante palcoscenico albionico è stata purtroppo frenata dallo strapotere del Fulham e da un girone di ritorno altalenante, segnato da un infortunio che ha tenuto Brereton lontano dai campi per un mese e mezzo.

Classe, fortuna e freddezza: la prima tripletta non si scorda mai.
(fonte: Canale YouTube ufficiale Blackburn Rovers)

Con il passare del tempo Ben è cresciuto moltissimo, avvicinandosi sempre più al modello ideale di attaccante completo: forte fisicamente (1.88 cm per 80 kg), ma allo stesso tempo dotato di ottima rapidità ed una pregevole tecnica di base. Un vero bomber d’area di rigore, capace però di concludere anche le azioni condotte in prima persona. Se dovessimo azzardare un paragone, per movenze e caratteristiche citeremmo – con le dovute proporzioni – Benzema (qui il nostro elogio a Karim “The Dream”).

E se è tutto un sogno, che importa.

Mi piace e voglio continuare a sognare.

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Luis Sepúlveda

A partire dallo scorso giugno, nonostante diverse presenze con le giovanili inglesi, Brereton difende i colori della Nazionale cilena, per via delle origini materne. L’esordio è avvenuto in Copa América, contro l’Argentina di Messi, mentre per la prima rete abbiamo dovuto attendere solo quattro giorni: suo il gol dell’1-0 sulla Bolivia. Questo è e sarà, senza dubbio, uno dei giorni più belli della vita di Benjamin.

Il rapporto idilliaco tra i tifosi della Roja e il loro “nuovo” attaccante è sbocciato ancora prima che timbrasse il cartellino. A lui, sesto oriundo a rappresentare il Cile, è dedicato questo coro:

Dice Ben, Ben, Ben

Fa bam, bam, bam

E poi bum, bum, bum

È gol di Brereton

Il calore degli aficionados cileni

Sia lodato Football Manager

Cosa caratterizza la storia di Brereton e della sua naturalizzazione, rispetto a quella degli argentini Gustavo Canales, Gabriel Arias e Pedro Pablo Hernández, lo svedese Miiko Albornoz e Niklas Castro, norvegese di Oslo, oriundi che hanno vestito la maglia della Selección Chilena prima di lui? La risposta è semplice: pochissimi sapevano delle sue origini cilene.

In aiuto della Federazione è giunto il celeberrimo videogioco Football Manager nella persona di Mark Hitchen, ricercatore per FM che, in questa veste, si è occupato dei calciatori del Blackburn per oltre dieci anni. Mark si è imbattuto in un’intervista rilasciata da Ben al sito ufficiale dei Rovers, in cui afferma: “Sono per metà cileno: mia madre è originaria del Cile, mentre mio padre è inglese. I compagni non mi credevano, ma mia mamma è arrivata in Inghilterra da giovane: immagino che ciò significhi che sono convocabile per il Cile, giusto?” 

Hitchen ha quindi verificato le origini di Brereton e successivamente ne ha aggiunto la seconda nazionalità al database di Football Manager. L’intervista risale al 2018, ma tra gli appassionati la notizia delle origini di Ben si è diffusa solo quando la stagione 2020-21 era alle porte e i suoi valori all’interno del capitolo videoludico erano cresciuti, in sintonia con le prestazioni sul campo. “Dopo il lockdown c’è stato un miglioramento evidente in Brereton: usava il corpo di più e meglio. Inoltre cominciava ad essere decisivo. Quando si modificano le statistiche di Football Manager queste devono essere verificate, ed io ero convinto che fossero equilibrate e frutto di uno studio accurato.” ha detto Hitchen spiegando l’upgrade di Ben.

Futuro

Una volta divenuto centrale nello scacchiere del Blackburn, i profili Twitter ed Instagram della società e di Brereton stesso sono stati presi d’assalto dai supporters del paese sudamericano, i quali hanno lasciato centinaia di commenti corredati dall’hashtag #BreretonALaRoja e da bandiere cilene. Nel dicembre 2020 Benjamin, proprio sui suoi account social, ha condiviso una foto che lo ritraeva al consolato cileno di Londra in cui annunciava di aver ottenuto la cittadinanza.

“Non potrei essere più felice per lui. – ha aggiunto Mark Hitchen – Ho ricevuto tantissimi messaggi di ringraziamento: è fantastico pensare che anche io ho giocato un piccolo ruolo in questa storia stupenda.”

Una storia che, per la Selección, non ha avuto un lieto fine per quanto riguarda le Qualificazioni al Mondiale di Qatar. La Nazionale guidata da Martin Lasarte non è infatti riuscita a risultare tra le quattro migliori squadre sudamericane, né a raggiungere i play-off. La Roja ha però trovato un nuovo centravanti con le carte in regola per regalare – in futuro – grandi emozioni ai milioni di tifosi. Un centravanti su cui hanno messo gli occhi diversi club di Premier League e non solo, ma che il Blackburn vuole tenersi stretto, per tentare la risalita in massima serie insieme a lui.

Il suo avvenire si prospetta essere tanto roseo quanto rosso, rosso come la maglia del suo Cile. Ben è pronto a fare ciò che gli riesce meglio: fare bum, fare gol.


Immagine di copertina realizzata da PSM SPORT, base tratta dal profilo Instagram di Brereton (@ben.brereton).

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Di Matteo Giribaldi

Nasco a Genova il 22 aprile del 2000. A calcio non so giocare, così provo ad arbitrarlo e a raccontarlo. Potete trovarmi sveglio alle 3, mentre cerco che fine abbia fatto 'El Malaka' Martinez.

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