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Essere Karim Benzema

Karim Benzema, l’ombra di un passato che ritorna e l’identità duale franco-algerina. Oggi Karim con Zidane può tornare ad essere se stesso.

Crescere a Bron, quartiere della periferia est di Lione, e diventare uno dei più forti “9” della storia della nazionale francese, non deve essere stata un’impresa facile.

Tanto più che l’ascesa di Karim Benzema, classe ’87, è coincisa con un momento di forti sconvolgimenti politici per la Francia. Una guerra identitaria sempre più forte fra la destra del Front National e le rivendicazioni della comunità musulmana, che va avanti ancora oggi.

Sin da subito, Karim ha tenuto a precisare, in un’intervista a RMC del 2008 che ritorna di tanto in tanto come un meteorite che minaccia la Terra, che lui “si sente algerino e che la Francia è solo la Nazionale per cui gioca a calcio”.

Come l’attaccante del Real si è riappropriato della sua identità di uomo e calciatore

Apriti cielo. Figlio della generazione che ha conquistato gli Europei under-17 del 2004 (finalissima contro la Spagna), e che contava presunti eterei bad boys del calibro di Jeremy Menez, Samir Nasri e Hatem Ben Arfa, Benzema è andato molto oltre i già citati, assurgendo ad autentico fuoriclasse.

Dall’esordio con gol in Champions League sotto Gerard Houllier, allo Stade de Gerlande, in Lione-Rosenborg 2-1 del 6 dicembre 2005, Benzema ha inanellato 17 anni solari consecutivi e 16 edizioni della Coppa, in cui ha timbrato il cartellino.

Un calciatore unico, longevo e piuttosto stabile fisicamente. Il numero nove perfetto, tanto che Carlo Ancelotti ha detto di lui che è come giocare in 12, perché Karim è “un 9 e un 10 contemporaneamente, ha il fiuto del bomber e la tecnica del rifinitore”.

Il passaggio al Real Madrid

Ci mette poco il Real Madrid a individuarne le potenzialità e a soffiarlo alla concorrenza, leggasi lo United di sir Alex. Nella caldissima estate del 2009, quando a Barcellona sono intenti a festeggiare la Champions appena conquistata, Benzema passa ai Blancos di Florentino Perez.

Fra gli altri, insieme al franco-algerino e Kakà, arriva pure Cristiano Ronaldo, ulteriore smacco ai Red Devils.

Il traffico davanti, con l’eterno Raul, Van Nistelrooy, Higuain, Cristiano e lo stesso Benzema, rasenta quello dell’ora di punta sulla highway angelena. Il bomber di Lione comincia a fabbricare in casa la nuova arma con la quale conquisterà i favori dei suoi allenatori a Madrid: essere l’uomo squadra.

Colui che, col suo gioco e i suoi movimenti, crea gli spazi per gli altri, quelli che fanno gol. Caterve di gol, come nel caso di CR7, che vede in Karim il partner perfetto.

Prima della cessione di Cristiano Ronaldo, Benzema dal 2009 al 2018 ha realizzato 20 o più reti in Liga soltanto due volte (2011-12 e 2015-16). Passano gli attaccanti, si succedono i nuovi acquisti, ma Benzema è sempre lì al suo posto.

Tranne nei Bleus.

La Francia e la crisi di rigetto post-coloniale

Siamo nel 2015 quando il passato di Benzema ritorna prepotentemente alla carica. Già una volta era finito al centro delle cronache per il presunto coinvolgimento in una storiaccia di sfruttamento della prostituzione minorile.

In questo caso la sua vicinanza ad alcuni tipi un po’ loschi crea i presupposti per ciò che, si disse, Deschamps attendeva da tempo: farlo fuori dalla nazionale.

Notizia di una settimana fa, per l’affaire Valbuena, l’attaccante del Real Madrid sarà chiamato in giudizio in ottobre. Ma cosa accadde davvero in quel ritiro di Clairefontaine del 2015?

Benzema si è sempre difeso, affermando di non aver agito da intermediario fra Valbuena e i ricattatori, in possesso di un sex-tape in cui compariva il trequartista nativo di Bruges.

Karim e Mathieu erano molto amici al tempo, e Benzema consigliò di pagare quelle persone per evitare guai. Valbuena andò direttamente a denunciare il fatto, e Benzema si porta dietro questa storia da 6 anni.

Deschamps e la federazione gli hanno chiuso per sempre le porte della nazionale transalpina. L’attaccante del Real ha perso gli Europei del 2016 e, soprattutto, non ha fatto parte della spedizione mondiale di Russia 2018, dove la Francia ha conquistato la Coppa. Davanti, con Griezmann e Mbappé, ha agito Olivier Giroud, classico centravanti di manovra.

Karim Benzema con la maglia dei “galletti” (foto: tuttosport.com)

Dopo 81 presenze e 27 reti con la massima selezione nazionale, Benzema non poteva più dirsi davvero francese.

Karim Benzema e la riconquista dell’identità

Nell’uso che Benzema fa dei social, quasi ad ostentare la sua vita da rockstar (o meglio, da rapper) il suo essere un ricco calciatore professionista passa quasi in secondo piano.

I suoi followers gli scrivono spesso in arabo, inneggiando all’Algeria, a cui si sente di appartenere, e alla religione musulmana. Benzema, da quando non è più un elemento cardine della nazionale francese, può finalmente riappropriarsi della sua identità. Auto costose, Ferrari, Lambo, musica rap di rottura.

Un ritorno alle origini, a quel quartiere che lo ha generato e dal quale, chi esce fuori vittorioso, viene visto non come un principe della strada ma come uno che ha abbandonato il ghetto.

Benzema non è più semplicemente quello che “ce l’ha fatta”, ma quello che è diventato qualcuno restando se stesso, ancorato alla sua identità di figlio di migranti maghrebini delle metropoli francesi. E così il suo abbigliamento ricalca di volta in volta il messaggio che vuole veicolare.

Tradizionale arabo, per la campagna del Dubai Sports Council “be fit, be fit, be safe” quando la pandemia è coincisa col mese del Ramadan.

Da “rapper” di quartiere e di successo, con larghissime t-shirt e pantaloni monocolore, quando fa l’occhiolino ai grandi marchi di cui è portavoce.

Frequentemente, da quando ha avuto problemi alla schiena nel 2014, Benzema posta l’immagine di lui dopo una sessione di hijama therapy (o coppettazione), e il riferimento è immancabile all’hashtag identitario alhamdulilah. Un richiamo fortissimo per coloro che, a tutti gli effetti, sono suoi seguaci.

Benzema, che è ormai a tutti gli effetti una figura di riferimento per i giovani delle banlieue, rappresenta un’immagine politica molto forte. E’ icona di una Francia che non ha mai smesso di fare i conti col suo maledetto passato coloniale.

Da qui la continua querelle con i politici del Front National. Loro gli assegnano l’etichetta di “non vero francese”, lui se ne riappropria, sbattendogli in faccia la loro dubbia morale nazionalista e il loro passato coloniale.

Se la circolarità vichiana dell’esistenza di Karim fa da contraltare alle sue pericolose vicende giudiziarie, l’uomo Benzema, il sesto di nove fratelli, che oggi è marito e padre di famiglia, può camminare a testa alta. Alla faccia di chi lo vorrebbe in galera, piuttosto che in campo al Bernabeu.

Il ritorno di Zidane e la nuova centralità di Karim

La ricerca di una rinnovata felicità professionale di Benzema non termina qui. Un altro francese, stavolta di Marsiglia, algerino (o meglio ancora, berbero) di origine, è responsabile della sua centralità sul rettangolo verde.

Da grande gestore di uomini e calciatori quale è l’ex centrocampista dei Galacticos (che a proposito di riferimenti culturali, col suo dichiararsi “musulmano non praticante”, si tiene a debita distanza da due fuochi), ha capito che Benzema poteva e doveva essere la chiave di tutto il gioco offensivo dei Blancos.

Nel Real Madrid del post-CR7, dal ritorno di Zizou dopo un “anno sabbatico”, Benzema viene incontro ai campioni del centrocampo merengue per dettare il passaggio. Apre sugli esterni per scatenare la transizione in ampiezza. Trasforma l’azione, dopo aver dispiegato gli spazi come fosse un professore di geometria analitica, in palla gol, gettandosi nella stessa porzione di campo che, con le sue giocate, ha contribuito a liberare dalle linee della retroguardia avversaria.

E così, da tre stagioni, Benzema è stabilmente sopra quota 20 gol ed è ancora, a 33 anni compiuti, rifinitore e finalizzatore della manovra.

Proprio come aveva profetizzato Mister Ancelotti, di cui Zidane è stato allievo prediletto: finalmente Karim si è ripreso la sua identità di uomo e calciatore.


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Fonte immagine copertina: Karim Benzema official Instagram account

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