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“Zerão”, lo stadio dal falso mito

Oggi vi raccontiamo lo Zerão, lo stadio a Macapà che non è dove dovrebbe essere.

Lo stato di Amapà rappresenta, non solo calcisticamente, l’estrema periferia del Brasile. Basti pensare che nessun club dello stato ha mai partecipato né alla Serie A né alla Serie B del campionato brasiliano. Il campionato statale, professionale solo dal 1991, ha uno dei livelli tecnici più bassi ed è dominato dalle squadre della capitale Macapà, che si sono aggiudicate tutte le edizioni tranne tre, andate a club della città di Santana. Proprio nella capitale sorge lo stadio più grande dello stato, il Milton de Souza Corrêa, conosciuto da tutti come Zerão, ossia “il grande zero“.

A Macapà, con la tipica autoironia brasiliana, si dice che il soprannome dello stadio derivi dal livello tecnico delle squadre che calcano quel palcoscenico. In realtà questa struttura ai confini del mondo calcistico ha una particolarità che la rende unica, o meglio, che avrebbe dovuto renderla tale.

Metri, ingegneri e miti

Inaugurato nel 1990, con una capacità di 10mila spettatori, lo stadio è protagonista di una prima curiosa storia quattro anni dopo. Nel 1994, infatti, si decide di intitolarlo ad Ayrton Senna, scomparso nel maggio di quell’anno. Ma in agosto scompare in un incidente stradale Milton de Souza Corrêa, ex presidente della federazione calcistica locale, giornalista, atleta: insomma una figura chiave per lo sviluppo dello sport dello stato. Così dopo appena tre mesi lo stadio cambia denominazione, assumendo quella attuale.

Nel 2007 iniziano dei lavori di ristrutturazione che, come è tipico delle grandi opere pubbliche, si protraggono per tanto tempo, fino al 2014. Durante tutti questi anni lo stadio rimane chiuso e va lentamente in rovina, tanto da essere chiamato “il cimitero del calcio”. Con i fondi destinati a rimodernare gli impianti sportivi per i Mondiali del 2014, lo stadio riapre e nel 2015 si trasforma in un centro sportivo, con l’aggiunta di una pista di atletica e una sontuosa (quarta) re-inaugurazione alla presenza di Zico. Ma a rendere unico questo impianto è il suo soprannome, Zerão.

Nell’intenzione degli ingegneri, infatti, lo stadio si trova infatti esattamente sulla linea immaginaria dell’Equatore, la linea zero, che passa proprio in mezzo al campo. Un’idea meravigliosa che potrebbe offrire una fama mondiale all’impianto. Nel 2006 Túlio Maravilha, ex idolo del Botafogo, che all’epoca giocava a Manaus con il Fast, dopo aver segnato un gol nello Zerão, dichiarò scherzosamente:

Ho segnato un gol che nemmeno Pelè ha fatto: al centro del mondo!

Túlio Maravilha

In pratica si gioca a cavallo tra due emisferi: una metà campo si trova nell’emisfero boreale e l’altra in quello australe. In pratica però, perchè nella “pratica reale” questo non accade, poiché lo Zerão ha subito un errore di calcolo a causa del sistema geodetico brasiliano obsoleto, che alla fine degli anni ’80 era ancora fuori allineamento con le coordinate internazionali stabilite nel 1984.

Qualcosa è cambiato… (foto: collage da super.abril.com.br)

Secondo lo standard nazionale, la linea del centrocampo corrisponderebbe esattamente all’immaginario Equatore, ma in realtà questa linea passa a pochi metri dalla porta che avrebbe dovuto essere nell’emisfero sud. Ciò non toglie il fascino dello stadio dato che ancora oggi tutti a Macapà si fanno fotografare sulla linea di metà campo, perdonando quell’errore di pochi metri.


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Fonte foto di copertina: futebolinterior.com.br

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