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Danilo Pereira, il bambino prodigio con l’Ajax nel destino?

Tra i migliori cannonieri brasiliani in Europa, Danilo Pereira si sta prendendo la scena con la maglia del Twente. Nel suo futuro c’è un ruolo da protagonista con la maglia dell’Ajax?

Nella scorsa estate all’Ajax tutti avevano le idee chiare su quale fosse il percorso giusto per Danilo Pereira, giovane attaccante brasiliano in uscita dalla squadra riserve. Giudicato ancora inadatto alla prima squadra, per la sua crescita si reputava necessaria un’esperienza in Eredivisie, in una piazza con meno pressioni ma con buone prospettive di evoluzione tecnico-tattica. Così è arrivato il prestito al Twente di Ron Jans: una scelta azzeccatissima, a giudicare dai numeri (11 gol e 6 assist finora) e dalle prestazioni che il giovane brasiliano sta sfoderando in campionato. Ma cosa c’è nel suo futuro? I piani dell’Ajax sono ancora così chiari sul domani di Danilo?

Punti di forza

Prelevato nel 2017 dal Santos, quando già si parlava di lui come di uno dei migliori prospetti del calcio giovanile brasiliano, Danilo Pereira è cresciuto in Olanda con grande pazienza. Con lui i lancieri hanno congelato il consueto modus operandi, lanciandolo gradualmente, a dispetto delle aspettative e delle indubbie qualità. Il percorso di Danilo è stato per questo atipico, ma comunque ricco di soddisfazioni. Esordio in prima squadra a parte, arrivato nel pre-lockdown e arricchito dal primo gol in Europa League, con l’Under 21 Danilo ha messo insieme numeri davvero interessanti: si parla di 21 reti in 42 presenze, un goal ogni due partite.

Danilo Pereira esulta con la maglia del Twente (fonte: Twitter, FC Twente)

Numeri a parte, come detto, già con i Lancieri Danilo Pereira aveva mostrato le sue caratteristiche principali, emerse con maggiore evidenza al Twente, dove la punta ha avuto finalmente la giusta centralità nel progetto. Se si analizzano le 11 reti realizzate sinora, ciò che stupisce è la loro somiglianza. Tralasciando i quattro rigori, Danilo ha siglato 5 reti su 7 in situazioni di contropiede, capitalizzando azioni con meno di 5 passaggi. Decisiva è la sua velocità, la sua esplosività, la capacità di attaccare la profondità nei modi e nei tempi giusti. La decisione nello scatto è qualcosa di innato, che Danilo si porta dentro da quando viveva nelle favelas e fuggiva condizioni di vita tutt’altro che liete, così come la straordinaria precisione al tiro. Danilo non calcia moltissimo (2,6 tiri a partita) e lo fa quasi sempre in area di rigore, ma sa essere letale come solo i grandi centravanti. Merito di una tecnica di base notevole e di un meraviglioso killer instinct: sa come calciare, quando calciare e con quale forza. Tira poco, ma tira bene. Anzi, benissimo.

Dove migliorare

Se i suoi punti di forza sono sotto gli occhi di tutti, se non altro per le statistiche, non è lo stesso per i difetti. Danilo Pereira è ormai arrivato ad un buon punto nel suo percorso di crescita, ma può ancora migliorare diversi aspetti del suo gioco. In primis nel controllo, da intendersi come capacità ragionata di giocare con il pallone tra i piedi e di manovrare con e per la squadra. Troppo spesso, infatti, Danilo si serve di giocate in velocità, anche negli assist ai compagni, registrando in media un numero basso di passaggi chiave (0,9 a partita) e di passaggi riusciti (71%). Migliorare anche nel possesso, quando i ritmi si abbassano e serve controllare le fasi di gioco, è fondamentale per la sua completa maturazione e per un eventuale ritorno alla base.

Danilo Pereira in allenamento (fonte: Twitter, FC Twente)

Tra gli aspetti da migliorare c’è poi l’attitudine in fase difensiva, cosa alla quale ha dedicato molta attenzione ten Hag, così come l’abilità nel gioco aereo. Con la sua altezza ridotta di un metro e 74, Danilo non è di sicuro un bersagliere e, infatti, perde la maggior parte dei duelli aerei. In contesti più fisici come la Champions League questo potrebbe essere un problema, al quale sopperire con una maggiore duttilità. Per struttura fisica e abilità, infatti, non è da escludere che Danilo possa adattarsi presto al ruolo di attaccante esterno. È in quel ruolo che potrebbe avere più chance di tornare all’Ajax, in virtù degli ultimi avvenimenti…

Quale futuro?

Dipendesse solo dall’Ajax, per attitudine e caratteristiche tecniche, a giugno Danilo Pereira rientrerebbe di sicuro alla base. L’arrivo di Haller ha però indispettito l’attaccante brasiliano, che in una recente intervista si è detto scettico sul suo futuro ad Amsterdam, anche alla luce del contratto in scadenza nel 2022.

Danilo Pereira ai tempi dell’Ajax (fonte: Twitter, Danilo Pereira)

Viste le meraviglie che sta facendo vedere al Twente, Danilo Pereira vuole rassicurazioni: nel suo prossimo club, qualsiasi esso sia, vuole essere protagonista. Il diamante c’è, ancora da sgrezzare sotto alcuni punti di vista, ma è perfettamente in linea con la filosofia dei lancieri. Bisogna soltanto assecondare il suo talento. Altrimenti toccherà a qualcun altro, magari il Tottenham, toglierlo dalla vetrina e farlo brillare altrove. Non sarà un bersagliere, ma è più che valido per i Lancieri: attenzione a Danilo Pereira, il nuovo gioiello scuola Ajax.


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Immagine di copertina tratta da: Danilo Pereira – Twitter.

Di Domenico Abbondandolo

Nato nel 1996, collaboro per SportAvellino e PianetaMilan. Idealista convinto, credo in un calcio romantico e passionale. Nel tempo libero mi diverto a far dialogare Platone e Guardiola.

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