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Tornei per club

La mia prima volta in Champions League

Al battesimo in Champions, sono 11 le squadre che hanno passato il girone alla prima partecipazione, ed alcune non si sono accontentate…

Nel 2000 la Lazio vince il suo secondo campionato italiano e fa il suo debutto in Champions League, circa 20 anni dopo è il turno dell’Atalanta di Gasperini, grazie al 3° posto conquistato, miglior piazzamento della sua storia in Serie A. Entrambe passano i gironi al primo tentativo.

In più di venti anni di Champions League, ecco le altre 9 squadre europee che al debutto assoluto non si sono accontentate del ruolo di comparsa, ma sono salite sul palco da protagoniste.

Auxerre, stagione 1996/1997

Se un qualunque tifoso dell’Auxerre possedesse una macchina del tempo e la possibilità di scegliere una sola data, probabilmente tornerebbe indietro al 18 Maggio 1996, giorno in cui l’Auxerre vinse il suo primo e unico titolo di campione di Francia.

Pochi giorni prima l’Auxerre di Guy Roux vinceva anche la sua prima coppa di Francia; pochi mesi più tardi avrebbe avuto il proprio battesimo del fuoco nella competizione più importante d’Europa.

L’entusiasmo si sgonfia quando l‘Ajax di Louis Van Gaal regala ai francesi la prima scottante sconfitta in Champions, gentilmente offerta da Jari Litmanen.

I bianco-azzurri trovano le prime gioie sul campo dei Rangers e contro il Grasshoppers, piegati dai 3 gol in due partite di Thomas Deniaud.

Due mesi dopo l’Auxerre si prende la sua rivincita sull’Ajax, espugnando la Johann Cruijff Arena per 2 a 1. Due settimane più tardi, allo Stade de l’Abbé-Deschamps, l’Auxerre agguanta uno storico passaggio agli ottavi grazie alla vittoria sui Rangers ed alla sconfitta del Grasshoppers contro i lancieri.

I ragazzi di Guy Roux si arrenderanno solo al Borussia Dortmund di Ottmar Hitzfeld, che vincerà entrambi gli incontri aprendosi la strada verso la finale contro la Juventus e la conquista della sua unica Champions League.

L’ultima apparizione dell’Auxerre in Europa avverrà nella stagione 2010/2011, in un girone di ferro con Milan, Real Madrid ed Ajax, davvero troppo difficile da superare. Un anno dopo, l’Auxerre retrocede in Ligue 2.

L'Auxerre di Guy Roux
Allenamento sotto gli occhi di Guy Roux, lo storico allenatore (fonte immagine: spox.com)

Bayern Leverkusen, stagione 1997/1998

Nel 1997 il Bayern Leverkusen era una meravigliosa orchestra diretta dal maestro Christoph Daum: in rosa il portiere Dirk Heinen, i fratelli Robert e Nico Kovac, Emerson, Nowotny, Ramelow ed Ulf Kirsten.

Grazie al secondo posto dell’anno precedente, il Leverkusen partecipa per la prima volta al torneo dei Campioni. Dopo un facile passaggio dei preliminari sulla Dinamo Tbilisi, i tedeschi si ritrovano nel girone F con Sporting Lisbona, Monaco e Lierse.

Con 4 vittorie, 1 pareggio ed 1 sconfitta, i bavaresi racimolano 13 punti con cui si laureano migliori secondi insieme alla Juventus. I bianconeri si spingono fino in finale, i tedeschi no.

Ai quarti non poteva capitare avversario più temibile, il Real Madrid di Jupp Heynckes. Il Bayern conduce dopo 18 minuti grazie a Beinlich ma viene ripreso dal pari blanco di Karembeu. Lo stesso Karembeu apre i giochi al ritorno dove il Real rifila un sonoro 3 a 0 al Leverkusen.

Chelsea, stagione 1999/2000

Prima della gestione Abramovich nel nuovo millennio, il Chelsea fu acquistato negli anni ’80 da Ken Bates, il quale riuscì ad evitare il fallimento del club.

Stabilitosi in modo permanente in Premier League, il Chelsea comincia ad annaspare verso le zone più alte, migliorando il proprio rendimento di anno in anno.

Al termine della stagione 98/99, un Chelsea dalle tinte italiane – Di Matteo, Gianfranco Zola, Vialli nel ruolo di allenatore-giocatore -, con 75 punti si accomoda al terzo posto e accede per la prima volta ai turni preliminari di Champions League.

Dopo aver sorpassato facilmente i lettoni dello Skonto, il Chelsea vince il primo girone e accede al secondo insieme all’Herta Berlino.

Gli avversari dei Blues nel 4° gruppo sono il Marsiglia, il Feyenoord e la Lazio di Sven-Göran Eriksson, che vince il girone. Alle sue spalle, si qualifica ai quarti di finale anche il Chelsea.

Nel turno successivo il Chelsea si trova davanti il Barcellona. Dopo una sorprendente vittoria a Stamford Bridge per 3 a 1 – con doppietta di Tore Flo -, il Chelsea subisce lo stesso risultato al Camp Nou.

Il Barcellona sbaglia il rigore qualificazione con Rivaldo, che si fa perdonare nei supplementari: il penalty del brasiliano ed il sigillo di Kluivert chiudono la prima, soddisfacente esperienza del Chelsea in Champions League.

I Blues torneranno a giocarsela nel 2004, anno in cui raggiungeranno le semifinali. Vincerà la sua prima coppa dalle grandi orecchie nel 2012.

Gianfranco Zola ed Andre Tore Flo in maglia blues
Zola e Tore Flo, gli eroi dell’andata (fonte immagine: bleacherreport.com)

Deportivo la Coruna, stagione 2000/2001

Javier Irureta assume la guida del Deportivo La Coruña nel 1998 ed alla seconda stagione lo conduce sul tetto di Spagna. L’anno successivo, Irureta ed il Depor debuttano in Champions League

Con 10 punti il Deportivo supera da imbattuto il primo girone, composto da Amburgo, Juventus e Panathinaikos. Nel secondo raggruppamento – composto dalle prime e dalle seconde di ogni girone – si trova davanti il Milan, il PSG ed il Galatasaray.

Il Depor porta nuovamente a casa 10 punti totali, frutto di 1 pareggio, 2 sconfitte e 3 vittorie, l’ultima delle quali l’impensabile rimonta interna contro il Paris Saint-Germain. Sopra 3 a 0 al 55′, i parigini subiscono la rimonta perfetta con il gol di Tristan e la meravigliosa tripletta di Walter Pandiani., miglior realizzatore del Deportivo in Champions League.

Il cammino del Superdépor si ferma ai quarti di finale. Il Leeds di David O’Leary si impone 3 a 0 ad Elland Road, nella sfida di ritorno al Riazor non basta il 2 a 0 di Djalminha e Tristan.

Il Deportivo partecipa alla Champions anche l’anno successivo, ma verrà eliminato di nuovo ai quarti, stavolta ad opera del Manchester United. Il miglior piazzamento in Champions rimane la conquista delle semifinali nel 2004, quando venne eliminato dal Porto, futuro campione.

L’andamento della squadra di La Coruña è calato con l’addio di Irureta nel 2005. Da allora una sola partecipazione alla Coppa Uefa fino ad un via vai fra Prima e Segunda Division. Attualmente, il Deportivo gioca nella terza serie spagnola.

Il magico Deportivo del 2000
Nell’estate del 2000 il Deportivo si porta a casa anche la seconda Supercoppa di Spagna della sua storia (fonte immagine: icmace.com)

Celta Vigo, stagione 2003/2004

Tra il 2002 ed il 2004 vestivano la maglia del Celta Vigo giocatori come Josè Pinto, Sylvinho, Edu, Mostovoy, Eduardo Berizzo (futuro allenatore del Celta). Sotto la guida di Miguel Angel Lotina, il club raggiunse quello che è tutt’oggi il miglior piazzamento dei Galiziani in Lig, il quarto posto valido per l’accesso alle qualificazioni di UCL.

Spin-off: nella rosa di quegli anni compariva il nome di Jonathan Aspas, fratello di quello Iago che farà la storia del Celta Vigo.

Il Celta Vigo esordisce in Champions in un girone tutt’altro che semplice: ci sono infatti Milan, Ajax e Club Bruges, di certo non gli ultimi arrivati. All’esordio Lotina porta a casa un buon pareggio in casa dei belgi, merito di Juanfran che segna il primo gol europeo nella storia del Celta.

Il Celta ottiene in totale tre pareggi, una sconfitta e due vittorie – una di queste a San Siro – che consentono di qualificarsi come seconda alle spalle del Milan ed accedere agli ottavi.

La fortuna è cieca ma la iella ci vede benissimo: l’avversario di turno si chiama Arsenal di nome, Invincibile di cognome. Il Celta risponde colpo su colpo al Balaidos ma all’80’ risolve la gara il sinistro di Robert Pires.

Al ritorno è doppietta di Thierry Henry e tanti saluti. Il Celta Vigo paga il divario disumano con gli uomini di Wenger, oltre che l’evidente emozione della prima volta.

Nel 2017 il Celta si fa notare scalando l’Europa League fino alle semifinali, dove viene sbattuta fuori da un’altra inglese, il Manchester United vincitore del torneo.

Da lì in poi una andamento discendente dei galiziani, che da un paio di stagioni lottano fino all’ultimo per non retrocedere.

Villarreal, stagione 2005/2006

Al termine del 2005, il Sottomarino Giallo di Manuel Pellegrini raggiunge il terzo posto alle spalle di Barcellona e Real Madrid, aggiudicandosi uno storico posto in Champions.

Ottenuto il pass grazie alla doppia vittoria sull’Everton ai preliminari, i compagni di viaggio del Villarreal alla sua prima apparizione sono il Lille, il Benfica ed il Manchester United di Rooney e CR7.

Capitato nel girone più tosto dell’edizione, il Villarreal ne esce clamorosamente illeso: con quattro pareggi e due vittorie su Lille e Benfica, il Villarreal vince il girone da imbattuto e senza aver subito gol dalla corazzata di Ferguson, che chiude all’ultimo posto.

Pescati i Rangers di Glasgow agli ottavi, un Villarreal trascinato da Forlan e Juan Riquelme pareggia andata e ritorno e passa il turno per la regola dei gol fuori casa.

La stessa regola consente al Sottomarino Giallo di eliminare la prima Inter di Roberto Mancini, che vince 2 a 1 al Meazza ma subisce il gol qualificazione di Arruabarrena in Spagna.

Sembra un sogno ma è tutto reale: il Villarreal al debutto in Champions League raggiunge le semifinali e si gioca il biglietto per la finale di Saint-Denis. Le ambizioni degli spagnoli si infrangono sul più bello.

Il gol di Kolo Touré permette all’Arsenal di vincere all’Emirates, al ritorno rende tutto più amaro il rigore fallito da Riquelme all’88° minuto, che sentenzia l’uscita del Villarreal.

Successivamente il Villarreal ha raggiunto la fase a gironi in due occasioni, ma non è più riuscito a replicare tale impresa. Premio di consolazione, negli anni seguenti diventa cliente fisso in Europa League.

Riquelme ed il Villarreal
Chissà come sarebbe finita se Lehmann avesse sbagliato angolo (fonte immagine: eurosport.co.uk)

Malaga, stagione 2012/2013

2012-2013, a.k.a l’anno in cui abbiamo conosciuto il talento di Isco.

Guidato da Manuel Pellegrini, il Malaga chiude la Liga al quarto posto e soffia il posto Champions all’Atletico Madrid del Cholo Simeone. Entusiasmo alle stelle ma il cammino è tutt’altro che semplice.

Già alle qualificazioni bisogna vedersela con un avversario ostico ed esperto come il Panathinaikos, il quale tuttavia non riesce a rimontare i due gol subiti alla Rosaleda. Il Malaga apre le porte della Champions vera e propria.

Il gruppo è composto dal campione russo Zenit, l’incognita Anderlecht e l’indomito Milan di Max Allegri. Il Malaga sorprende tutti con tre vittorie consecutive senza subire gol, poi con i tre pareggi si assicura l’accesso agli ottavi e chiude in testa al girone.

Il gol di Moutinho per il vantaggio del Porto sembra sopprimere la favola del Malaga, che tuttavia trova una forza borghesiana di ribaltare il risultato grazie alle reti di Isco e Roque Santa Cruz.

Il Malaga è ai quarti di finale. Ad attenderlo il kloppiano Borussia Dortmund di Gotze, Marco Reus e Lewandoski. Inaspettatamente, all’andata il risultato non si schioda dallo 0 a 0.

Ancora più inaspettatamente, al Signal Iduna Park il tabellino segna il 2 a 1 del Malaga all’82° minuto. Caballero compie due parate miracolose su Reus e Gotze, dall’altra parte Eliseu spinge in porta il tiro sporco di Julio Baptista.

Mancano 8 minuti alla fine, sembra tutto deciso visto che anche con il pareggio passerebbe il Malaga. All’88’ minuto Reus si avventa su un pallone vagante in area e segna, nel recupero accade l’incredibile.

Un cross basso di Gotze viene intercettato, sia Caballero che Schieber sfiorano il pallone che si addormenta sulla linea, mette dentro l’inaspettato eroe Felipe Santana, che segna un tanto inutile – la palla sarebbe entrata lo stesso – quanto fondamentale gol.

Il Borussia va avanti e si ferma solo in finale. Il Malaga perde tutto e non tornerà mai più in una competizione europea. E difficilmente lo rivedremo presto, visto che attualmente milita nella serie cadetta spagnola.

Gent, stagione 2015/2016

Sotto la guida di Hein Vanhaezebrouck, il 2015 del Gent si chiude con la prima conquista nella sua storia del titolo di campione del Belgio, decisiva le vittorie ai play-off scudetto contro Bruges e Standard Liegi.

In estate il Gent si porta a casa anche la sua prima Supercoppa belga – sempre ai danni del Bruges – ed esattamente due mesi più tardi ha inizio la sua inedita avventura in Champions League.

Catapultato direttamente nel girone con Valencia, Olympique Lione e Zenit, i buffalo’s bagnano il proprio esordio con il pareggio interno contro i francesi: al vantaggio di Jallet risponde il gol di Milicevic, che regala il primo punto nel torneo.

Sconfitto sia da Zenit che da Valencia, il Gent disputa un miracoloso girone di ritorno in cui vince tutte e tre le gare, tra cui la trasferta di Lione.

Grazie al secondo posto dietro allo Zenit, il Gent accede per la prima volta agli ottavi di finale, dove incontra il super Wolfsburg di Schurrle, Draxler e Max Kruse. I tedeschi si aggiudicano entrambi gli incontri e sbarrano la strada agli indiani del belgio.

Ad oggi, il 2015/2016 rimane l’unica stagione in cui il Gent ha centrato la Champions; negli anni successivi non è mai più riuscito a superare i preliminari.

Leicester, stagione 2016/2017

Sono passati già più di quattro anni ma il ricordo è ancora nitido: il Leicester e Claudio Ranieri campioni d’Inghilterra sono stati la storia calcistica più romantica degli ultimi 10 anni, non solo per la grandezza dell’impresa ma anche per l’affetto e l’incoraggiamento che le Foxes hanno incanalato su di sé.

Senza privarsi subito dei suoi uomini chiave, il Leicester affronta per la prima volta la titanica sfida della Champions League. Partiti alla grande con 3 vittorie consecutive, gli inglesi certificano la qualificazione alla quinta giornata, con 13 punti raccolti.

Alla prima apparizione, il Leicester chiude in testa ad un girone soft con Porto, Bruges e Copenhagen. Le cose si fanno più ardue agli ottavi.

L’avversario da battere è il Siviglia di Sampaoli, che si aggiudica l’andata al Ramón Sánchez Pizjuán per 2 a 1, con Vardy che tiene viva la speranza. Al ritorno al King Power Stadium risulterà fondamentale la rete dell’inglese, visto che il Leicester rimonta lo svantaggio e passa per la regola dei gol fuori casa.

Raggiunti i quarti di finale, il Leicester si deve arrendere allo strapotere dell’Atletico Madrid. Il rigore di Griezmann decide la gara di andata, stavolta non basta il pareggio di Vardy che risponde a Saúl Ñíguez al ritorno.

Perduti molti dei propri elementi migliori – anche se Vardy è rimasto – il Leicester non ha più raggiunto la qualificazione alla Champions League. Nella stagione in corso, tuttavia, partecipa per la prima volta all’Europa League, dove per il momento è arrivata fino ai sedicesimi.

La favola Leicester in Champions
Wes Morgan e Albrighton portano le Foxes ai quarti (fonte immagine: express.co.uk)

Who’s Next?

Da quando ha avuto inizio con la nuova denominazione, la Champions League garantisce fin dalle prime gare del girone visibilità a formazioni semi-sconosciute che si avventurano per la prima volta nei suoi labirinti, con più o meno fortuna.

Quel che conta davvero è il momento, quel momento in cui nel proprio piccolo, ogni squadra che ambisce alla coppa dalle grandi orecchie scrive un pezzo di storia sulle tavole della competizione, il momento in cui si trova nella Top 8 delle regine d’Europa.

Quell’istante è alla portata di tutti, chiunque può viverlo sulla propria pelle. Perché il calcio si sa, è come il cancello di metallo prima della partita allo stadio.

Non chiude le proprie porte a nessuno.


fonte immagine copertina: ilsussidiraio.net

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Di Filippo Serio

Genovese edizione 1996, condivido il compleanno con la leggenda Bruno Pizzul.
Non sapendo giocare a calcio, metto creatività ed originalità nel raccontarlo.
I miei film preferiti sono le pellicole di Tarantino e le partite di Xavi Hernandez.

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