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Evan Ferguson: a star is born

La crescita continua di Evan Ferguson è sotto gli occhi di tutti. De Zerbi lo ha fatto esordire con il Brighton e lo sta migliorando sotto ogni aspetto. E anche con l’Irlanda si candida ad essere protagonista…

31 dicembre 2022, una data speciale per Evan Ferguson.

Brighton-Arsenal.

77 minuti sul cronometro. I padroni di casa sono sotto per 4-1 al cospetto di un cinico e organizzato Arsenal.

Su un lancio impreciso di Dunk, il giovanissimo Evan Ferguson, entrato da dieci minuti, è abile a sfruttare un insicurezza della difesa dei Gunners. Si avventa sul pallone vagante, sposta Saliba e trafigge Ramsdale con un tocco di punta da giocatore di altri tempi. Diventa così il più giovane marcatore della storia del Brighton in Premier League.

Un gol che sa di liberazione e consacrazione, che ha innestato nel talento irlandese una fiducia tale da permettergli di ripetersi pochi giorni dopo contro l’Everton a Goodison Park, dove ha messo a referto un gol e un assist.

Da lì in poi un continuo miglioramento delle prestazioni, sempre al servizio della squadra. E ovviamente altri gol, frutto di un mix di aggressività, potenza fisica e opportunismo. Tutte caratteristiche che rendono il 18enne uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo futuro.

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De Zerbi’s striker

Roberto De Zerbi ha capito sin da subito le potenzialità del ragazzo e gli sta garantendo una continuità inaspettata, pienamente ripagata da Ferguson a suon di reti. In prima squadra tra campionato e coppe nazionali ha già raggiunto la doppia cifra per quanto riguarda la partecipazione ai goal, tra reti e assist.

La recente doppietta in FA Cup contro il Grimsby consta di due reti spettacolari, arrivate dopo dribbling inusuali per un giocatore della sua stazza. Lo stesso allenatore italiano ha voluto elogiarlo a fine partita, lasciandogli, inoltre, un consiglio per il futuro.

“Ferguson è un attaccante speciale, un ragazzo serio e applicato che capisce al volo e migliora giorno dopo giorno. Io e il mio staff stiamo lavorando per farlo diventare un attaccante completo, permettendogli di capire meglio le giocate, quando ricevere palla di spalle e quando attaccare lo spazio. Se vuole arrivare dove merita, al massimo livello, non basta segnare gol ma devi saper giocare come un centrocampista lontano dall’area e come un vero attaccante negli ultimi 20 metri”. 

Roberto De Zerbi

I Seagulls sono la squadra più giovane in Premier (gli elementi della rosa hanno neanche 25 anni in media) e stanno offrendo il miglior calcio possibile, ottenendo risultati incredibili, come la semifinale di FA Cup raggiunta. Il merito di ciò va sicuramente all’evoluzione dello stile di gioco registrata dall’arrivo dello staff italiano, il quale ha evidentemente migliorato, e di non poco, tutti gli interpreti. 

Evan Ferguson
Evan Ferguson festeggia

De Zerbi ha cambiato inizialmente il modulo passando a un offensivo 4-2-3-1 e ha deciso di puntare fortemente su alcuni giocatori che nel precedente progetto tecnico erano ai margini. Su tutti, Kairu Mitoma e proprio Evan Ferguson, che sono sempre stati tra i migliori in campo nella seconda parte di stagione. I due sembrano adattarsi perfettamente allo stile di gioco proposto, fatto di un costante possesso palla che parte dal basso e di una forte occupazione del campo con cinque giocatori offensivi subito pronti a attaccare le linee difensive avversarie. 

Questi principi hanno portato De Zerbi a scegliere di sostituire l’esperto Welbeck con il giovanissimo Ferguson, ormai in rampa di lancio e ora sul taccuino di tutte le big del calcio inglese.

Evan Ferguson, da Dublino con furore

Nato a Bettystown (contea di Meath), grazie al padre Barry, ex calciatore del Coventry dei primi anni Duemila, ha sempre avuto il calcio nel sangue. Il suo talento, unito alla stazza fisica, è sempre stato chiaro fin dalla tenera età tanto da spingere i genitori a fare grandi sacrifici per farlo crescere al meglio. 

Ad alcuni addetti ai lavori ricordava, con i dovuti paragoni, Van Basten per lo stile e per la maturità tattica che dimostrava nonostante la giovane età. Il nome di Ferguson infatti non ha tardato a diffondersi in tutta l’Irlanda e i Bohemians sono stati i primi a credere in lui dandogli la possibilità di finire sotto i riflettori nell’estate del 2019. A soli 14 anni Evan è subentrato in un’amichevole precampionato contro il Chelsea di Frank Lampard.  

Eccezionale”.

Con questo aggettivo Trevor Croly, all’epoca vice allenatore del Bohemians, ha descritto la performance di Evan. Aggiungendo anche di essere rimasto sorpreso dal fatto che il Chelsea, viste le disponibilità economiche, non l’avesse opzionato subito.

In realtà, Chelsea, Liverpool ed Everton si interessarono al giocatore, senza però formulare offerte allettanti per il Bohemians e soprattutto per le ambizioni di Ferguson, proponendogli di rispettare la “gavetta” e realizzare tutta la trafila giovanile. L’unico club che nell’ottobre 2020 ha creduto fortemente in lui è stato il Brighton, scelta che si è dimostrata più che vincente per entrambe le parti.

Dopo un primo periodo di adattamento alla nuova realtà, segnando 16 goal in 34 presenze nella Premier League 2 con la squadra riserve, ha subito esordito in prima squadra nell’agosto dello stesso anno contro il Cardiff City, in Carabao Cup. E dimostrando di non sentire la pressione e grazie a costanti miglioramenti, a coronare una stagione da sogno è arrivata anche la chiamata della Nazionale maggiore irlandese.

La speranza di un popolo

Nonostante le evidenti differenze, strutturali e di gioco, dei due giocatori – uno rapido e piccolo, l’altro grande e potente -, i tifosi irlandesi hanno subito messo sulle spalle di Ferguson un peso notevole paragonandolo allo storico Robbie Keane, ritiratosi nel 2016. 

Peso che Evan ha deciso di scrollarsi di dosso dopo soli 17 minuti. Gli è bastato tanto, all’esordio in maglia verde contro la Lettonia, per realizzare un semplice tap-in dal sapore speciale. 

Prima apparizione e prima rete con la maglia della sua nazione, che sognava di rappresentare fin da piccolo. A fine partita, con una grande pacatezza, ha parlato delle sensazioni che ha provato.

Giocare e segnare a casa, davanti alla propria famiglia… non penso ci sia cosa migliore. La folla, le persone irlandesi, cercano di aiutarci e danno il meglio di loro supportandoci sempre”.

Ha anche parlato dei consigli dati dal commissario tecnico Stephen Kenny:

Mi ha semplicemente detto di stare tranquillo, di uscire e divertirmi. Mi ha detto che non dovevo dimostrare ne fare niente di diverso da ciò che faccio sempre al Brighton. É semplicemente un’altra partita di calcio”. 

Ciò che colpisce di questo giovanissimo talento, oltre alle doti fisiche e tecniche, sono le sue capacità mentali con cui riesce a capire e sviluppare le partite, che gli permettono di essere spesso al posto giusto al momento giusto, doti che solo i grandi centravanti possiedono. Il goal di tacco al Bournemouth, per esempio, è una perla.

Se negli ultimi anni il mondo calcistico è ai piedi della macchina da gol chiamata Erling Haaland, una nuova generazione di attaccanti, guidata da Ferguson, sta crescendo e presto dominerà i palcoscenici più prestigiosi d’Europa.


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