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Il Lille è campione di Francia

Dopo una storica cavalcata, il Lille di Galtier è campione di Francia a 10 anni dall’ultimo titolo.

Albert Samain, poeta originario di Lille, una volta scrisse che Il talento, il genio stesso senza il carattere è una carrozza senza cavalli. Nel Lille di Christophe Galtier carattere e talento si sono fusi in un mix decisivo per riportare la Ligue 1 nel Nord della Francia dopo 10 anni. La carrozza guidata dall’ex tecnico del St.Etienne ha potuto contare su alcuni cavalli di razza pregiata, qualche mastino e su un cocchiere allergico alla sconfitta.

Le fondamenta del trionfo-Lille

Ad inizio stagione nessuno avrebbe scommesso sul Lille campione di Francia. Non solo perché il PSG in Francia parte già da vincitore ormai da qualche anno, ma anche perché i dogues (i mastini, ndr) avevano ceduto diversi pezzi pregiati nelle ultime sessioni di mercato. Le cessioni di Gabriel all’Arsenal e Osimhen al Napoli andavano a sommarsi a quelle della sessione 2018/2019 nella quale la squadra era stata sostanzialmente rivoluzionata. In estate, quindi, il DS Campos ha deciso di sostituire i due partenti con Botman dall’Ajax in difesa e il redivivo Burak Yılmaz, arrivato a titolo gratuito dopo una vita in Turchia.

A guidare la squadra c’è Christophe Galtier. L’ex allenatore del St.Etienne dal suo arrivo nel 2017 ha portato il Lille dal lottare per non retrocedere a conquistare il campionato davanti a PSG, Monaco e Lione. Una rivincita, anche personale, per il tecnico che già con i biancoverdi aveva vinto una Coppa di Lega, finendo davanti ad Ancelotti nel premio come miglior allenatore. Per il tecnico francese, con una breve esperienza italiana alle spalle, è arrivata una meritata consacrazione. Una vittoria, la sua, radicata nella maniacale devozione agli aspetti tattici, una fiducia totale nello staff e una novità: la capacità di accettare ed elaborare la sconfitta. Perdere – ha detto in un’intervista all’Equipe – gli toglie il sonno e l’aiuto di un mental trainer è stato fondamentale per superare questo limite. E le sole tre sconfitte in campionato hanno risparmiato diverse notti insonni al tecnico, che ora è ricercato da mezza Europa.

I mastini della retroguardia

L’11 titolare che ogni piccolo tifoso dei mastini ora potrà imparare a memoria è il perfetto mix di giovani esuberanti ed esperti che Campos ha regalato a Galtier. In particolare il trio di difesa che ha garantito al Lille la miglior retroguardia del campionato ne è un simbolo. Maignan (’95) è stato un assoluto protagonista che, con addirittura 20 clean sheet in stagione, si è affermato come miglior estremo difensore del campionato. A completare il trio altre due certezze di Galtier: Botman e Fonte, 16 anni di differenza e un’intesa che si è consolidata di partita in partita. Il portoghese a 37 anni ha giocato una stagione incredibile in cui ha mantenuto una precisione nei passaggi del 90% ed effettuando quasi 4 salvataggi per partita.

Nel 4-4-2 (o 4-2-2-2) designato da Galtier ai fianchi del trio difensivo hanno agito Çelik sulla destra e Reinildo (o l’ex Cagliari Bradaric) sulla sinistra. I due titolari si sono rivelati essere particolarmente affidabili, garantendo la stabilità di un sistema che portava sistematicamente quattro giocatori spiccatamente offensivi negli 11. A sostenere tale peso un ruolo fondamentale veniva affidato alla coppia di centrocampo. Una coppia che ha avuto nel trentenne francese Benjamin André l’unico titolare fisso, abilissimo nel recupero della palla e nella gestione del lavoro sporco. Al suo fianco si sono alternati Xeka, un Renato Sanches che sta tornando finalmente ai livelli degli esordi e soprattutto da Boubakary Soumaré. Il classe ’99 ha ben impressionato gli scout di numerosi top club, con il Leicester che pare ad un passo dal suo acquisto.

I cavalli di razza

Sugli esterni del 4-4-2 Ikoné e Bamba hanno giocato probabilmente la loro migliore stagione in carriera per statistiche e affidabilità. In particolare Jonathan Bamba ha servito 9 assist e segnato 6 gol, fornendo quasi 2 passaggi decisivi a partita. Per il rapido esterno francese sembra arrivata la definitiva consacrazione e gli imminenti Europei potrebbero diventare un’occasione unica per fare il definitivo salto di qualità.

A fianco dei due francesi, Lihadji, Yazici e Araùjo hanno completato il pacchetto di esterni. Questi due ultimi si sono rivelati decisivi come alternative tattiche quando la rapidità del duo Bamba-Ikonè non bastava a scardinare le difese avversarie. In particolare il turco ha giocato 8 clamorose partite in Europa League, segnando addirittura due triplette consecutive, di cui una a San Siro contro il Milan.

Dulcis in fundo: il reparto offensivo è sicuramente la ciliegina sulla torta per Galtier. Il duo offensivo formato da Burak Yılmaz e Jonathan David ha apportato 28 gol e 7 assist in due. Il 35enne turco ha giocato la stagione più entusiasmante della sua vita, caricandosi spesso sulle spalle il destino della squadra. Per il giovane canadese, invece, questa doveva essere una stagione di passaggio prima dello sbarco in un top club. Beh, è stata ovviamente molto di più. La coppia di attaccanti si è rivelata perfettamente complementare, con Galtier che è stato abile nello sfruttare le caratteristiche da regista offensivo e finalizzatore di Burak e gli strappi e la velocità del canadese. Come alternativa ai due, 3 gol anche per il figlio d’arte Tim Weah che, nel caso di partenza di David, potrebbe guadagnare uno slot da titolare.

Fonte: by17 (IG Burak Yılmaz)

Un titolo venuto da lontano

Dieci anni fa Rudi Garcia vinceva la Ligue 1 con il Lille di Eden Hazard, Gervinho e Mavuba. Oggi Galtier non ha potuto contare su un talento cristallino come quello del belga, ma alcuni dei nomi che abbiamo elencato troveranno spazio nei club dei campionati maggiori nei prossimi anni. Il lavoro di Campos si è rivelato decisivo nel delinare una rosa di assoluto valore tecnico e economico. Oltre a Soumaré ormai già in Premier, anche David, Ikone e Bambà sembrano profili che potrebbero garantire alla società del nord della Francia plusvalenze da capogiro. Da non sottovalutare anche gli interessi per Botman e Renato Sanches. Gli interrogativi dunque rimangono legati al futuro del Lille, che in pochi mesi e nonostante una vittoria storica, oltre al DS rischia di perdere anche l’allenatore.

L’addio di Luis Campos ai mastini comporta sicuramente un rischio per il Lille, che fino ad ora col portoghese ha potuto contare in un’abilità nel player trading senza eguali. D’altronde solo nell’ultimo anno un addio pesante come quello di Osimhen per un arrivo a costo zero come Burak ha dimostrato le capacità intuitive del DS. Con la sua partenza, anche il futuro di Galtier, in scadenza di contratto, è circondato da punti di domanda. Si è a lungo parlato di Lione (sarebbe un ritorno), soprattutto di Nizza e addirittura di Napoli. Al momento il suo futuro sembra destinato ad essere colorato di rossonero, ma di sicuro il capolavoro-Lille ha attirato molte attenzioni sull’allenatore orginario di Marsiglia.

Una vittoria agrodolce

La vittoria del quarto campionato per il Lille entrerà di certo nei libri di storia della Ligue1. Ma la festa per il titolo rischia di durare davvero poco. Nonostante la vittoria, le incertezze legate alla situazione finanziaria del club ceduto da Gerard Lopez a fine 2020 non si sono placate. Tuttavia la prossima stagione vedrà i mastini giocare la Champions League e una ampia conferma del gruppo di vincitori potrebbe dar continuità al progetto sportivo, attendendo novità per quanto riguarda l’assetto societario.

Ad ogni modo la vittoria del Lille non può che essere celebrata come una delle più grandi imprese degli ultimi anni. Un trionfo che pone temporaneamente fine al monopolio del PSG e che ci permette di celebrare figure a lungo sottovalutate. Dal DS Campos a Galtier, passando per Renato Sanches e Burak Yılmaz. Una vittoria del talento, del genio, ma soprattutto del carattere. Quello di chi, nonostante le difficoltà, non smette di credere nell’impresa della squadra sfavorita. La vittoria del Lille che dunque assume un valore simbolico in una stagione in cui i valori del calcio sono stati messi a lungo in discussione.

Una vittoria di carattere, che ha portato la meravigliosa carrozza guidata da Galtier a tagliare il traguardo prima di tutti.

Di Umberto De Marchi

Appassionato di tattica e delle storie sconosciute del calcio, sono un grande appassionato di musica e consumatore seriale di podcast.

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