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Ottmar Hitzfeld, il vincente tedesco

Ottmar Hitzfeld, l’allenatore tedesco con più trofei, da noi meno celebrato di tanti altri.

Può Ottmar Hitzfeld, l’allenatore tedesco più vincente di sempre, essere ricordato a malapena quando si parla di grandi tecnici?

Possono 25 trofei, tra i quali due Champions League, con Borussia Dortmund e Bayern Monaco, una Coppa Intercontinentale e sette Bundesliga, essere riposti nel dimenticatoio della memoria calcistica?

Sì, purtroppo, di lui se ne parla sempre poco.

Ottmar e l’eterna gloria teutonica

Hitzfeld nasce il 12 gennaio 1949 a Lörrach, terra tedesca al confine con Svizzera e Francia, con una dolce fabbrica come la Milka a rappresentare la città in ambito industriale.

Ottmar Hitzfeld ai tempi dello Stoccarda. (Fonte: Transfermarkt)

I genitori lo chiamano Ottmar in onore di Ottmar Walter, futuro campione del mondo nella storica sfida di Berna del 1954. Risulta un attaccante prolifico tra Stoccarda e alcuni club della Svizzera, terra a cui porterà gloria e vittorie. Ottmar inizia ad allenare un anno dopo il suo ritiro, nel 1983. Il primo trofeo lo vince con l’Aarau, nel 1985 grazie alla conquista della Coppa di Svizzera, poi colleziona la bacheca con ben 5 titoli con il Grasshoppers. Nel 1991 arriva invece alla guida del Borussia Dortmund, portato alla ribalta nazionale ed internazionale. Prima la finale di Coppa UEFA del 1993, persa contro la Juventus di un grande Roberto Baggio, poi i due campionati vinti tra il 1994 – 1995 e il 1995 – 1996, fino ad arrivare al tetto d’Europa nel 1997, battendo in finale la Juventus di Marcello Lippi.

Dortmund in cima al Vecchio continente, ma nel 1998 passa al Bayern. In Baviera, l’Europa conoscerà ancor di più il suo pragmatismo.

Ottmar rimarrà a Monaco di Baviera fino al 2004, vincendo quattro campionati in sei stagioni e disputando due finali di Champions League. Il primo epilogo continentale, nel 1999, rimarrà alla storia per la rimonta epica, agli sgoccioli del match, del Manchester United di Alex Ferguson ai danni dei ragazzi di Hitzfeld, i quali, per lunghi tratti, avrebbero meritato di segnare un paio di gol agli inglesi, salvo andare a sbattere contro il ferreo destino. Da segnalare anche la vittoria nella Coppa Intercontinentale del 2001, contro il Boca di Juan Roman Riquelme

Due grandi allenatori. (Fonte: Tribuna.com)

Nel 2001 arriva una nuova sfida finale, contro il Valencia allenato da Hector Cuper. Oliver Kahn si ergerà a bestia insormontabile, il Bayern tornerà così campione d’Europa. Ottmar Hitzfeld, dopo l’arrivederci di tre anni dopo e il successivo rifiuto di guidare la nazionale tedesca al mondiale casalingo, torna al Bayern nel 2007. Porta il club ad un nuovo successo nella Bundesliga 2007 – 2008 (più due trofei nazionali) +, con un Luca Toni in gran spolvero.

Considerazioni finali

Nello stesso anno, Hitzfeld viene posto alla guida della selezione elvetica, rimanendo in carica fino al 2014. Nel suo cammino da Commissario Tecnico ha conquistato ben due qualificazioni mondiali. Peccato solo lo sventurato ottavo di finale nel Mondiale brasiliano del 2014, perso in modo rocambolesco contro l’Argentina di Javier Mascherano, Lionel Messi e il castigatore Angel Di Maria.

Ottmar Hitzfeld in primo piano. (Fonte: CalcioWeb)

Alla luce di quanto espresso, la domanda sorge spontanea: perché Hitzfeld non viene citato così spesso, qui da noi, popolo di calciofili? Beh, non credo dipenda dai territori in cui abbia allenato, la Svizzera e la Germania, perché ben due Champions League (Coppa dei Campioni) vinte non sono poche. Anzi, Ottmar detiene, in coabitazione, il record di allenatore ad aver trionfato in due squadre diverse, insieme ad Ernst Happel, José Mourinho, Jupp Heynckes e Carlo Ancelotti.

Non credo dipenda dal fatto di essere stato un allenatore pragmatico e decisamente ancorato ad uno stile calcistico tendente al classico, invece che alla rivoluzione. Credo invece che, alcuni personaggi, vengano ricordati in base al periodo storico a cui sono più avvezzi. Il calcio non è una scienza esatta, quindi alle volte, elogiare il lavoro di allenatori come Hitzfeld potrebbe suonare come un salto indietro nel tempo, quando invece non è così. La storia del football è composta da diverse categorie. Preserviamo la memoria di ognuna di queste.


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Fonte immagine di copertina: FcBayern.com

Di Luigi Della Penna

Classe 1996, mi definisco un cacciatore di storie e un mendicante di emozioni. Il calcio è vita, ma un'esistenza senza football non sarebbe la stessa cosa.

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