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L’incredibile destino dei Chipolopolo

Lo Zambia è una Repubblica dell’Africa centro-meridionale, indipendente dal 1964, senza sbocchi sul mare ma che deve il suo nome al fiume Zambesi, il quarto più lungo dell’Africa. Potrà sembrare strano, ma oggi vi racconteremo un po’ della storia dei Chipolopolo, ovvero la Nazionale di calcio dello Zambia.

Dopo essersi messa in mostra nel 1974 con la finale raggiunta ma persa in Coppa d’Africa e soprattutto alle Olimpiadi di Seul nel 1988, con la prestigiosa vittoria per 4-0 sull’Italia, la nazionale zambiana dei Chipolopolo ambiva a partecipare al suo primo Mondiale, quello a Usa ’94. Le chance erano buone, ci si giocava tranquillamente il primo posto e tutti erano ottimisti.

Chipolopolo zambia
Quella squadra… (fonte: saladellamemoriaheysel.it)

La tragedia in Gabon

Per il paese una conquista del genere sarebbe stata accolta come un trionfo straordinario, come vincere un Mondiale per una delle nazioni più affermate. Il destino forse però non era d’accordo. Tappa cruciale era la trasferta a Dakar contro il Senegal, ma il 28 aprile 1993, l’aereo con dentro i giocatori e lo staff della nazionale precipita nelle coste del Gabon. Un vero incubo calcistico, un disastro aereo che adesso in pochi ricordano. 18 giocatori perdono la vita, i sogni di una nazionale, di un paese intero che diventano tragedia. Oltre alla tragedia arriva pure la beffa, dato che poco tempo dopo, la “nuova” nazionale assemblata in fretta e furia, perde contro il Marocco e di conseguenza anche il primo posto, che significa niente Coppa del Mondo.

Chipolopolo zambia incidente
L’aereo distrutto (fonte: foottheball.com)

Il destino però è stato troppo crudele, non è stato giusto spezzare un sogno così e forse negli anni si è pentito. L’occasione giusta per rimediare è la Coppa d’Africa 2012, organizzata in Gabon e Guinea Equatoriale.

Una spedizione con ritorno di karma

La prima partita dello Zambia nel girone A è contro il Senegal. Già, il Senegal. La nazionale senegalese era data come una delle favorite e tutti già pensavano ad una sconfitta, come successe nella partita post disastro aereo. Ma invece il destino stava cominciando a mobilitarsi e, inaspettatamente, lo Zambia vince a sorpresa 2-1, già in vantaggio di due goal dopo 20 minuti. La seconda partita del girone è un divertente 2-2 contro la Libia, chiude la vittoria per 1-0 contro i padroni di casa della Guinea Equitoriale. Zambia prima nel girone. Già così, una bella soddisfazione.

I Chipolopolo, tradotto in “proiettili di rame”, sentono però qualcosa di magico e il Sudan viene spazzato 3-0 ai quarti di finale con una facilità disarmante. Il popolo zambiano ci crede ma estromettere dalla competizione il più quotato Ghana in semifinale è troppo, ci deve essere qualcosa di grande sotto. Ecco, entra di nuovo in gioco il fatidico destino. La finale contro la Costa d’Avorio di Drogba si gioca a Libreville, a pochi km dal luogo dello schianto che 19 anni prima aveva sterminato la nazionale zambiana privandola di una gioia immensa. Partita tesissima, giocata a muso duro da entrambi le parti, ma anche dopo il secondo tempo supplementare persiste lo 0-0 e si va ai rigori.

Ce ne sono voluti 18 per risolvere la partita, per decidere chi avrebbe vinto. 18 come i giocatori che persero la vita in quell’incidente aereo. E alla fine il destino ha voluto che quella Coppa d’Africa la vincessero proprio i Chipolopolo, nel segno di quella tragedia, nel segno di quei ragazzi che persero ingiustamente la vita. I ragazzi di quella Coppa d’Africa invece, da capitan Chris Katongo al bomber Emmanuel Mayuka hanno scritto una delle pagine più belle del calcio africano. Il destino ti lascia sempre senza fiato.


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Fonte copertina: allafrica.com

Di Cosimo Giordano

Opinionista sportivo nel tempo libero, founder di Sottoporta, amo la pizza e il calcio internazionale. Sono quel tipo che ogni tanto ripensa alla carriera di Pauleta e che va a curiosare sulle rose del campionato australiano.

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