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Saranno Vincenti

Saranno Vincenti: Jindřich Trpišovský

Jindřich Trpišovský sta vincendo tanto alla guida dello Slavia Praga, e ha ottenuto soddisfacenti campagne europee con un stile ben preciso.

20 giugno 1976, Belgrado, ex Jugoslavia. Allo stadio Marakanà i campioni europei in carica della Germania Ovest sfidano la sorprendente Cecoslovacchia appena reduce dalla vittoria contro l’Olanda di Johan Cruijff. Il match si dimostra così equilibrato e avvincente che, nemmeno i tempi supplementari riescono a schiodare una partita ferma sul 2-2. Per la prima volta nella storia si decide una finale con i tiri di rigore. E in questo momento storico che si assiste per la prima volta al celebre colpo del “cucchiaio”, tanto utilizzato oggi. Ad introdurlo è Antonin Panenka, grazie al quale la Cecoslovacchia vince l’Europeo. Ad assistere a questo evento, seppur neonato, c’è anche Jindřich Trpišovský.

Jindřich Trpišovský dritto al punto

Cresciuto con il mito degli eroi del ’76, non ha sfondato di come calciatore a causa di problemi di salute. Decide dunque di diventare subito allenatore. Per più di un decennio guida i dilettanti o selezioni giovanili, senza ricevere alcun incarico di rilievo. E proprio quando lo sconforto poteva prendere il sopravvento, ecco che si aprono le porte del professionismo. Nel 2013 il Viktoria Žižkov, squadra militante in Fotbalova narodni liga (seconda serie), nota questo giovane allenatore dalle idee interessanti e gli dà una chance. La prima esperienza da allenatore per il classe ’76 si dimostra subito turbolenta ma non avara di soddisfazioni. Nonostante il limitato budget a disposizione, il Viktoria arriva fino al quarto posto in campionato.

Il cappellino non manca mai (fonte: fcslovanliberec.cz)

“Puoi dedicare due ore al giorno al calcio o puoi dedicarci 15 ore, dipende tutto dal tuo approccio”.

Jindřich Trpišovský

Un piazzamento del genere non può passare sottotraccia. Arrivano diverse offerte da squadre di livello superiore, con lo Slovan Liberec ad avere la meglio. Fresco vincitore della coppa nazionale ma anche protagonista di un campionato deludente, lo Slovan vuole ripartire dal classe ’76 per ritornare ai piani alti della Fortuna Liga. Sono annate molto positive per Trpišovský sulle rive del fiume Nisa, che conquista non solo uno splendido 3° posto nel 2015/2016, ma anche la qualificazione in Europa League, in cui poi si toglie la soddisfazione di battere il Marsiglia al Vélodrome.

Binomio vincente

Dopo aver vinto il campionato nella stagione 2016-17, lo Slavia Praga è autore di una negativa prima parte di stagione, che costa l’esonero dell’allenatore Jaroslav Silhavy. Arriva dunque la grande occasione per Jindřich: ormai non è più una matricola e il suo gioco solido e a tratti spettacolare ha attratto i campioni in carica che, forti della proprietà cinese, convincono prima Trpišovský ad accettare l’incarico e poi lo Slovan a liberarlo. Una scelta azzeccata per tutti.

“Trpišovský è amichevole, disponibile, umile, educato, intelligente e talvolta divertente. Ha cambiato lo Slavia sbarazzandosi di alcuni giocatori costosi che non lavoravano per la squadra. Ha creato un collettivo molto forte, i giocatori si fidano molto di lui e lo Slavia sembra una grande famiglia felice di questi tempi.

Aleš Vávra, redattore sportivo di Aktuálně.

Assieme al DS Nezmar, Trpišovský progetta il futuro, ma con un occhio al passato. Dallo Slovan Liberec infatti arrivano a Praga tre pedine fondamentali in tre zone nevralgiche del campo. La prima è il portiere Ondrej Kolar; segue poi Ondrej Kudela per tappare i buchi in difesa e infine il mediano Tomas Soucek. Il titolo non arriva a fine stagione, ma si inizia ad intravedere qualcosa di speciale. E la vittoria della Mol Cup 2017/2018 è solo il primo passo. Lo Slavia nelle ultime tre stagione ha realizzato per ben due volte il double con campionato e coppa. Nella stagione 2019/2020, quella del Covid, ha vinto il campionato, ma ha lasciato ai cugini dello Sparta l’onore di vincere la Pohár FAČR. A parte questo, insomma, un dominio assoluto: la conferma è arrivata nell’ultima stagione, in cui hanno stravinto il campionato da imbattuti.

La società è molto sana economicamente, grazi anche alle cessioni di elementi chiave. Su tutti spiccano la vendita del duo Soucek e Coufal, andati al West Ham per una cifra complessiva di 27 milioni di euro. Jindřich Trpišovský però ha saputo trarre il meglio da chi è arrivato, o chi è rimasto: ciò non ha intaccato per niente o meccanismi della macchina da guerra ceca.

Ciò che ha reso ancora più vincente il binomio Trpišovský-Slavia Praga sono state anche le tre sorprendenti campagne europee. Saranno per sempre ricordate dai tifosi praghesi l’Europa League 2018-19 e quella 2020-21, in cui i Sešívaní hanno raggiunto i quarti di finale, estromettendo nel cammino squadre più blasonate come il Siviglia, i Rangers e il Leicester. Da menzionare assolutamente la Champions League 2019-20, con lo Slavia inserito in un vero e proprio girone dell’inferno con Barcellona, Inter e Borussia Dortmund. Eppure hanno alla fine raccolto due punti, contro Inter e il Barcelona, a San Siro e al Camp Nou. Un segno tangibile di un movimento calcistico in grande sviluppo.

Tutti per uno, uno per tutti

Lo stile tattico di Jindřich Trpišovský ricalca lo slogan del club: “Spolu jsme silnější”, in italiano “Insieme siamo più forti”. Etichettato in patria come il “Klopp ceco”, Trpišovský va alla ricerca di un calcio totale, dove tutti i suoi giocatori devono attaccare e difendere per tutti i 90 minuti.

A prescindere dall’avversario, Trpišovský non ha paura di schierare una squadra con un baricentro molto alto, con i difensori che occupano stabilmente la linea di metà campo. Carisma, idee, ma anche analisi: l’allenatore ceco guarda circa 30 partite di calcio a settimana per cercare di migliorarsi ulteriormente.

Rispettiamo l’Arsenal che ha grandi giocatori e uno stadio famoso, ma noi abbiamo uno stile ben preciso e non vogliamo tirarci indietro. Non possiamo cambiare modo di giocare.

Jindřich Trpišovský alla vigilia del match contro l’Arsenal dell’Europa League 20/21

Proprio per questo motivo che il nativo di Praga va sempre alla ricerca di velocisti in tutti i reparti, in modo che gli attaccanti possano partire in profondità sfruttando le verticalizzazione dei centrocampisti, mentre i difensori devono essere abili a recuperare facilmente la posizione in caso di contrattacco della squadra avversaria.

Il tutto è applicato in un 4-2-3-1 che si può rimodulare in un più conservativo 4-1-4-1. A guidare il cuore della difesa ci sono l’esperto Ondrej Kudela, difensore con il vizio del goal, recentemente squalificato per razzismo nell’episodio con il centrocampista del Rangers Kamara, e la giovane promessa David Zima. Arrivato dal Sigma Olomouc, Zima è uno dei più importanti prospetti della Repubblica Ceca: i suoi 190 cm gli permettono di essere un muro per qualunque avversario.

Nei due davanti alla difesa si posiziona il metronomo Jakub Hromada, uno dei tanti ragazzi arrivati dallo Slovan Liberec, e il jolly Lukas Provod. Visto il gioco offensivo, è il pacchetto avanzato la punta di diamante di questa squadra con un bel mix di gioventù ed esperienza. Il più “anziano” del quartetto è Nicoale Stanciu. Con i suoi 28 anni è nel pieno della maturità e, dopo due stagioni agli acerrimi rivali dello Sparta Praga, ha conquistato i primo titoli in Repubblica Ceca, proprio con gli acerrimi rivali. Trequartista molto tecnico, è uno specialista dai calci piazzati e dei tiri dalla distanza grazie al suo destro fatato.

La fascia sinistra, invece, è proprietà di Peter Olayinka. Implacabile in campo aperto, il 25enne nigeriano è anche molto bravo negli inserimenti, che gli hanno fruttato diversi gol. Sull’altro versante c’è l’uomo del momento: Abdallah Sima. Da poco ventenne, è arrivato per rinforzare la primavera ma alla fine è diventato elemento imprescindibile della prima squadra. Nonostante i suoi 185 centimetri, Kuchta è un attaccante mobile che ricerca molto la profondità, spesso defilandosi sulla fascia sinistra. Un attaccante come piace al tecnico di Praga.

Jindřich Trpišovský ha ammesso di essere un grande fan del calcio scozzese e del Celtic, ma il suo gioco non è rude come quello d’oltremanica. L’atteggiamento propositivo dello Slavia inizia dal 1′ di gioco, con sequenze avvincenti e trame di gioco veloci che spaccano la partita. Jindřich Trpišovský vuole sempre che i suoi giocatori siano coraggiosi, che azzardino la giocata e che non si limitino a fare il compitino.

Se devi perdere, devi perdere con stile“, una volta ha detto. Il problema è che non succede spesso che lo Slavia perda. In ambito nazionale quasi mai (2,21 punti/partita), in Europa è più difficile, ma i rossobianchi escono sempre a testa alta. Perché con Jindřich Trpišovský il calcio deve essere un bel gioco.


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Fonte copertina: pagina Twitter Slavia Praga

Di Francesco Romeo

Napoletano, classe 2002. Studente di Scienze della Comunicazione e nel tempo libero parlo di sport, vista la mia incapacità a praticarli

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