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Finale di Libertadores 2020: tutto quello che c’è da sapere

Palmeiras-Santos è la terza finale tutta brasiliana di Copa Libertadores. Ecco la preview più completa che ci sia…

E’ arrivato il momento della Copa Libertadores numero 61, in programma sabato alle 21 italiane a Rio de Janeiro, nella cornice dello stadio Mario Filho, il mitico Maracanã. Per la seconda volta la finale si disputa in un atto unico e Rio si è aggiudicato l’onore, battendo la concorrenza di Lima, Córdoba, São Paulo e Porto Alegre.

A contendersi il trofeo, come è successo due anni fa, due squadre dello stesso paese: il Palmeiras di São Paulo ed il Santos, rappresentante dell’omonima città portuale a 50 chilometri dalla capitale paulista.

Per la terza volta nella storia la finale è tra squadre brasiliane: era già successo nel 2005 con Athletico Paranaense – São Paulo e nel 2006 con São Paulo – Internacional.

In origine la finale si sarebbe dovuta giocata il 21 novembre 2020, ma, a causa della sospensione della coppa dovuta all’emergenza Covid, è stata rinviata a gennaio 2021. Così curiosamente sabato si gioca la finale di una competizione dell’anno passato, con l’edizione del 2021 in programma per cominciare appena 15 giorni dopo. Al vincitore andranno circa 15 milioni di dollari, il vice dovrà “accontentarsi” di sei milioni.

Palmeiras e Santos in Libertadores

Le due squadre brasiliane hanno entrambe già vinto la manifestazione. Una volta il Palmeiras, nel 1999, sconfiggendo ai rigori i colombiani del Deportivo Cali. Ben tre volte il Santos, due consecutive nell’era Pelè (1962 contro il Peñarol e 1963 contro il Boca Juniors) e l’ultima nel 2011, con Neymar in campo, ancora contro il Peñarol. Se sabato il Santos vincesse il trofeo diventerebbe la squadra brasiliana con più Libertadores nel palmares. Il Palmeiras conta anche 3 finali perse (1961,1968 e 2000), mentre il Santos ha perso solo una volta l’ultimo atto, nel 2003 contro il Boca.

Le due squadre si sono incontrate in finale altre tre volte nella storia: due per il campionato paulista e una per la Copa do Brasil. La prima volta è stata nel 1959, quando il Palmeiras ha battuto la leggendaria squadra di Pelé in uno spareggio, dopo che le prime due finali erano finite in parità. La rivincita è arrivata nel 2015, quando il Santos si è aggiudicato il campionato statale battendo il Verdao ai rigori. Nello stesso anno il Palmeiras ha però vinto, sempre dagli undici metri, la Copa do Brasil.

La campagna 2020

Entrambe le squadre si sono qualificate direttamente alla fase a gruppi come seconda (Santos) e terza (Palmeiras) nel campionato brasiliano 2019.

Il Santos ha vinto dominando il proprio gruppo, che comprendeva gli ecuadoriani del Delfin, gli argentini del Defensa y Justicia e i paraguaiani dell’Olimpia, lasciando per strada solo un punto, frutto di uno 0-0 con l’Olimpia. Il cammino nel tabellone ad eliminazione diretta ha visto il Peixe cominciare ogni turno da sfavorito: ha eliminato negli ottavi gli ecuadoriani della LDU Quito, che fino ad allora avevano incantato per il gioco proposto, poi il Gremio, schiantato 4-1 a Vila Belmiro ed infine il Boca, sempre estromesso grazie ad una perfetta prova casalinga.

Il Palmeiras ha ugualmente stravinto il proprio gruppo, concedendo un solo punto ai rivali, che sono stati i paraguaiani del Guaranì, i boliviani del Bolivar e gli argentini del Tigre. Anche nella fase a eliminazione diretta si è sbarazzato facilmente del Delfin per un complessivo 8-1 e del Libertad di Asuncion. In semifinale ha offerto una grandissima prestazione in Argentina, ipotecando la qualificazione con un netto 3-0 al River Plate. La partita di ritorno si è invece trasformata in una indicibile sofferenza, con i brasiliani quasi rimontati ed il River vincitore per 2-0.

Dalla qualificazione in poi entrambe le squadre hanno cercato di risparmiare le energie dei titolari e di recuperare infortunati e malati di Covid-19. Questo periodo è servito particolarmente al Palmeiras che ha potuto riavere a disposizione Raphael Veiga, Luan, Marcos Rocha, Danilo e Zé Rafael. Estremamente importante il recupero di Veiga, il top scorer stagionale del Verdao. Dalla qualificazione ad oggi in campionato sono arrivate una vittoria, due pareggi e due sconfitte, che lasciano il Palmeiras al quinto posto a 10 lunghezze dalla capolista Internacional.

Peggio ha fatto il Santos, con tre sconfitte e una vittoria, per un anonimo decimo posto in campionato. La notizia migliore è però il recupero del capitano Alison, prima negativo e poi positivo al Covid, risultato poi rivelatosi un falso positivo.

I tecnici

Il portoghese Abel Ferreira, arrivato alla fine di ottobre al Palmeiras per sostituire il dimissionario Vanderlei Luxemburgo, ha subito dichiarato che l’obiettivo era quello di vincere un trofeo. Oltre alla Libertadores, il Palmeiras avrà a disposizione anche la Copa do Brasil, di cui è finalista, per accontentare il tecnico. Rivelatosi sulla panchina del Braga, che guidò nel 2017 alla migliore stagione di sempre nella storia del club, dal 2019 era ai greci del PAOK.

Considerato un grande esperto di strategia, una delle idee più sorprendenti di Ferreira è iniziare a costruire il gioco da una struttura fissa.

È un 3-2-5, ma con un dettaglio: la linea dei tre giocatori non è formata dai due centrali e da un centrocampista.

Chi completa la linea è uno dei laterali, che si allinea con i centrali nell’uscita di palla, mentre i due centrocampisti di costruzione rimangono liberi per ricevere la palla e costruire il gioco. Sono loro il cardine della squadra.

I restanti cinque giocatori sono super avanzati sul campo: è il cosiddetto “attacco dall’ultima linea“. L’idea è che il Palmeiras attacchi sempre con cinque giocatori incollati alla difesa dell’avversario, due giocatori sempre aperti sulle fasce e almeno tre in area. I tre si scontrano frontalmente con la difesa avversaria, generando una superiorità numerica. Se chi è sulle fasce riceve palla e il laterale avversario lo affronta, i due difensori centrali sono ancora più indifesi e soli nel caso di cross al centro. La difesa del Palmeiras è aggressiva, come richiede il calcio di oggi, dinamica e con l’obiettivo costante di chiudere tutti gli spazi fino al recupero della palla.

Chi la spunterà? (foto: fifa.com)

Arrivato al Santos in agosto per sostituire il portoghese Jesualdo Ferreira, Alexi Stival “Cuca”, al contrario del collega, è uno dei tecnici più esperti del panorama calcistico brasiliano. Nel corso della carriera ha allenato praticamente tutte le “grandi”. E quello attuale è il suo terzo passaggio sulla panchina del Peixe, dopo quello del 2008 e 2018. Vincitore della Libertadores 2013 con l’Atletico Mineiro, curiosamente il suo maggiore successo in patria è la conquista del campionato brasiliano nel 2016 sulla panchina del Palmeiras, con il Santos che terminò al secondo posto.

Lo stile di gioco di Cuca non è innovativo come quello del collega portoghese, ma non meno creativo. In Brasile, infatti, è conosciuto come il tecnico che meglio sa costruire uno stile di gioco a seconda dei giocatori che ha a disposizione. E’ passato alla storia il suo Atletico Mineiro conosciuto come “Galo Doido” (Gallo matto) perché il tecnico montò uno schema per dare grande libertà a Ronaldinho Gaucho, inventando un ruolo di pivot per la punta Jô: in pratica i palloni dalla difesa saltavano il centrocampo per cercare la punta che aprisse spazio a Ronaldinho. Uno schema adattissimo alle qualità dell’ex craque del Barcelona, ma che esponeva la squadra ad una sconcertante fragilità difensiva.

Il suo stile odierno è chiamato, spesso in modo negativo, “Cucabol” e prevede il grande utilizzo delle fasce, con i cross a centro area come tratto più distintivo. E’ un gioco veloce e di forza fisica, anche qui con grande aggressività sull’uscita di palla dell’avversario. L’ideale per sfruttare la velocità e la tecnica di Marinho e Soteldo, anche se nei giorni scorsi il tecnico ha fatto capire che potrebbe usare Marinho in posizione più centrale al lato di Kaio Jorge, lasciando sull’esterno Lucas Braga.

Le probabili formazioni

Il Palmeiras non potrà contare sugli infortunati da lungo tempo Luan Silva e Wesley, mentre il capitano Felipe Melo, alle prese da ottobre con problemi al ginocchio, sarà in panchina. Recuperi importanti, come detto, quelli di Raphael Veiga, guarito dal covid e Zé Rafael che ha superato un problema alla caviglia. Uno dei giocatori più decisivi, Rony, è in leggero dubbio per una condizione non perfetta.

Ferreira ha in questo momento il lusso di poter avere diverse alternative per l’undici iniziale, che dovrebbe essere: Weverton, Viña, Gustavo Gómez, Kusevic, Marcos Rocha; Danilo, Patrick de Paula, Gabriel Menino; Rony (Willian), Raphael Veiga (Gabriel Verón), Luiz Adriano.

Che lo spettacolo abbia inizio (foto: IG Libertadores)

Il Santos non avrà i lungodegenti Carlos Sánchez, Jobson e Raniel e presenterà il dubbio più grande in porta, dove João Paulo e John che si giocano il posto, con quest’ultimo favorito. Ultima partita con il Peixe per Lucas Verissimo, già venduto al Benfica e Diego Pituca, che andrà in Giappone ai Kashima Antlers

Questa la probabile formazione: John; Pará, Lucas Veríssimo, Luan Pere, Felipe Jonatan; Alison, Diego Pituca, Lucas Braga; Marinho, Kaio Jorge, Soteldo.

Chi può essere decisivo

Palmeiras:

  1. Luiz Adriano: una costante preoccupazione per le difese, probabilmente è l’unico giocatore in Brasile che riunisce in sé le caratteristiche del moderno centravanti completo.
  2. Weverton: portiere da nazionale, può essere il giocatore che decide una partita con le sue parate. Lo ha già dimostrato nel corso della sua carriera.
  3. Rony: una delle rivelazioni della stagione, autore di una Libertadores impeccabile. Combina velocità, tecnica e capacità di realizzazione. Se il Palmeiras scende in campo sabato è molto merito suo.
  4. Raphael Veiga: da quando si è affermato come titolare ha dimostrato una regolarità impressionante e di alto livello. Gran parte del gioco della squadra passa dalla sua capacità di movimento.

Santos:

  1. Marinho: era finito in un modesto club cinese dove in due anni aveva segnato 3 gol. È la grande rivelazione della stagione, giocatore che è esploso solo quest’anno alla soglia dei 30 anni ed è oggi il più forte giocatore del campionato. Quando parte sulla fascia è imprendibile, ma anche come trequartista sta dimostrando tutte le sue qualità. Mai banale nelle interviste, molto attento alle questioni sociali.
  2. Kaio Jorge: arrivato in prima squadra come l’ennesimo gioiello del settore giovanile, si sta inserendo con calma, aiutato da un maestro come Cuca. Dotato di grande tecnica, decisivo dai quarti di finale.
  3. Soteldo: la conquista della coppa rappresenterebbe la consacrazione per questo attaccante formato tascabile, rapidissimo e di tecnica superiore. Devastante contro il Boca.
  4. John: ha iniziato la stagione come terzo portiere, ma tra infortuni e Covid, a 24 anni si è trovato tra i pali del club dove è cresciuto e ha dimostrato tutto il buono che si diceva di lui nelle giovanili. Portiere molto affidabile e che non sente la pressione, può realizzare il suo sogno di essere uno dei Meninos da Vila a passare alla storia. Già sondato dal Benfica grazie al passaporto italiano.

E voi, chi tiferete in questa super finale in salsa brasiliana?


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Fonte immagine di copertina: IG Libertadores

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