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Steven Gerrard: da principe di Anfield a re di Ibrox

Steven Gerrard ha conquistato la Scozia diventando un idolo della tifoseria dei Gers, come lo è stato (e lo sarà per sempre) per i Reds di Liverpool.

“When you walk through a storm, hold your head up high and don’t be afraid of the dark: at the end of a storm there’s a golden sky…”

Quando attraversi una tempesta, tieni duro e non aver paura del buio: alla fine ci sarà un cielo dorato. È la prima strofa di “You’ll never walk alone”, l’inno del Liverpool: tu non camminerai mai da solo. Oggi neanche lo sei, incoronato nuovo re di Ibrox: il nono nella storia di questa antica società. Un passo importante nel cuore dei tuoi tifosi e per la tua carriera, dopo aver lasciato il segno sotto il Vallo di Adriano. Ma quanto era scuro quel cielo, Steven, quel 16 maggio del 2015, quando lasciasti Anfield per l’ultima volta? Oppure quel maledetto 27 aprile del 2014, nel momento in cui scivolasti sull’erba: quando arrivasti ad un passo dal titolo e tutto sfumò per un errore bislacco, per il destino che si mise di traverso?

“Walk on through the wind. Walk on through the rain. Though your dreams be tossed and blown. Walk on, walk on, with hope in your heart…”

Già, il destino… quello che non si è compiuto per nove chilometri, quelli che dividono Ibrox da Celtic Park, dove la melodia dei Gerry & The Pacemakers risuona ad ogni partita esattamente come nella parte rossa di Liverpool. E invece no, che ironia: nel 2018 sei approdato, con la speranza nel cuore e i sogni nei tuoi occhi, sulla sponda blu del fiume Clyde. Blu come i tuoi ex rivali sul Mersey. Blu come il “Blue sea of Ibrox”: i tuoi nuovi tifosi. Quel blu che risalta sulle bandiere della Gran Bretagna, sventolate ad ogni partita: simbolo di appartenenza alla Corona e ad una nazione unita.

In te hanno riposto una fiducia enorme: solo cinque anni prima erano sprofondati nelle serie minori, costretti a ricominciare da capo, e tu sei stato il loro uomo della Provvidenza, colui che poteva riportarli in Paradiso dopo anni all’Inferno. Chi meglio di te, un campione, un combattente, uno che non ha mai smesso di crederci, poteva prenderli per mano per compiere insieme il proprio destino? Già: vedi che alla fine, il fato, le sue strade le trova sempre? Divertendosi pure. E arriva fino al 7 marzo 2021. E chissà cos’altro ha in serbo.

Steven Gerrard festeggia (Photo: SkySports)

Di nuovo sul tetto di Scozia. Finalmente. E di nuovo si compie quella sorta di maledizione del “not ten in a row” per i Bhoys, che perdono il titolo dopo essere stati miseramente distanziati, proprio alla decima stagione e proprio per mano dei loro acerrimi nemici, quelli che avevano salutato otto anni prima, mentre i biancoverdi andavano a prendersi il loro 44° scudetto. Come recita il video celebrativo dei Gers: “We were champions, we were down, we followed, we cheered, we cried, we lost, we won, we fought, we scored, we celebrated, we trusted, we believed, we dreamed: we are Rangers. We are relentless. We are champions!”

“Noi eravamo campioni, siamo caduti in basso, abbiamo seguito, abbiamo applaudito, abbiamo pianto, abbiamo perso, abbiamo vinto, abbiamo combattuto, abbiamo segnato, abbiamo festeggiato, ci siamo fidati, ci abbiamo creduto, abbiamo sognato: siamo i Rangers. Siamo implacabili. Siamo campioni!” We are the people… and can you see us now? Ci vedete adesso?

Steven Gerrard da piccolo (Photo: Gossip Gist)

Vi vediamo. Per la 55° volta. E tu sei il nuovo re di Ibrox. Vediamo Glasgow cedere il grigio al blu, vediamo i bambini urlare, i papà gioire e i vecchi tornare a sorridere. E vediamo un cerchio che si chiude. Vediamo una squadra che ha macinato punti e gol come un carrarmato. Vediamo te, Steven, contento come non lo eri da tempo. Te, fino ad ora quasi inviso dal destino, tanto che i tuoi ex tifosi avrebbero voluto tesserarti nuovamente nella scorsa stagione, solo per poterti regalare una Premier League per troppo tempo sfuggita.

Quanto bene ti vuole la gente? Hai lasciato ancora il segno. Quella faccia da ragazzino, con quegli occhi che ti brillano dopo tutti questi anni e quel sottile broncio: non è cambiata mai nell’arco di trent’anni di carriera e 147 reti, Nazionale e L.A. Galaxy compresi. E oggi, Steven, è un giorno che vale mille momenti no. Oggi è quel giorno di sole che tanto desideravi. Sì, oggi è un giorno da non averne abbastanza. Oggi (e non solo) hai la certezza più che mai che “You’ll never walk alone”: tu non camminerai mai da solo.


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Fonte immagine di copertina: Daily Mail

Di Ilaria Ciangola

Di Trento. O.s.s. in Pronto Soccorso. Groundhopper, appassionata di calcio e amante di tutto ciò che è U.K.

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