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Leonidas Stergiou, difensore atipico

Alla scoperta di Leonidas Stergiou, difensore centrale svizzero classe 2002. Un talento peculiare, destinato a spiccare il volo…

Se per centrocampisti e attaccanti trovare un posto fisso in tenera età sta diventando una piacevole abitudine, per i giovani difensori la missione appare più complicata. “Colpa” del senso comune, che associa al difensore ideale – in particolare ai centrali – qualità come mestiere ed esperienza, acquisibili solo con il tempo e perciò assenti nei giovani prospetti. Pur essendo poche, però, esistono delle piacevoli eccezioni in grado di ritagliarsi tanto spazio e stuzzicare la fantasia degli addetti ai lavori. Uno di questi è certamente Leonidas Stergiou, centrale classe 2002 del San Gallo, da anni colonna portante della formazione svizzera e ormai in procinto di compiere l’atteso salto nel grande calcio.

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L’ascesa

Oltre a renderlo di per sé un giocatore di culto, il nome da “guerriero” di Stergiou rivela alcune importanti informazioni sulle sue origini. Nato a Watwill, in Svizzera, il giovane calciatore ha padre greco e madre serbo-bosniaca, fuggiti dall’ex Jugoslavia in piena Guerra dei Balcani. Proprio per le sue radici, Stergiou è stato al centro di un lungo corteggiamento da parte delle diverse federazioni. La sua priorità è però sempre stata quella di difendere i colori della Svizzera, tenendo fede alla sua formazione calcistica e indossando la fascia da capitano in tutte le selezioni giovanili elvetiche fino all’esordio con la Nazionale maggiore nel giugno 2022 contro il Portogallo.

Leonidas Stergiou con la maglia della Nazionale (Fonte: Leonidas Stergiou – Profilo Instagram).

Un percorso netto, rapido ed entusiasmante partito all’età di 9 anni con la maglia del Wal e proseguito con l’approdo al San Gallo nel 2015. Da lì un’ascesa continua con l’esordio da titolare ad appena 16 anni e una serie di primati piuttosto sorprendenti. Benché il campionato svizzero sia per sua costituzione aperto al lancio dei giovani, il percorso di Stergiou si rivela infatti eccezionale. Dati alla mano, dopo il suo esordio il centrale non è praticamente più uscito dal campo, mettendo insieme 119 presenze in Super League. E diventando così il secondo calciatore più giovane della storia a raggiungere i 100 gettoni nella massima divisione svizzera.

Talento peculiare

Se i numeri dicono tanto dello status raggiunto da Stergiou, è ancora più significativo ragionare sulla loro origine, su come e perché siano stati possibili. Per mettere insieme un così elevato numero di presenze, infatti, c’è bisogno di attitudini tecniche, morali e comportamentali non indifferenti. Se del suo piglio da leader si è implicitamente già detto riferendosi al suo percorso da capitano, per le capacità tecniche occorre invece qualche riflessione in più. Da questo punto di vista ciò che più colpisce del centrale classe 2002 è in assoluto la sua straordinaria peculiarità. Stergiou è infatti un difensore atipico per il tipo di caratteristiche che riesce a combinare e per la sua struttura fisica.

Il talento svizzero possiede una naturalezza innata nell’adattarsi alle diverse fasi di gioco, che si tratti di difendere, pressare o costruire. Le sue qualità rispondono ai requisiti richiesti ai difensori moderni, abbinando velocità e decisione nei duelli uno contro uno, tenacia nei contrasti e abilità nella costruzione dal basso. Mix di caratteristiche che nel 2021 ha spinto il CIES a valutarlo come il secondo classe 2002 più promettente al mondo! Infatti è arrivato alle spalle del solo Pedri e davanti a talenti del calibro di Bellingham, Ansu Fati e Camavinga.

Il centrale è tra i giovani più promettenti d’Europa, avendo già maturato una grande esperienza (Fonte: Leonidas Stergiou – Profilo Instagram).

Volendo fare un paragone, per consentire di inquadrare al meglio la sua “appartenenza” calcistica, è utile riferirsi alle sue caratteristiche fisiche. Nonostante la bassa statura (1,81 metri di altezza), Stergiou sa essere aggressivo e dominante sugli attaccanti avversari, giocando spesso di anticipo, come attestano le sue statistiche in termini di recuperi (1,6 a partita) e salvataggi (2,9 ogni 90’). Numeri e attitudini che lo rendono perfettamente assimilabile alla generazione di centrali difensivi alla Koundè o alla Kalulu, che negli ultimi anni si sta facendo velocemente largo nel panorama europeo.

Il salto

Proprio per la rarità delle sue caratteristiche e per la loro comprovata efficacia, risulta evidente come Stergiou sia ormai pronto al salto in una delle cinque leghe più importanti d’Europa. Le avances dei club tedeschi e italiani procedono da tempo e lo stesso calciatore si considera pronto al trasferimento. A riferirlo è stato in maniera piuttosto esplicita il tecnico del San Gallo, Peter Zeidler, per il quale il leggero calo di questa stagione è dovuto appunto al fatto che il ragazzo stia ormai pensando all’estero. Lo ha confermato l’agente, Milos Malenovic, che ha definito la cessione di Stergiou una pura “questione di tempo”, in accordo con il club.

Nel commentare il futuro del centrale difensivo, però, lo stesso Malenovic ha posto l’accento su una questione nodale.  “Il San Gallo è la sua squadra del cuore, a Leonidas piace lo stile di gioco e qui si trova a suo agio. Se arriverà un’offerta soddisfacente per il club e per lui, allora ci sarà un trasferimento”, ha dichiarato di recente l’agente.

In questi anni, le sue qualità hanno convinto davvero tutti (Fonte: Leonidas Stergiou – Profilo Instagram).

Dalle parole di Malenovic traspare come il soddisfacimento sia legato a fattori come lo stile di gioco. E in effetti questo è un tema assai rilevante. Stergiou è inserito perfettamente nel sistema di gioco del San Gallo, che ne valorizza i pregi e nasconde i difetti. Il centrale svizzero deve quindi cercare una squadra che assecondi le sue qualità, praticando un calcio offensivo e adottando un metodo difensivo di natura aggressiva.

In un sistema attivo, con il mantenimento della linea alta e il costante utilizzo della contropressione, Stergiou può valorizzare appieno le sue doti calcistiche, quindi la velocità, il tempismo e le sue attitudini “offensive”, senza limitarsi cioè ad un puro lavoro difensivo vecchio stampo. In sostanza, per spiccare il volo, come vogliono le sue potenzialità, il giovane centrale deve assolutamente fare la scelta giusta, dando la priorità assoluta al sistema di gioco. Da questo punto di vista, un campionato come la Bundesliga potrebbe essere la soluzione più appropriata per far sbocciare definitivamente il suo interessantissimo talento.


Immagine di copertina realizzata da PSM SPORT, base tratta da:

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Di Domenico Abbondandolo

Nato nel 1996, collaboro per SportAvellino e PianetaMilan. Idealista convinto, credo in un calcio romantico e passionale. Nel tempo libero mi diverto a far dialogare Platone e Guardiola.

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