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Il calcio in Irlanda del Nord: non solo George Best

Il calcio in Irlanda del Nord: viaggio a scoprire le “big two” di Belfast e un giro nei dintorni

Il calcio in Irlanda del Nord non è solo George Best: anche se la sua anima è viva nei palloni calciati su ogni prato verde e nei murales della città di Belfast. È il calcio della gente, nonché lo specchio dei sentimenti storici e politici che ancora sono forti in quest’isola verde: altrimenti non si spiegherebbe perché il Derry City sia andato a chiedere l’iscrizione alla lega irlandese; ma quella è un’altra storia da raccontare a parte… Il livello non è alto e gli impianti non sono tutti come Windsor Park: ma se è per questo, è anche meglio; perché la magia delle terraces, magari accanto alle tribune, è impagabile. Alcuni sembrano addirittura campi di Sunday League inglese. Nella competizione spiccano le “Belfast Big Two”: Glentoran e Linfield; ma se andate da quelle parti, dovete prendervi almeno due giorni e passare da Coleraine…

Coleraine FC

Il calcio in Irlanda del Nord, per gli “ultimi romantici”, è anche Coleraine: una cittadina minuscola, con una piazza e una chiesa. Per arrivare nei pochi metri di centro, passerete su una strada che ha 3 rivenditori di kebab e due negozi di caramelle, così da creare uno strano profumo che sembra frutto di allucinazioni olfattive. Fate prima: girate a destra e attraversate i binari. Dietro la stazione c’è infatti lo “Showgrounds”: lo stadio della squadra cittadina, fondata nel 1927. Hanno mancato di poco l’impresa di qualificarsi all’Europa League ‘20/’21, eliminati ai rigori dagli scozzesi del Motherwell, ad un passo dalla fase a gironi. Ma hanno avuto i loro momenti di gloria, soprattutto in Irish Cup: l’ultima (la 6° nel palmarès) l’hanno vinta nel maggio del 2018 contro il Cliftonville; mentre nel maggio 2020 hanno vinto la loro seconda Irish Football League Cup contro i Crusaders.

Ad un’ora di viaggio c’è la zona della Giant’s Causeway: con le sue bellissime passeggiate a picco sul mare, alternate a strade lungo la costa, e dei bellissimi siti come Mussenden Temple e il Selciato dei Giganti. Perfetto connubio per un weekend di calcio e natura. In questo anno particolare di pandemia e stadi chiusi, va nel cassetto il sogno di tornarci: per un matchday e un altro giro dalle parti di Bushmills, che oltre al bellissimo panorama è sede di una distilleria di ottimo whiskey.

Coleraine, settembre 2020 - Foto Ilaria Ciangola
Coleraine, settembre 2020 – Foto Ilaria Ciangola

Glentoran FC

Una delle due “grandi” di Belfast. Nemici storici del Linfield. Se c’è una certezza da quelle parti: è il Boxing Day del 26 dicembre, che vede le due compagini affrontarsi regolarmente. Rivalità che di “regolare” (passatemi il gioco di parole) ha poco: scontri tra le due tifoserie erano infatti usual, fino all’inasprimento progressivo delle leggi. Forse a qualcuno salterà in mente il “Morgan day”: quando, nel 2005, nel testa a testa consueto per il titolo (poi conquistato da loro), proprio nello scontro diretto andò a segno Chris Morgan, ex dei blues, al 93°, decretando una vittoria in extremis. A livello internazionale non ha fatto grandi cose ma a fine anni ‘60 ha avuto i suoi 180 minuti di gloria, tenendo testa al Benfica di Eusebio. A parte ciò hanno un palmares nazionale di tutto rispetto.

Il The Oval, lo stadio in cui giocano, nella zona di Sydenham, dietro le casette a schiera familiari tipiche locali, è un piccolo gioiello: conserva ancora le terraces , dietro le porte. L’impressione è essere tutt’uno con la squadra, di essere davvero il famoso “dodicesimo in campo”, rafforzando ulteriormente il senso di appartenenza; la costruzione delle tribune risale invece al secondo dopo guerra. Curiosità: i rossoverdi presero una svista clamorosa, negli anni ‘50. Tra i giovani tifosi figurava, infatti, George Best: che fu scartato perché ritenuto piccolo e magrolino. Tornerà da campione, nel 1982, nella partita organizzata per il centenario della squadra: vestendo finalmente quei colori che tanto aveva amato da bambino.

Belfast, settembre 2020 - Foto Ilaria Ciangola
Belfast, settembre 2020 – Foto Ilaria Ciangola

Linfield FC

Se ci spostiamo invece verso sud ovest, troviamo Windsor Park: stadio dalle fattezze più moderne, in cui giocano la nazionale nordirlandese e, appunto, il Linfield Football & Athletic Club; è di proprietà dell’I.F.A. (la federazione calcistica) ed è quindi impossibile entrare, in assenza di match. Separato da case e negozi solo da un ponte pedonale sopraelevato sulla ferrovia: immaginatelo pieno di tifosi in transito. Lì trovate gli store di entrambe le squadre. A pochi minuti di bus, direzione centro, Donegall Road si incrocia con Sandy Row. Camminando in direzione nord si incrocia il pub per eccellenza dei tifosi blues, il “The Royal”, sulle cui facciate saltano all’occhio il loro simbolo affiancato a quello dei Rangers di Glasgow: due della triade dei “Blues Brothers”, l’alleanza fra tifosi di stampo unionista e protestante (il blu è il colore delle maglie), che comprende anche il Chelsea (originariamente furono gli Headhunters).

Girate su Blythe Street e trovate subito uno dei murales dedicati a Best; proseguite ancora e vedrete la piccola ma riconoscibile sede del club. Siamo a casa della squadra lealista di Belfast, in un quartiere operaio di costruzioni modeste, dove si vedono una marea di bandiere Union Jack alle case e dove i murales coi simboli dell’U.D.A. ribadiscono e sottolineano il senso di appartenenza alla corona inglese. Settaristi, fortemente protestanti, per molto tempo non hanno tesserato cattolici nelle loro fila. Violenti, soprattutto i tifosi: gli incontri con squadre cattoliche, come il Derry City, erano vere e proprie appendici della guerra; non da meno quando giocavano con Belfast Celtic o Glentoran.

Odiati, per questi atteggiamenti e per i successi sul campo: hanno vinto tutto, nelle varie competizioni nazionali, compreso lo scudetto 2019/’20. In estate hanno fallito di poco la qualificazione alla fase ai gironi dell’Europa League, perdendo contro il Qarabağ. Negli ultimi anni il club si è impegnato molto per dare un taglio alla miriade di fatti criminosi passati: ma ci scommetto che, per quanto le acque sembrino essersi calmate, la strada è ancora lunga… Camminare per quelle vie (oltre a Shankill Road) è un’esperienza che fa perdere almeno un battito e trattenere il fiato. Sono pagine aperte di storia, sottoforma di quartiere abitato.

Belfast, Irlanda del Nord, settembre 2020 - Foto Ilaria Ciangola
Belfast, settembre 2020 – Foto Ilaria Ciangola

Il calcio in Irlanda del Nord: un mondo da scoprire

In soli due giorni a Coleraine (con i suoi siti magnifici che si affacciano sul Mare del nord) e tre giorni a Belfast, calcolando le visite ai luoghi di George Best, il tentativo di vedere quanti più murales possibili, i passaggi obbligati a Shankill Road e al Walled Peace, nonché un giro in totale relax al Castello e al museo del Titanic: è praticamente impossibile vedere altri impianti. Nella lista delle things to do in un secondo viaggio, finiscono quindi gli stadi di altre squadre come Crusaders e Cliftonville, che in passato hanno già tentato (e a volte ottenuto) il colpaccio. Chi riuscirà a scucire lo scudetto dal petto dei blues? Una di loro (assieme a Glentoran e all’outsider Coleraine) o altre squadre del Paese? Cheers lads: buona NIFL!


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Di Ilaria Ciangola

Di Trento. O.s.s. in Pronto Soccorso. Groundhopper, appassionata di calcio e amante di tutto ciò che è U.K.

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