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Resto d'Europa

Daniel Arzani vuole essere di più

È stato il calciatore più giovane ad aver esordito agli scorsi mondiali. Al Manchester City non ha giocato nemmeno una partita, al Celtic è stato vittima di un brutto infortunio. Adesso ci sono l’Utrecht e l’Eredivisie per ripartire.

Daniel Arzani. Questo nome l’abbiamo un pò tutti sentito nominare, probabilmente per la prima volta, nell’estate 2018, durante il Mondiale russo. Nato a Khorramabad, in Iran, il 4 gennaio 1999, all’età di 7 anni emigra con la sua famiglia in Australia. Più di 10 mila chilometri di viaggio per tentare di avere un bel futuro. E il futuro di Daniel è impresso in un pallone da calcio. Arzani è così bravo che, dopo alcune stagioni all’Eastern Suburbs, l’FFA Centre of Excellence lo vuole membro del suo plotone di giocatori. L’FFA COE, fino al 2017, è stato un programma di ricerca e sviluppo dei giocatori curato direttamente dalla federazione calcistica australiana. Da qui sono passati calciatori come Mark Viduka, Luke Wilkshire e Mark Bresciano. Daniel passa qualche mese ad affinare le sue qualità e poi è pronto per il Melbourne City.

Un City nel destino

Il City Football Group è una holding controllata da un ricco fondo di Abu Dhabi per favorire la nascita, lo sviluppo e i rapporti di una schiera di club in tutto il mondo, con il Manchester City come squadra principale. Daniel Arzani gioca sei spezzoni di partite nel primo anno di A-League. Nella stagione 2017/2018, il nuovo allenatore Warren Joyce non considera, almeno all’inizio, Arzani un giocatore di grande affidamento. Tanta tribuna e qualche panchina, per poi concedergli gradualmente sempre più spazio, dalla metà di campionato in poi. Solamente 16 le presenze, ma condite da 2 goal e 3 assist.

Arzani figura nella squadra della stagione in A-League e gli viene riconosciuto il premio Harry Kewell comel miglior U23 del calcio australiano. Il Manchester City si accorge di avere un potenziale crack tra le mani e ad agosto, dopo il Mondiale, lo firma. Un passo inevitabile, tutto in famiglia si potrebbe dire.

Quel Mondiale

Durante la stagione 17/18, Arzani deve decidere il suo futuro. Quello della Nazionale. L’Iran e Queiroz pressano, Bert van Marwijk chiama e lo convoca con l’Australia, tra le furiosi contestazioni dei tifosi del Team Melli. L’1 giugno 2018 esordisce con i Socceroos, giocando 6 minuti contro la Repubblica Ceca. 8 giorni dopo segna il suo primo goal con l’Australia. Al 73′ entra a posto di Robbie Kruse e al 74′ trafigge il portiere dell’Ungheria. Il Ct olandese è sicuro: Daniel è nella rosa per il Mondiale.

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Paul Pogba e Daniel Arzani al Mondiale 2018 (fonte: goal.com)

La prima partita in Russia è contro la futura Francia Campione del Mondo. Come successo poi con Danimarca e Perù, Daniel Arzani gioca solo degli spezzoni di partita da subentrante. In totale gioca 60 minuti, escludendo i recuperi, con i 32′ contro i sudamericani come minutaggio più alto. In campo però crea velocemente qualche occasione pericolosa e si mette in buona luce.

Uno sfortunato come tanti

Quanti giovani promesse hanno subito un infortunio durante la loro prima vera stagione da professionisti? Tanti. Daniel Arzani è uno di questi. Il Manchester City crede fortemente in lui, ma considerata la rosa ricca di campioni, non può dargli spazio necessario per crescere. La scelta più saggia è andare a giocare in prestito. Il Celtic Glasgow lo accoglie volentieri e tutti pensano che un passaggio in Scozia può favorire la carriera dell’australiano.

Purtroppo però, l’avventura al Celtic non va come previsto. A fine ottobre Arzani subisce una violenta rottura del legamento crociato. L’infortunio è più serio del previsto e Daniel ci mette molto tempo per recuperare. Salta più di 80 partite con gli scozzesi e manca dal campo per più di 450 giorni. Le uniche due presenze con i cattolici di Glasgow sono state in coppa scozzese e in Premiership, durante quella maledetta partita infrasettimanale contro il Dundee.

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Daniel a terra subito dopo l’infortunio rimediato (fonte: theguardian.com)

Brendan Rodgers lo mette in mischia al 56′ e in pochi minuti si rende pericoloso con dei dribbling e un passaggio filtrante per Tierney che per poco non si è trasformato in un assist vincente. Poi la botta. Brutta. Al ginocchio. E Daniel Arzani deve rimanere fermo per tanto, forse troppo tempo ai box.

“Il Celtic è un gran club e ci sono state molte persone buone, ma la cosa più importante per me era giocare il più possibile e non ci sono riuscito. Quando sono tornato dall’infortunio, l’allenatore Lennon non mi aveva mai visto giocare prima, quindi non c’è modo di dargli torto per non avermi concesso qualche minuto. È davvero un uomo bravo e un ottimo allenatore. Sono state solo circostanze sfortunate a non avermi fatto ritornare in campo”.

Daniel Arzani

In Olanda per un nuovo inizio

Non è facile tornare da un infortunio così pesante e Arzani lo sa bene. Se non ci fosse stato il coronavirus di mezzo, forse, Neil Lennon gli avrebbe dato la possibilità di giocare qualche partita, magari a titolo già conquistato. La sospensione definitiva del campionato scozzese in questa stagione è un altro elemento a sfavore nella carriera di Daniel Arzani. Il classe 99′ però proverà a sovvertire questa tendenza sfortunata con l’avventura in Eredivisie. La sua velocità e i suoi dribbling fulminanti da ala tecnica pura possono mettere in difficoltà le difese olandesi. L’approdo al nuovo campionao era stato già preannunciato dallo stesso Arzani qualche settimana fa:

“Ero frustrato dagli infortuni e cose del genere ma adesso la cosa più importante è guardare avanti e andare da qualche parte per giocare con continuità. Penso di non avermi mai visto così in forma, quindi sto morendo dalla voglia di giocare. Il calcio olandese? Lì sviluppano sempre un sacco di bravissimi talenti”.

Daniel Arzani

Che sia proprio Daniel Arzani uno dei prossimi talenti dell’Eredivisie? Il City ci crede ancora, l’Utrecht ci punta forte per ottenere un piazzamento in Europa. Arzani vuole far parlare di sè. Non per il cartellino detenuto dal Manchester City. Non per i maledetti infortuni. Nemmeno per il fatto di essere stato il calciatore più giovane degli scorsi Mondiali. Daniel Arzani vuole essere di più. Vuole essere un giocatore. Vuole solo giocare e farsi riconoscere per le sue qualità e le sue prestazioni.


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Fonte copertina: bleacherreport.com

Di Cosimo Giordano

Opinionista sportivo nel tempo libero, founder di Sottoporta, amo la pizza e il calcio internazionale. Sono quel tipo che ogni tanto ripensa alla carriera di Pauleta e che va a curiosare sulle rose del campionato australiano.

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