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La fantastica cavalcata del Bodø Glimt

La piccola cittadina norvegese di Bodø è la chiave che apre le porte del circolo polare artico. Situata precisamente all’imbocco del circolo, la sua storia è stata per anni legata al fenomeno del sole di mezzanotte e al commercio del pesce.

Bodø visse la sua età dell’oro dal 1816, anno in cui fu proclamata capoluogo della contea di Nordland, al 1940, quando fu rasa al suolo da un raid della Luftwaffe, la temibile aeronautica nazista. Il vicino governo svedese si mobilitò per aiutare i superstiti e contribuì alla costruzione di 107 abitazione. Per questo motivo il centro della città è tuttora conosciuto come svenskebyen, “la città svedese”.
In epoca più recente è stata il set ideale per numerosi film di mare apprezzati in tutto il mondo. Il segreto risiede nelle sue coste frastagliate e nella presenza della saltstraumen, la corrente più forte al mondo.

Il calcio a Bodø: una lunga tradizione

Contravvenendo allo stereotipo non scritto che vede gli scandinavi come maestri dell’hockey su ghiaccio, ma carenti in altre discipline, Bodø ha una lunga tradizione calcistica. La squadra maschile, fondata nel 1916, ha vinto nove titoli nella sua storia. L’ultima campagna vincente risale all’ormai lontano 1969; erano altri tempi, e il formato del campionato era diverso. Tuttavia, l’aria frizzante dell’oceano che da sempre bacia la città porta una passione ardente per il calcio, soprattutto tra i giovani.
Come il Milan con la famiglia Maldini, anche il Bodø ha la sua stirpe di campioni, sempre presenti nella storia del club. Il ventiduenne Patrick Berg, colonna portante dell’armata di ragazzini terribili che sta stupendo la Norvegia, è infatti figlio e nipote d’arte. Nonno Harald e papà Orjan hanno militato per decenni con la maglia giallo-nera, e ora possono gustare le imprese della nuova generazione.

La corrente del golfo di Bodø
La corrente del golfo di Bodø
Fonte: Shutterstock

La banda guidata da Kjetill Knutsen ha difatti ottenuto un inaspettato secondo posto lo stesso anno, e ora punta decisamente in direzione del titolo. Con la vittoria per 6-1 sul campo dell’Aalesunds, il Bodø/Glimt è balzato in prima posizione in classifica. Punteggio pieno, con sette vittorie in sette partite, sette goal subiti e ben 30 realizzati. Gioco arioso e spumeggiante, votato all’attacco ma con una difesa solida e ben organizzata. Il 4-3-3 di Kjetill Knutsen ha finalmente trovato la quadratura del cerchio, grazie ad un mercato estivo lungimirante e di qualità. La società è riuscita a terminare la sessione di mercato con un saldo di 3 milioni di euro in attivo, dimostrando un notevole fiuto per gli affari.
Con una programmazione esemplare, il Bodø ha puntato su profili giovani, adatti per caratteristiche al gioco di Knutsen. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Bodømercato

In estate, il portiere Ricardo Friedrich ha lasciato le fredde coste e il pesce della Norvegia per abbandonarsi al fascino mediterraneo di Ankara, sponda MKE Ankaragücü. Insieme a lui sono partiti la giovane promessa Håkon Evjen, che spera di potersi ripetere con la maglia dell’AZ Alkmaar, e il terzino Erlend Dahl Reitan, tornato al Rosenborg.
Nikita Khaikin, secondo portiere nella scorsa stagione, è stato promosso a titolare, garantendo sicurezza in porta e precisione con i piedi. Gli acquisti invernali di di Alfons Sampsted e Sondre Fet hanno coperto le partenze di Reitan ed Evjen, ma l’acquisto migliore è stato senza dubbio quello di Kasper Junker. L’attaccante venticinquenne aveva fatto benissimo con la maglia dello Stabaek, ma quest’anno sta raggiungendo vette altissime. 8 goal e 6 assist in sole 7 partite sono un bottino di prim’ordine, e i difensori avversari sono ormai terrorizzati quando lo vedono avvicinarsi all’area di rigore.

La rosa del Bodø 2019-2020
La rosa del Bodø 2019-2020
Fonte: Instagram

Come gioca il Bodø

Il gioco proposto da Knutsen aveva dato i primi frutti lo scorso anno, e il Bodø aveva chiuso la stagione segnando una media di 2,1 goal a partita. Mancava però qualcosa in termini di organizzazione difensiva. Risolti i problemi durante le sessioni di mercato, il Bodø ha completato la sua trasformazione da squadra divertente ma inefficace a corazzata. Nonostante la giovanissima età media, la più bassa nella competizione (23,1 anni), i giocatori in campo dimostrano esperienza e personalità. Doti, del resto, richieste per poter essere considerati titolari dal sergente Knutsen.
In campo, il Bodø si dispone solitamente con un 4-3-3 che diventa un 2-3-2-3 in fase di possesso. La ripresa del metodo è permessa grazie alle continue sortite offensive dei terzini e alla libertà di movimento delle mezzali, solitamente Saltnes e Fet. Berg, regista difensivo, ha licenza di abbassarsi per fungere da contatto tra difesa e centrocampo.

Fase di possesso

In fase di possesso il Bodø/Glimt tende a riversarsi in massa nella metà campo avversaria.
Gli uomini salgono tutti in avanti, con i terzini che danno ampiezza e i centrocampisti che occupano i mezzi spazi. Gli inserimenti delle mezzali sono una delle armi in più di questa squadra, e si erano dimostrate letali già lo scorso anno. La coppia formata da Saltnes ed Evjen aveva segnato ben 20 goal in stagione, numeri impressionanti per dei centrocampisti. Il contributo di Fet, chiamato per sostituire il partente Evjen, non ha fatto rimpiangere quest’ultimo.
Le ali, solitamente Zinckernagel e Hauge, danno il loro contributo alla manovra stringendosi o buttandosi in area con dei tagli alle spalle della difesa. In questo modo creano dei grattacapi ai difensori avversari, indecisi se seguire loro o proteggere gli spazi dalle incursioni dei centrocampisti e dei terzini Sampsted e Bjorkan.

Il 4-3-3 di Knutsen
Il 4-3-3 di Knutsen
Fonte: Total Football Analysis

Fase di non possesso

In fase difensiva il Bodø ripiega in un 4-5-1 ordinato, con le ali che scalano sugli esterni e il mediano – alias Patrick Berg – che scherma i centrali difensivi. La coppia formata da Moe e Lode, con Höibraten pronto a subentrare alla bisogna, si è rivelata una delle più solide e affidabili dell’intero campionato. La capacità della squadra di compattarsi in pochi metri e di difendere alta deriva dalla grande disciplina e dall’intesa reciproca, risultando estremamente efficace. Appena persa palla, il Bodø aggredisce rapidamente il portatore di palla, assalendo il portatore e bloccando tutte le linee di passaggio.  Il lavoro di Berg come recupera palloni e le uscite dei terzini sono fondamentali per innescare le micidiali transizioni offensive del trio d’attacco. Gli instancabili Zinckernagel e Hauge sono sempre pronti a ribaltare l’azione e sono tra i giocatori più pericolosi del campionato nelle ripartenze palla al piede.

Viva il Bodø

I risultati ottenuti finora sono sorprendenti. Nonostante la buona stagione disputata lo scorso anno, nessuno si aspettava un inizio così roboante. Sette vittorie consecutive, con scalpi importanti come Brann e Rosenborg, testimoniano la crescita esponenziale di una grande squadra. Le difficoltà dell’anno scorso sembrano superate, grazie ad un grande lavoro in fase difensiva e al contributo disumano di Junker. Il centravanti norvegese sta probabilmente disputando la miglior stagione della sua carriera in una squadra estremamente verticale e che riesce a sfruttare al meglio le sue caratteristiche. Poco sacrificio, ripartenze veloci e palloni serviti sulla corsa, in modo che possa puntare direttamente la porta.
Una squadra matura e leale, in grado di giocarsela alla pari con chiunque sino alla fine della stagione.
Se questo Bodø è un sogno, non svegliateci.


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Di Andrea Margutti

Aspirante scrittore, fotografo, musicista e scacchista. Piedi storti e braccia larghe in marcatura. Non si aspetta molto dalla vita, ma se potesse riavere Recoba in rosa sarebbe contento.

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