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Belfast is Blue: Linfield sul tetto d’Irlanda

Belfast is Blue! Il Linfield festeggia la vittoria del campionato numero 55 nel corso della sua storia. Vincere il titolo, in una terra come l’Irlanda del Nord, è un rituale che trascende l’essenza stessa della competizione sportiva e che affonda in una delle storie più complesse del XX secolo.

A pochi giorni dalla vittoria in Irish Cup, i Blues di Belfast trionfano anche in campionato per la 55esima volta nella loro storia. Numeri da record che accomunano ancor di più il Linfield ai cugini scozzesi dei Glasgow Rangers. Risplendono ancora i colori dell’Impero britannico in una terra estremamente divisa come l’Irlanda del Nord, dove i protestanti e lealisti, almeno storicamente, del Linfield festeggiano a discapito del Coleraine.

Per capire, però, l’importanza della politica e della religione in Irlanda del Nord e il ruolo tutt’altro che marginale che rivestono anche in ambito calcistico è necessario fare un salto indietro, alle origini della città di Belfast e della stessa Irlanda del Nord, da sempre tormentata dalle lotte intestine che hanno caratterizzato la sua grande storia.

Béal Feirste e l’Ulster

La Città di Belfast, o Béal Feirste – estuario del Farset – in gaelico, è stata fondata nel 1177. Come tutta l’Irlanda del Nord, fu colonizzata dagli inglesi nel corso del 1700 e diventò ufficialmente capitale dello stato dell’Ulster nel 1921, a seguito dello scoppio della guerra civile iniziata nel 1916. Belfast a nord e Dublino a sud diventarono le roccaforti delle rivolte civili che hanno segnato tutto il XX secolo per l’Irlanda.

Windsor Park Linfield
Windsor Park, nome non casuale per la casa del Linfield FC (Fonte: Linfield FC official website)

Ma a differenza della capitale dell’Eire, la neonata Repubblica irlandese, Belfast è una città estremamente divisa, dove la pace tra repubblicani e cattolici, così come tra lealisti e protestanti, ancor oggi sembra un miraggio. Così, la zona ovest raccoglie la maggioranza nazionalista in quartieri come Ballymurphy, Falls o Whiterock, mentre la zona est è da sempre a maggioranza lealista, con Shankill che ne è un chiaro esempio. In una zona così omogenea, restano comunque due eccezioni come Ardoyne e Cliftonville, gli ultimi baluardi repubblicani di quell’area.

Quando si parla di aree tipicamente di fede protestante e leali alla Corona inglese, non si può non citare Sandy Row, distretto situato a sud di Belfast, dove un gruppo di operai di una fabbrica di seta fondò il Linfield Football Club nel 1886, donando alla squadra i colori bianco, rosso e blu della Union Jack.

L’Old Firm di Belfast

La vittoria sembra far parte del DNA del Linfield, dato che, dopo soli 4 anni dalla sua nascita, conquistò il primo campionato dell’Ulster, ripetendosi poi per altri tre anni consecutivi. Nel frattempo, però, in città era nata un’altra stella, il Belfast Celtic, fondato nel 1891 dalla parte gaelica e cattolica, con chiaro rimando alla squadra biancoverde di Glasgow, soltanto tre anni più giovane. L’eterno Old Firm era nato anche al di qua del Mar d’Irlanda.

Il dominio del Linfield in Irlanda del Nord nella prima metà del Novecento fu messo a dura prova dalla presenza degli Hoops di West Belfast, capaci di vincere per 14 volte fino al 1949. È chiaro che i Derby fossero sempre infuocati, poiché ad affrontarsi non erano solamente due squadre della stessa città, ma due intere etnie, due ideali e due religioni diverse, proprio come accade a Glasgow, dove Rangers e Celtic rappresentano rispettivamente la Corona inglese e la Repubblica irlandese.

La storia dell’Old Firm d’Irlanda, tuttavia, fu piuttosto breve, dato che l’ultimo confronto avvenne nel Boxing Day del 1948, decretando di fatto anche la scomparsa del Belfast Celtic. Al termine di una rocambolesca partita, terminata in pareggio con un gol nei minuti di recupero da parte dei Blues, finiti pure in inferiorità numerica, si scatenò l’inferno al Windsor Park. I tifosi scesero in campo ed iniziarono ad affrontarsi, ma l’obiettivo dei supporters del Linfield era Jimmy Jones, prolifico marcatore del Celtic e autore della rete che ha sbloccato il derby.

Jimmy Jones Linfield Belfast Celtic
Jimmy Jones, sulla sinistra, con il compagno Charlie Tully nel Belfast Celtic (Fonte: Belfast Live)

La colpa di Jimmy Jones era quella di essere un protestante all’interno di una squadra dichiaratamente cattolica, quindi, secondo i tifosi, meritava una punizione esemplare. Quel giorno Jones uscì dallo stadio con una gamba rotta e con la paura di aver terminato anzitempo la sua carriera, fatto che fortunatamente non si verificò. Per il Belfast Celtic, però, questo episodio fu la goccia che fece traboccare il vaso e che portò all’autoesclusione dal campionato, decisione che consegnò ai rivali del Linfield la maggior parte dei seguenti trofei, se non tutti. Non fosse stato per un’altra squadra della capitale, il Glentoran, degna rivale degli attuali campioni d’Ulster.

The Big Two Derby

Il posto del Belfast Celtic è ora occupato dai galletti di East Belfast, i Glens, vincitori di 23 campionati e di altrettante Irish Cup, l’ultima delle quali nella stagione passata. Glentoran e Linfield danno vita al cosiddetto Big Two Derby, partita molto sentita nella capitale e spesso foriera di verdetti finali per la vittoria del campionato.

È il caso del derby disputato nell’aprile del 2005 al The Oval, il tempio dei rosso-nero-verdi, quando una vittoria dei padroni di casa del Glentoran avrebbe decretato la fine delle speranze per i Blues. In un match davvero infinito e indeciso fino all’ultimo secondo, davanti a 12.000 persone, fu un ex dei Blues, Chris Morgan, a siglare la rete del 3-2 al minuto 93 e ad infrangere i sogni di gloria dei suoi vecchi tifosi. Insomma, una volta che si passa da Linfield, si resta vincenti. I tifosi Glens, con poco spirito sportivo, al termine della partita si riversarono in campo per cercare il contatto con i rivali, salvo imbattersi nella polizia, dando vita a duri scontri che si protrassero anche per le strade della città.

Chris Morgan Linfield Glentoran 2005
La rete decisiva di Morgan: Glens a quota 74, Blues secondi con 72 punti (Fonte: Belfast News Letter)

Sebbene l’ultimo confronto tra le Belfast Big Two abbia visto trionfare i Glens per 3-1, è il Linfield a vantare il maggior numero di vittorie nella stracittadina, 227 in 466 sfide, dal lontano 1887, anno del primo incontro tra i due club, ad oggi. L’ennesimo di una lunga lista di record per il Linfield Football Club, che sale assieme ai Glasgow Rangers sull’Olimpo dei club europei con più campionati vinti.

Linfield e Rangers, the Blues Brothers

Tra Rangers e Linfield però, c’è un legame che va oltre i numeri, i record e i trofei. Le due squadre infatti, assieme al Chelsea, fanno parte dei Blues Brothers, un trio di tifoserie gemellate, unite non solo dai colori ma anche dallo stesso credo e dagli stessi ideali. Se i Gers si definiscono “The quintessential British Club”, i Blu di Belfast non sono da meno, anzi. Il Linfield rappresenta per i propri tifosi l’ultimo baluardo di “Britishness” in una terra sempre più filo-repubblicana, anche se, come abbiamo visto, questa forte identità porta spesso a scontri con le fazioni opposte o addirittura ad episodi di settarismo, aspramente condannati dalle istituzioni. Con il Linfield campione in Ulster, i Rangers in Scozia e il Chelsea in Europa, possiamo dire che il 2021 sia stato l’anno d’oro dei Blues Brothers!

The Double

Il Linfield ha chiuso la stagione con un primato che nemmeno gli amici di Glasgow e Londra sono riusciti a raggiungere, il Double. In soli 5 giorni, i Blues di Belfast sono stati capaci di battere il Larne per 2-1 con reti di Shayne Lavery e di un immenso Joel Cooper, sollevando la 44esima Irish Cup della loro storia.

Mentre martedì 25 maggio, al Coleraine Showgrounds è andato in scena l’incontro decisivo tra prima e seconda forza della Danske Bank Premiership nord irlandese, che ha incoronato ancora una volta il Linfield campione dopo un pareggio per 1-1 consumatosi nei primi 45 minuti. I capitolini hanno aperto le danze con un gol di Mark Haughey al 14’, al quale ha risposto Curtis Allen al 36’. Poi più nulla in quel di Coleraine, dove i Blues attendevano soltanto il fischio finale per poter festeggiare e porre la ciliegina sulla torta di una fantastica stagione.

Stagione che bomber Shayne Lavery non dimenticherà facilmente, dato che il 22enne nativo nord irlandese è stato insignito del premio giovane dell’anno e giocatore dell’anno per i NI Football Awards, impresa riuscita soltanto a 3 giocatori, uno dei quali è Stuart Dallas, attuale stella del Leeds United del Loco Bielsa. Non c’è dubbio che per una squadra vincente come il Linfield Football Club la testa sia già ai preliminari di Champions League, per provare a ripetere l’impresa del 1966-67, quando, nell’allora Coppa dei Campioni, i Blues raggiunsero i quarti di finale, fermati poi dal CSKA Sofia.

Quella di oggi è un’altra coppa, il calcio di oggi è un altro calcio, addirittura il mondo in cui viviamo è completamente diverso, i soldi fanno sempre più la differenza, soprattutto negli sport. Ma quello che i ragazzi del Linfield mettono in campo va oltre al denaro, non lo si può comprare. Il cuore, il sudore, la grinta e l’attaccamento alla maglia blu sono valori che in quel di Belfast si imparano dalla nascita, perché il Linfield FC è più di una squadra di calcio. Questa è la più grande vittoria, al di là di ogni risultato.


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Fonte copertina: Linfield FC – account Twitter

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