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Pierre-Emile Højbjerg: tra Nadir e Zenit

Højbjerg è uno dei punti cardine degli Spurs quest’anno. Arrivato sotto traccia in estate, è diventato subito uno dei fedelissimi di Mourinho. Ma lo Special One non è l’unico ad apprezzarlo…

Pierre-Emile Højbjerg si è preso il Tottenham, senza se e senza ma. Dietro la partenza sprint dei londinesi non c’è solo il grande lavoro di Mourinho o le eccellenti prestazioni del duo Son-Kane. Chi garantisce equilibrio e sostanza agli Spurs è il roccioso mediano danese acquistato in estate. Arrivato in sordina, per l’ormai modica cifra di 20 milioni di euro, l’ex capitano del Southampton è entrato a gamba tesa nelle grazie dei tifosi e del suo allenatore. Mourinho stravede per lui, e sembra non poterne più fare a meno.

Un inizio niente male

Gregario instancabile, ma anche abile nel fraseggio, abbina una cospicua stamina e un’invidiabile stazza fisica ad un piede destro abbastanza educato. Højbjerg sta già macinando grandi prestazioni e numeri importanti. Terzo in Premier League per passaggi riusciti, ben 704, con una media dell’88,8%. 32 tackle messi a segno, 63 duelli vinti e 1 assist. In più è uno dei maggiori stakanovisti del campionato inglese. Fino ad ora non ha perso neanche un minuto, sempre presente in ogni partita. Insieme a Sissoko forma una diga invalicabile per gli attaccanti avversari. Numerose volte Mourinho aveva fatto presente ai piani alti di non avere un giocatore con quelle caratteristiche in mezzo al campo. La società sembra aver accontentato il tecnico portoghese, regalandogli un giocatore forte mentalmente, abile tecnicamente e con doti fisiche straordinarie: in perfetto stile Mou.

Un punto di incontro

È buffo pensare che Højbjerg sia uno dei pochissimi punti di accordo tra due filosofie di calcio completamente differenti. Perché se Mourinho è il tecnico che gli sta garantendo la conferma nel panorama inglese ed europeo, a catapultarlo in questa dimensione è stato proprio il suo peggior nemico, Pep Guardiola. Con l’arrivo del tecnico spagnolo al Bayern Monaco nel 2013, Højbjerg è stato chiamato ad allenarsi in pianta stabile in prima squadra, con la quale ha potuto iniziare a calcare i primi campi importanti della sua carriera. Guardiola era stregato dalle qualità del mediano danese, e tra i due è nato un importante rapporto di amicizia e sostegno. Fu proprio il coach ex Barcelona una delle figure di riferimento per il recupero psicologico di Højbjerg quando, appena diciottenne, apprese la notizia del cancro allo stomaco del padre.

I paragoni

Se l’attuale allenatore dei Citizens lo vedeva come il nuovo Busquets, per ora Højbjerg sta rappresentando quello che Makelele era per il Chelsea di Mourinho (ne abbiamo parlato qui). Per mettere tutti d’accordo, il suo stile di gioco è assimilabile a quello di N’Golo Kanté, con qualche chilo in più di robustezza. Su di lui si è espresso anche Berbatov, evidenziando in poche ma dirette parole le qualità del danese: “Højbjerg is a f*cking bully”. Paragoni a parte, quando ricevi apprezzamenti da due tecnici che hanno fatto la storia del calcio degli ultimi anni, qualcosa vorrà pur dire. Højbjerg ha tutte le capacità per diventare un elemento importante per gli Spurs.

Højbjerg Tottenham
Lo Special One carica a modo suo Højbjerg (Fonte: football.london)

Mourinho ringrazia, mentre il Tottenham vola, con Højbjerg, in vetta alla Premier League.


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Fonte immagine di copertina: TEAMtalk

Di Gualtiero Sanapo

Mangio pane e calcio da quando sono in fasce, e questa dieta non mi ha ancora stufato. Amo le statistiche, vado pazzo per le curiosità.

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