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Analysis: Il derby di Berlino

L’analisi del derby di Berlino tra Hertha e Union del 4 dicembre 2020, che ha visto i primi vittoriosi grazie ad un super Piątek.

Derby di Berlino numero 3 in Bundesliga. Hertha e Union Berlin vivono due situazioni diametralmente opposte. I primi sono ancora alla ricerca di un’identità definita dopo una serie di acquisti interessanti nel mercato estivo. I secondi sono il miglior attacco della Bundes dopo il colosso Bayern.

Derby di Berlino time

Entrambe arrivano al derby di Berlino dopo un pareggio. Gli ospiti hanno rischiato di perdere il match contro l’Eintracht dopo essere passati in vantaggio di due gol nei primi 6 minuti, salvo poi riacciuffare la partita all’ultimo grazie a Max Kruse. L’Hertha è riuscito a mantenere la porta inviolata contro un Bayer Leverkusen poco cinico che però, ad essere onesti, meritava la vittoria.

L’inizio di partita è stato completamente dominato dall’Union, che al 20’ passa meritatamente in vantaggio con il gol di Awoniyi, bravo a concludere, seppur goffamente, sulla precisa imbeccata di Kruse. Il tedesco è il leader tecnico della squadra, e contribuisce alla creazione di xG (0,56/90 minuti) e xA (0,30/90 minuti) più di qualsiasi altro compagno di squadra. L’espulsione di Andrich al 23’ ha avuto un peso importantissimo sul proseguo del match. La scelta di Fischer di cambiare modulo, passando dal solito 4-2-3-1 ad un camaleontico 3-4-1-2, si è rivelata vincente nei primi 20 minuti. Questo ha garantito non solo maggiore ampiezza, ma soprattutto un possesso palla più fluido per gli ospiti. Dall’altro lato, la scelta di inserire Tousart sulla linea dei trequartisti con Matheus Cunha e Darida si è rivelata poco efficace. Non a caso il francese è stato sostituito ad inizio secondo tempo per lasciare spazio a Dilrosun.

La rete con cui l’Union Berlin si porta in vantaggio: Boyata non perfetto, ma si riscatterà in corso d’opera

I problemi dell’Hertha

Il principale problema dell’Hertha è la scarsa capacità di dominare le partite, anche quando la squadra si trova in vantaggio. Il motivo può essere l’assenza di un vero e proprio play, un giocatore in grado di dettare i tempi di gioco e “rilassare” il possesso anche nelle situazioni di forte pressione dell’avversario. In questo senso due giocatori come Stark e Guendouzi, schierati ieri come mediani del 4-2-3-1, appaiono poco funzionali per una squadra che, sulla carta, ha sulla trequarti giocatori di qualità che potrebbero beneficiare della presenza di un metronomo alle loro spalle.

Nonostante l’espulsione, l’Union è comunque stata in grado di difendere bene gli spazi, costringendo spesso l’Hertha a cercare soluzioni nella zona centrale. Proprio da un’azione individuale di Cunha è nato il gol dell’1-1 di Pekarík che, seppur con un po’ di fortuna (presente anche nei restanti due gol), è riuscito ad insaccare dopo la corta respinta di Luthe. Il primo gol testimonia le difficoltà dell’Hertha nel trovare spazi e soluzioni alternative, finendo spesso per affidarsi alle giocate individuali dei giocatori con più qualità. Parliamo in particolare di Matheus Cunha, che nelle prime 10 giornate di Bundesliga ha già messo a segno 6 gol e 2 assist. Il brasiliano è il migliore dei suoi per quanto riguarda gli xG (0,40/90 min.) e gli xA (0,21/90 min.): numeri che da soli sono superiori a quelli di Lukebakio, Tousart e Darida.

Senza dubbio la densità prodotta dall’Union negli ultimi 30 metri ha limitato le iniziative offensive dell’Hertha. Al contempo anche la squadra di casa è stata capace di non concedere spazi (complice, naturalmente, l’inferiorità numerica degli ospiti) e continuare a portare uomini nell’area di rigore avversaria. Buona la prestazione del difensore belga Boyata. Dopo l’errore di posizionamento in occasione del primo gol, è stato bravo a condurre e tenere alta la linea difensiva nel corso del secondo tempo.

La svolta del match

La scelta di Labbadia di rinunciare a Darida in favore di Piątek si è rivelata decisiva. Il centravanti polacco ha garantito un livello di produzione offensiva ben più alto rispetto a quello raggiunto nel corso dei primi 45 minuti. Piątek ha aperto gli spazi per le avanzate dei compagni, in particolare di Dilrosun, riuscendo a fornire sempre un riferimento centrale ai compagni e ad attirare la marcatura dei centrali difensivi dell’Union, che ha sofferto particolarmente il ritmo più elevato della manovra. Gli ospiti hanno pagato la scarsa profondità, dovuta all’uomo in meno, ed hanno concesso sempre più spazio agli avversari, finendo per condensarsi negli ultimi 16 metri. È curioso il fatto che i due gol di Piątek siano arrivati entrambi da dentro l’area di rigore, la zona con la più alta densità di maglie rosse.

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Il primo nasce da una buona discesa di Dilrosun, bravo a mettere un cross rasoterra (per la verità, non particolarmente irresistibile) su cui il polacco si fionda e batte Luthe grazie anche alla deviazione decisiva di Griesbeck. Il secondo gol ricorda un po’ quelli dei tempi del Genoa, quando il numero 9 era una sentenza negli ultimi 15 metri. Altra ottima iniziativa sulla sinistra di Dilrosun, palla verso Lukebakio intercettata da Ryerson, conclusione di prima del “Pistolero” che si insacca nell’angolino.

E.. senza l’espulsione?

Volendosi sbilanciare, si potrebbe dire che in una situazione di parità numerica l’Hertha difficilmente sarebbe uscito vittorioso da questo derby di Berlino.

I motivi di questa affermazione sono essenzialmente due. Il primo è che l’Union è una squadra che si difende molto bene, coprendo gli spazi e creando la giusta densità nelle zone più delicate come gli half-spaces – anche con un uomo in meno. A testimonianza di ciò intervengono gli 11 gol subiti dalla squadra di Fischer prima di questa partita, che la rendevano la quarta miglior difesa del campionato alle spalle di Lipsia (6), Wolfsburg (8), Bayer Leverkusen e Borussia Dortmund (9). Il secondo motivo è la presenza di Ingvartsen alle spalle dei due attaccanti. Il numero 32 creava non poche apprensioni alla retroguardia dell’Hertha, che, nei primi 23 minuti, si è ritrovata spesso con uno dei due centrali difensivi fuori posizione, costringendo i mediani (quasi sempre Guendouzi) a ripiegare per coprire il buco creatosi, come in occasione del primo gol.

Il campionato di Hertha e Union Berlino è ancora tutto da decidere. I tifosi neutrali sperano che i secondi riescano a confermare l’ottimo livello di gioco prodotto nel corso del primo trimestre di Bundes. E che i primi intervengano sul mercato per accaparrarsi un playmaker che fornisca garanzie. È stato un derby di Berlino davvero piacevole.


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Di Davide Deffenu

Nato a Sassari, studio Economia e Management a Bologna. Appassionato di tattica, sono quello che segue le partite più improbabili.

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