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Boulaye Dia, tu non deluderci

Boulaye Dia è rimasto deluso tante volte da piccolino. Adesso è un calciatore professionista, impressiona Mané e lotta con Mbappé per la classifica cannonieri in Francia.

Lo Stade de Reims, dopo uno splendido piazzamento per l’Europa League, mancata ai preliminari, questa stagione sta un po’ arrancando. Ma c’è un giocatore che, invece, sembra essere definitivamente esploso, uno di quei nomi di cui si parla sempre poco, nonostante la quantità di reti realizzate. Boulaye Dia è vicino, tra goal e assist, a contribuire ad almeno il 50% dei goal realizzati dalla squadra rossobianca in stagione. E sfida principalmente Kylian Mbappé per salire sul trono dei cannonieri transalpini. Sarebbe un grande risultato per un classe 1996 che fino a pochi anni fa giocava nella quarta serie francese.

Non è mica facile

Una corsa ad ostacoli la sua, iniziata fin da quando era un ragazzino. La passione naturalmente non è mai mancata, ma gli stage andati male a causa della sfortuna o per la corporatura gracile hanno fatto il resto.

Intorno ai 12 anni Dia viene invitato a una prova di due giorni a Saint-Étienne. Alle 9 del mattino, la macchina dove sono Dia e suo papà si rompe al casello autostradale. I due chiamano un taxi per ritornare a Oyonnax e non per raggiungere Saint-Étienne. È troppo tardi, e i Verts non lo richiamano più. Qualche annetto più tardi è il Lione a deluderlo. Dopo aver fatto un test del polso per valutare la crescita futura, gli sentenziano che avrebbe avuto poche possibilità di diventare un calciatore, dato che non sarebbe cresciuto molto sia di fisico che di altezza.

Ci sarebbe una mezza occasione di giocare in Galles ma, crescendo, diventare calciatore non diventa la sua priorità. Il sogno viene costantemente alimentato, ma prima c’è da lavorare per aiutare tutta la sua famiglia a vivere. Nonostante Boulaye sia il sesto di sette fratelli, quindi uno dei più piccolini, non vuole far mancare il suo contributo.

Non avrebbe mai immaginato, all’alba del 2018, di poter mai ritagliarsi uno spazio tra i grandi club di Ligue 1. Invece, sarà proprio l’anno giusto per la sliding door della sua vita. Perché, in fondo, Boulaye Dia ci ha sempre creduto e ha coltivato con umiltà e in silenzio, prendendo tante batoste, il suo sogno.

Adocchiato da Mathieu Lacour, direttore generale del Reims, firma il grande passaggio della sua carriera, ringraziando il piccolo club del Jura Sud che gli ha permesso di farsi notare ai grandi. Ha poco più di vent’anni e tanta strada da macinare, con un due mantra: umiltà e divertimento.

Nel calcio dei grandi

Dopo aver accumulato una buona esperienza nelle ultime stagioni, Boulaye Dia sta tenendo a galla a suon di reti il Reims, formazione dall’antico blasone e dall’attuale cronica altalena di risultati. Nelle prime sette partite del 2020/2021, il club raccoglie cinque sconfitte e solamente due pareggi. La scossa è giunta all’ottavo turno, contro il Montpellier: vittoria per 4 a 0 in trasferta e prestazione da applausi per Dia, punta centrale per natura ma schierabile, come in questa occasione, da ala destra nel più classico dei 4-3-3.

Tre gol, due dal dischetto, uno invece propiziato da un elegante controllo con la coscia destra, utilizzato per dribblare il portiere del Montpellier. Il Reims rialza la testa e vince anche la partita successiva, contro lo Strasburgo, per due a uno. Dia in quell’occasione non timbra il cartellino, ma si sarebbe rifatto con ben due gol nel successivo turno, contro il Lens. Un match dal sapore agrodolce: avanti 4 a 2 ad un soffio dal 90′, il Reims si fa acciuffare dall’incredibile doppietta di Florian Sotoca in zona Cesarini.

Boulaye Dia Reims
Dia dal dischetto contro il Montpellier. (Foto: IG Boulaye Dia)

Non ci voleva, il club viene risucchiato nel vortice di inizio stagione, totalizzando un punto nelle successive quattro partite, uno zero a zero contro il Nizza. Dia studia manuali di leadership in zona offensiva, e studia bene. I ragazzi di David Guion tornano alla vittoria nel match casalingo del 16 dicembre, imponendosi per 3 a 2 contro il Nantes: qui Dia si conferma cecchino su calcio di rigore realizzando il gol del 2-1 dal dischetto al 72′. No, no. Non batte solo i rigori.

Arriveranno altre tre marcature per lui, una contro il Bordeaux, con tanto di assist, altre due nella partita vinta per 3-1 contro il Saint-Étienne: il secondo è pura intelligenza da numero nove, con Dia che riesce a sbucare alle spalle dei centrali, su un cross rasoterra, senza che questi possano far nulla per fermarlo. Dopo rispettivamente 3 e 7 goal in totale nelle prime due stagioni con la squadra della provincia dello Champagne, Boulaye è già in doppia cifra di goal quest’anno.

Boulaye Dia ha folgorato Mané

Dia è un giocatore delizioso per la qualità nel tocco, con una capacità innata di realizzare gol fondamentali nel claudicante cammino dello Stade de Reims e, al contempo, con ottime doti in fase di rifinitura. Glaciale sotto porta e dal dischetto, il suo stile di gioco è veloce e guizzante, adornato da qualche bel dribbling.

Un talento sbocciato gradualmente, dotato di una fisicità in netta crescita che lo aiuta nei duelli con gli avversari, anche se, in verità, questo aspetto è migliorabile. Basta visionare alcuni filmati, però, per accorgersi di quanto Dia sia forte in campo aperto e nel dribbling in un fazzoletto di terra. Quando calcia, fa male. Sta entrando nei suoi anni migliori e può davvero diventare un buon attaccante, moderno, che tende ad abbassarsi e a partire da lontano, nonché abile nello scartare l’avversario: un bomber a tutto campo insomma.

Il suo percorso irto di ostacoli gli ha permesso di maturare una forza mentale immensa, con tanto carattere da vendere. Boulaye è sempre rimasto fedele ai suoi valori e alle sue idee e sicuramente, se dovesse esplodere, la sua esperienza di vita lo aiuterà a rimanere con i piedi per terra.

Negli ultimi mesi del 2020 ha fatto il suo esordio per la nazionale senegalese, anche se è nato e cresciuto in Francia.

Questo perché il Senegal è il paese dei miei genitori, è dove sono nati. È anche il mio paese, in fondo. Indossare la maglia del Senegal è motivo di orgoglio per tutta la mia famiglia. È stato molto emozionante indossare la maglia della Nazionale per la prima volta, ha reso tutti felici”.

E se uno come Sadio Mané è rimasto davvero impressionato dall’attaccante del Reims, suggerendogli di scegliere bene la prossima mossa in futuro, vuol dire che il potenziale c’è eccome.

Voci insistenti vorrebbero squadre di Premier, e non solo, sulle sue tracce. Quel che pare scontato è che non rimarrà ancora per molto alla corte del Reims. È rimasto deluso in passato, adesso in molti si aspettano tanto da lui. Boulaye Dia, adesso non deluderci tu.


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Fonte foto di copertina: IG Boulaye Dia

Di Luigi Della Penna

Classe 1996, mi definisco un cacciatore di storie e un mendicante di emozioni. Il calcio è vita, ma un'esistenza senza football non sarebbe la stessa cosa.

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