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Il ritorno in Europa dello Stade de Reims

Dopo mezzo secolo caratterizzato da fallimenti sportivi e societari, lo Stade de Reims ritornerà in Europa dopo 57 anni.

Correva l’anno 1948. A Reims, si respirava un’aria di stentata ripresa: le ferite della guerra bruciavano ancora, ma c’era voglia di rinascere. L’occasione migliore per riemergere dalle macerie la offrì la squadra di calcio locale, lo Stade de Reims. Per un decennio la squadra poté contare su giocatori di grandissimo calibro come il difensore Robert Jonquet e soprattutto sull’ attaccante Raymond Kopa, una vera e propria bandiera dei rouges et blancs, a cui è intitolato il centro sportivo.

In quegli anni, il Reims si affermò come una delle squadre più forti di Francia, vincendo diversi titoli nazionali e anche il primo trofeo internazionale: la Coppa Latina, la “nonna” della Champions League. Inoltre partecipò alla Coppa dei Campioni, arrivando due volte in finale e perdendo due volte contro il Real Madrid del leggendario Alfredo Di Stéfano.

La leggenda Raymond Kopa( fonte: transfermarkt)

Mai arrendersi

Dal 1962, anno dell’ultimo campionato vinto, è iniziata una parabola discendente, culminata con il fallimento. La rinascita del Reims si è basata sull’Académie, il settore giovanile, pronto a sfornare i nuovi crack del calcio francese.

Con questo DNA, il Reims ritorna in Ligue 1 nel 2012. Dopo un 2019 terminato all’ottavo posto, nessuno si aspettava nulla dalla stagione successiva. In estate il club ha fatto cassa con la vendita di calciatori importanti come il portiere Mendy, i difensori Engels e Fontaine, e il trascinatore Pablo Chavarria. I nuovi innesti si rivelano degni dei predecessori. Su tutti, stupiscono le prestazioni del portiere serbo Rajkovic, prelevato dal Maccabi Tel Aviv, e del mediano Munetsi. Esplode, inoltre, il talento dei giovani El Bilal Tourè e Boulaye Dia, 10 gol in due sui 26 realizzati in 28 partite: 3 per il 18enne del Mali e 7 per il classe 96′ francese.

Risultato finale: quinto posto ed Europa League.

Il non calcio-champagne

Reims è la città produttrice dello champagne, il vino più famoso al mondo. Il gioco espresso dalla squadra di David Guion, ex allenatore dell’Académie, però, è tutt’altro che spumeggiante. Le parole chiavi sono sacrificio e sudore, con tutti i giocatori chiamati in trincea a difendere. Testimonianza della coriacea difesa del Reims è Rajkovic. Il portiere serbo chiude la stagione con 18 gol subiti, 12 porte inviolate – record in campionato – e l’invidiabile primato di 4 rigori parati in stagione. Prelevato per soli cinque milioni, si è rivelata un’autentica saracinesca.

Pedrag Rajkovic, la saracinesca del Reims( fonte: sito ufficiale Stade de Reims)

Ma ciò che rende terribilmente efficace e cinico lo stile del Reims sono le ripartenze letali in contropiede. I protagonisti spesso sono stati Moussa Doumbia e Hassan Kamara, due vere e proprie frecce. Dalla prossima stagione il duo si separerà: il Nizza infatti si è appena aggiudicata le prestazioni di Kamara per 5 milioni. A prendere la sua eredità sarà Nathanaël Mbuku, l’ennesimo prodotto del vivaio. Da poco maggiorenne, ha appena rinnovato fino al 2023.

Le grandi prestazioni sono date anche da elementi di spiccata esperienza: il 36enne Romao e il 29enne Chavalerin hanno formato, con Munetsi, una barriera in mezzo al campo. In attacco abbiamo già citato l’esplosività di El Bilal Tourè e Boulaye Dia, i veri assi della manica del Reims.

Ligue 1 2019/20

Grazie a questo stile tattico, il Reims si è concesso diverse gioie nell’arco della stagione, soprattutto ai danni delle big di Francia. Chiedete al PSG, il quale è stato battuto proprio dalla compagine di David Guion in casa, unica squadra a riuscire in questa impresa quest’anno.

In una calda serata di fine settembre, il Parc des Princes viene espugnato 0-2 grazie alle reti di Doumbia e Dia. In quell’occasione, il Reims ha avuto solo il 28% del possesso palla ma ha tirato più dei parigini, sfruttando tanti contropiedi.

Dia, il trascinatore dello Stade de Reims( fonte: sito ufficiale Stade de Reims)

Non è stata però un’eccezione: il Reims infatti si è comportato da grande con le grandi, sconfiggendo le ben più quotate Marsiglia, Rennes e Lille

La squadra del presidente Jean-Pierre Caillott, in carica dal 2004, tornerà dunque in Europa a partire dalla prossima stagione. L’obiettivo è chiaro: riconquistare la fama non solo a livello nazionale, ma anche fuori dai confini francesi. Quando si parla di Europa non si può che riavvolgere il nastro e tornare agli anni d’oro, a quelli del primo scudetto nel 1948, a quelli di Kopa e delle magiche notti europee.

Nell’attesa, lo champagne nelle case di Reims, è già pronto. 


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Fonte copertina: sito ufficiale Stade de Reims

Di Francesco Romeo

Napoletano, classe 2002. Studente di Scienze della Comunicazione e nel tempo libero parlo di sport, vista la mia incapacità a praticarli

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