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Come Wembley ha dato il suo nome ad una squadra di calcio

Sorto nell’omonimo quartiere di Londra e presso l’omonimo stadio, il Wembley FC è una realtà tanto curiosa quanto poco nota al grande pubblico nel panorama calcistico della capitale britannica.

Se il Wembley Stadium, lo stadio londinese conosciuto come il tempio del calcio inglese, è famoso in tutto il mondo, certo non si può dire altrettanto della squadra di calcio che porta, curiosamente, il suo nome: il Wembley Football Club. Chiamato semplicemente Wembley FC, il club ha sede nell’omonimo quartiere situato nella zona nord-ovest della capitale inglese. Per risalire alle sue origini bisogna fare un salto indietro nel tempo, fino agli anni del secondo Dopoguerra.

Dalla possibilità alla realtà

Fu in quel periodo di rinascita, infatti, che gli abitanti del luogo, ricolmi di speranza e fiducia verso il futuro, hanno iniziato a chiedersi perché l’area limitrofa al mitico e leggendario impianto calcistico non avesse una propria squadra locale. Fu così che, in breve tempo, si è passati dalle parole ai fatti. O, come recita il motto latino del club “A Posse Ad Esse”, dalla possibilità alla realtà. I coraggiosi fondatori hanno scelto di giocare con maglie rosse per le gara casalinghe e bianche per le gare in trasferta. Inoltre, hanno adottato il simbolo del leone, prendendo ispirazione dallo stemma del vecchio Borough of Wembley. Questa affascinante storia di football inglese, nata all’ombra delle due torri del vecchio Empire Stadium dall’idea romantica di poche persone, ha preso avvio nel 1946 ed ha sempre avuto una connotazione amatoriale.

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Nonostante ciò, il club ha potuto prendere parte, annualmente, anche ai primi turni estivi di qualificazione della FA Cup. Durante gli anni Novanta il Wembley ha fatto registrare le sue migliori performance nella più antica delle competizioni inglesi. Nella stagione 1992-93 raggiunse il quarto turno di qualificazione, prima di essere eliminato dal Nuneaton FC solo dopo tre replay. Nel 1994-95, invece, quasi eguagliò il risultato di due anni prima, venendo eliminato al terzo turno di qualificazione. Con la ristrutturazione dei campionati della non-league nel 2005, il Wembley si iscrisse alla Combined Counties League, dove ancora milita attualmente. Si tratta di un campionato regionale in cui partecipano formazioni amatoriali del sud-est dell’Inghilterra, corrispondente alla nona serie della piramide del calcio inglese.

Ovviamente per le partite casalinghe dei Lions, come vengono chiamati i giocatori, non viene utilizzato il vicino stadio omonimo, ma è sufficiente il Vale Farm, un piccolo stadio che ha una capacità di 2.450 posti e che è stato utilizzato come sede per gli allenamenti della Nazionale di calcio inglese in occasione della Coppa del Mondo del 1966, disputata in Inghilterra.

Una figura chiave del Wembley: Malcolm Allison

Alla storia del club è legata, seppur in modo marginale, la figura di Malcolm Allison, uno dei più intriganti ed iconici giocatori del calcio inglese. Trascorse gran parte della carriera nel West Ham al fianco dell’indimenticato Bobby Moore, prima che la tubercolosi lo fermasse. A quel punto, Allison cominciò la sua carriera da allenatore. In un primo momento guidò la squadra dell’University of Cambridge; poi, dal novembre 1962, la formazione del Wembley.

Big Mal (fonte: https://amp.mancity.com/news/club/man-city-dna-99-malcolm-allison-63725235)

All’epoca, però, il cosiddetto “Big Freeze”, il rigido inverno che colpì l’Inghilterra quell’anno, impedì temporaneamente la disputa degli incontri dei Lions. Il suo nuovo ruolo ha comunque concesso ad Allison la possibilità di sperimentare tecniche di allenamento rivoluzionarie, perfezionate successivamente nel corso della carriera, prima come assistente di Joe Mercer e poi come suo successore, durante gli anni di gloria del Manchester City tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70.

Un nuovo inizio: Terry Venables e i suoi scudieri

Un anno importante nella storia del club è stato, indubbiamente, il 2012. La società fu acquistata dalla multinazionale della birra Budweiser, all’epoca già principale sponsor della FA Cup. L’accordo prevedeva un ammodernamento delle strutture sportive, la consegna di un bus per la squadra e la promozione e lo sviluppo del club nella popolosa comunità del quartiere di Wembley. Dopo questa svolta, varie figure dall’importante passato calcistico hanno legato il proprio nome a questa realtà.

Il club ha sottoscritto un accordo di collaborazione con Terry Venables, giocatore con le maglie di Chelsea, Tottenham e QPR e poi allenatore del Barcelona e del Tottenham. Proprio l’ex commissario tecnico della Nazionale inglese ad Euro ’96 è stato il promotore del reclutamento, per l’annuale campagna di FA Cup, di numerose ex stelle che hanno militato ai più alti livelli del calcio inglese. A questa chiamata hanno risposto con grande entusiasmo Martin Keown, Ray Parlour, Graeme Le Saux, l’argentino Claudio Caniggia e lo statunitense Brian McBride. Anche l’ex portiere dell’Arsenal, David Seaman, si mostrò interessato dal progetto e accettò l’invito a diventare allenatore dei portieri.

Con l’utopia, neanche troppo nascosta, di disputare la finale nello stadio di Wembley e magari vincere il titolo, iniziava l’avventura dei ragazzi di Venables nell’edizione 2012-13 della FA Cup. Nell’Extra preliminary round, il primo turno del torneo giocato ad agosto, il primo avversario fu il Langford che venne sconfitto al Vale Farm 3-2, con tutte le ex stelle in campo, trascinate in attacco da Caniggia, autore di un gol un assist. L’avventura, che prometteva un cammino decisamente più lungo, si concluse, però, al turno successivo. Dopo il pareggio 2-2 sul campo dell’Uxbribge, nel replay giocato il casa il Wembley fu eliminato in seguito ad un sonoro 0-5, che pose fine ai sogni di gloria.

Wembley FC David Seaman
Quali vecchie glorie avete riconosciuto nella foto? (Fonte: Wembley FC official website)

L’AFC Wembley e la bella favola di Tyrick Mitchell

Oltre al FC Wembley, dalle parti di Londra esiste un’altra splendida realtà calcistica che per scegliere il proprio nome si è ispirata al mitico stadio. Si tratta dell’AFC Wembley, attivo solamente a livello giovanile. Il club, fin dalla sua fondazione nel 2007, si è sempre impegnato a fornire un posto sicuro ed un ambiente di apprendimento piacevole ai bambini e giovani iscritti. Il team degli istruttori ha, come obbiettivo principale, quello di garantire ai calciatori tutte le esigenze, le attenzioni e i mezzi per favorire la loro crescita a livello sportivo ma, soprattutto, umano.

Proprio all’interno di questo stimolante ambiente è cominciata la bella favola di Tyrick Mitchell. Oggi corre veloce sulla fascia con la maglia del Crystal Palace, ma ha avuto un’infanzia tutt’altro che facile e spensierata. Con il padre finito in carcere e la madre costretta a lavorare tutto il giorno, il piccolo Tyrick non poteva allenarsi. L’unico centro sportivo vicino era quello dell’AFC Wembley, dove ha iniziato a dare i primi calci al pallone. Con una grande e passione voglia di emergere ha superato qualsiasi ostacolo e difficoltà, riuscendo ad entrare nelle giovanili del Brentford.

Nella squadra youth del club biancorosso è rimasto per quattro stagioni. Quindi il Crystal Palace lo ha inserito nella sua Academy gratuitamente a partire dal 2016. Nel 2020 Mitchell ha esordito con il club rossoblu in Premier League; nel marzo 2022 ha coronato il sogno di giocare con la Nazionale inglese. A Londra, dalle parti di Wembley, la passione per questo sport pulsa come non mai nelle vene degli abitanti. E non solo per lo stadio più famoso del mondo! 


Immagine di copertina realizzata da PSM SPORT, base tratta dal profilo Twitter del Wembley FC

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