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You’ll Never Walk Alone

Un trofeo a lungo agognato,quello della Premier League. La prima Premier conquistata dal Liverpool, dato che nel 1990 si parlava ancora di First Division. Giornata di festa per i Reds: oggi più che mai You’ll never walk alone.

When you walk through a storm
Hold your head up high
And don’t be afraid of the dark
At the end of the storm
Is a golden sky
And the sweet silver song of a lark
Walk on through the wind
Walk on through the rain
Though your dreams be tossed and blown
Walk on walk on with hope in your heart
And you’ll never walk alone
You’ll never walk alone
Walk on walk on with hope in your heart
And you’ll never walk alone.

You’ll never walk alone: una canzone che diventa uno stile di vita, anzi, diventa essa stessa vita. You’ll never walk alone è il cuore pulsante di Anfield e dei Reds, le sue note i battiti, le sue parole un’unica voce armoniosa e compatta. È difficile non innamorarsene, forse impossibile non ammirare con un pizzico di commozione quei pochi minuti in cui Anfield prende vita per caricare i suoi beniamini.

La nascita di un mito

You’ll never walk alone nasce nel 1945 dal duo Richard Rodgers e Oscar Hammerstein per il musical Carousel. I testi delle canzoni scritte dalla coppia frutterà, in ambito cinematografico, la bellezza di ben 15 premi Oscar. Il musical ha immediato successo a Broadway, così come la canzone, che ebbe numerose cover, tra le quali spiccano quelle di Frank Sinatra, Elvis Presley e un gruppo che sbancherà il botteghino del Regno Unito nei primi anni ’60, i Gerry and the Pacemakers

Comincia proprio con i Gerry and the Pacemakers la leggenda di questa canzone, sebbene sia riduttivo definirla in questo modo. Il 45 giri della band di Liverpool esce nel 1963 e riscuote immediatamente enorme successo in patria. Il leader della band, Gerry Madsen, ne regala una copia al manager del Liverpool, il leggendario Bill Shankly. Il più grande allenatore della storia dei Reds rimane stregato dalla canzone, che così inizia a farsi strada ad Anfield Road e nei cuori di ogni tifoso del Liverpool, diventando l’inno ufficiale nello stesso anno. 

Un match storico

Il momento in cui la canzone entra nella storia del calcio arriverà due anni più tardi, nel 1965. Finale di FA Cup al mitico Wembley di Londra. Centomila spettatori assistono alla sfida Liverpool–Leeds United. Il Leeds United è in gran forma, arriverà secondo in campionato al termine della stagione; il Liverpool invece è spinto soprattutto dal calore dei suoi tifosi e dal loro tifo sfrenato.

Narratore super partes della partita è Kenneth Wolstenhome, storico commentatore della BBC. Non sa che quel 1 maggio 1965 sarà inciso a caratteri indelebili nella storia del football britannico e non solo.
Il Liverpool gestisce palla sulla trequarti avversaria, quando si alza il coro solenne dei tifosi dei Reds: Wembley si riempie dell’inno del Liverpool. Wolstenhome tace, lascia che anche i televisori di tutta l’Inghilterra trasmettano quelle parole: You’ll never walk alone è appena entrata nella leggenda. Lo sanno i giocatori, lo sanno i tifosi, lo sanno i telespettatori. Lo sa anche il Dio del calcio, dato che il Liverpool vincerà per 2-1, con il gol decisivo di St. John al minuto 117.

14 aprile 2016, quarti di finale di Europa League. Anfield si riempie delle note di You’ll never walk alone; a cantare, però, ci sono anche i supporter del Borussia Dortmund.

Anfield non dimenticherà mai il suo inno e il suo Bill Shankly. Si erge, solenne, su Shankly Gate quella sigla, accompagna tifosi di casa e ospiti ormai da più di cinquant’anni. Il mondo del calcio, prima di ogni partita, si ferma e contempla la voce della Liverpool calcistica. Ogni giocatore del Liverpool, quando calca il campo di Anfield, non è mai da solo.


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Foto di copertina tratta da: Goal.com

Di Matteo Cipollone

Sempre alla ricerca di una storia particolare da raccontare, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da scoprire. Amo studiare storia e rimango affascinato da quello che essa ci offre. Accumulo libri e talvolta li leggo pure. Unisco due belle passioni: il calcio e la scrittura.

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