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Saranno Vincenti

Saranno Vincenti: Scott Parker

Dopo una lunga carriera da centrocampista con squadre prettamente londinesi, Scott Parker allena dal febbraio 2019 il Fulham, la sua ultima squadra da calciatore. Nonostante un inizio difficoltoso, il 39enne sta impressionando tutti per il suo carisma e per le sue idee.

Londra non è solo la capitale dell’Inghilterra e del Regno Unito, nonché una delle città più affascinanti d’Europa, con i suoi verdeggianti prati e i suoi mastodontici monumenti. È soprattutto la capitale del football: nelle varie categorie calcistiche inglesi sono presenti ben 20 squadre londinesi, ciascuna trascinata da una tifoseria appassionata ed attaccata al proprio club. In un contesto così variegato, nel quartiere di Lambeth, il 13 ottobre del 1980 nasce Scott Matthew Parker.

Il giovane Scott s’innamora del pallone sin da subito, tanto che in occasione dei Mondiali del 1994 compare in uno spot di McDonald’s dove mostrava le sue abilità con il pallone. Ha solamente 13 anni.

Alti e bassi

Scott Parker, però, era famoso già prima di girare questo spot. Non ci pensa su a tesserarlo il Charlton Athletic, il quale lo ingaggia a soli dieci anni e lo porterà in prima squadra nel 1997. La concorrenza è folta e agguerrita, il minutaggio di Parker è scarso e così la società decide di mandarlo in prestito al Norwich, in Championship. In pochi mesi riesce a mostrare il suo talento e torna al The Valley, prendendosi la titolarità e successivamente anche la fascia di capitano.

Nel 2004 Scott Parker è uno dei giovani più interessanti del panorama calcistico inglese e il Chelsea sborsò ben 10 milioni di sterline per accaparrarselo. La sua avventura a Stamford Bridge, però, non è stata positiva: solo 15 partite giocate in due anni e 1 gol.

Parker chelsea
Scott Parker con la maglia del Chelsea

La delusione in maglia blues, però, si trasforma presto in voglia di riscatto per Scott. Eccezion fatta per quella parentesi biennale, Parker è riuscito a lasciare il segno con tutte le maglie che ha vestito, come Newcastle, West Ham, Tottenham e Fulham, spesso con la fascia da capitano al braccio. È riuscito anche ad aggiudicarsi alcuni premi individuali. È stato protagonista dell’Europeo 2012 con la maglia della nazionale inglese che arrivò ai quarti di finale, uscendo contro l’Italia. Cinque anni dopo, invece, disputa la sua ultima partita in carriera, contro lo Sheffield Wednesday, con la maglia dei Cottagers in Championship. Il suo palmarès recita: una storica First Division nel 2000 con la maglia del Charlton, una Premier League e una Coppa di Lega con il Chelsea nel 2005 e una Coppa Intertoto con il Newcastle nel 2006. Oltre 540 partite in carriera tra i professionisti, di cui ben 369 in Premier League, conditi da 24 gol e 18 assist nella massima serie inglese.

Ritorno a casa

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, il classe ’80 intraprende la carriera da allenatore. Viene assunto dal Tottenham, suo vecchio club, come nuova guida tecnica dell’U18 che può contare su profili come Oliver Skipp, Troy Parrot e Maurizio Pochettino, il figlio del tecnico argentino. Al termine della stagione, Parker lascerà gli Spurs per far ritorno al Fulham, fresco di promozione in Premier League, sotto le vesti di vice allenatore di Slaviša Jokanović. Nonostante una campagna acquisti molto esosa (più di 100 milioni spesi), i Cottagers non ingranano e si trovano sempre in fondo alla classifica. Neanche Claudio Ranieri, che ha sostituito l’allenatore serbo a novembre, riesce a dare la svolta. Cosa che, invece, fa il presidente Shahid Khan il 28 febbraio 2019, quando decide di promuovere il classe ’80 come primo allenatore .

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Scott Parker diventa allenatore del Fulham il 28 febbraio 2019

Si respira aria pesante in casa Fulham: a 10 giornate dal termine la squadra è al penultimo posto con 17 punti e con il morale a pezzi. Sicuramente si tratta di una sfida estremamente ostica per Scott, alla prima esperienza ad alto livello come allenatore. Con cinque giornate d’anticipo, alla fine, è arrivata la retrocessione in Championship. Nonostante l’impresa sia fallita, i ragazzi di Parker iniziano a mostrare sprazzi di un gioco fluido e dinamico, bello a vedersi. Arrivano anche le tanto agognate vittorie, ben tre nelle ultime cinque partite del campionato. La dirigenza è fiduciosa sul nuovo giovane allenatore: Parker ottiene la conferma anche per la stagione successiva.

La risalita

A differenza dell’annata precedente, Scott Parker ha la grande responsabilità di ricostruire un gruppo che possa esser subito competitivo per la promozione diretta. Fonda la nuova rosa intorno alle figure carismatiche del capitano Tom Cairney e della prima punta Aleksandr Mitrović. Arrivano elementi di grande spessore per la seconda divisione inglese: al difensore Michael Hector, scuola Chelsea, si aggiungono il cognato Harry Harter, in prestito dal Bournemouth, le ali Ivan Cavaleiro e Anthony Knockaert e l’ex attaccante del Cardiff Bobby Reid. Il mercato dà, il mercato toglie: tra i tanti che hanno deciso di proseguire la carriera lontano da Craven Cottage, sicuramente spicca Ryan Sessegnon, un giovane dal futuro luminoso, acquistato proprio dagli Spurs.

La squadra alterna momenti di grande forma a periodi di magra per la classifica, rimanendo sempre indietro rispetto alle due posizioni di testa occupate da Leeds e West Bromwich. Il Fulham chiude solo al quarto posto, valido per i play-off: un’altra chance per centrare la promozione in Premier League. I bianconeri sono incostanti anche nelle due coppe nazionali: mentre in Coppa di Lega vengono subito eliminati al primo turno dal Southampton, in FA Cup Mitrović e compagni si arrendono solo al quarto turno contro il Manchester City. Il numero 9 serbo si conferma nuovamente capocannoniere della squadra: ben 26 gol in campionato porteranno la sua firma. Parker non potrà contare sul suo giocatore più determinante nel periodo cruciale della stagione: Mitrović si fa male pochi giorni prima dei play-off contro il Cardiff City. In questo momento emerge il gran lavoro svolto da Parker sul piano mentale. Il nuovo trascinatore porta il nome di Nesskens Kebano, i gallesi vengono superati nel doppio confronto.

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Alexandar Mitrovic, con 26 gol stagionali, è il trascinatore dei Cottagers

A Wembley arriva la super favorita Brentford, guidato dal temibile trio offensivo Saïd Benrahma, Bryan Mbeumo e Ollie Watkins. Il tridente è stato capace di segnare da solo ben 59 gol: in 42 partite il Fulham ha realizzato solamente 10 gol in più. Il match è estremamente equilibrato, tanto che si arriva ai supplementari. E contro ogni pronostico, i Cottagers riescono nell’impresa grazie alla doppietta del terzino Joe Bryan: l’ex Bristol City segna il primo gol su punizione, sfruttando il posizionamento aggressivo del portiere avversario. Il secondo, invece, arriva dopo una lunga galoppata dalla propria metà campo. A nulla è servito il gol del 2-1 di Dalsgaard. Il Fulham centra il suo obiettivo stagionale e ritorna in Premier League grazie al lavoro di Scott Parker.

Parker promozione
Festeggiando la promozione

L’unione fa la forza

In soli 15 mesi il londinese ha trasformato una squadra demoralizzata e sconfortata in campo in una corazzata solida e molto ambiziosa. Sin dal suo arrivo ha cercato di compattare e plasmare il gruppo a livello individuale e di collettivo, fornendo a ciascun giocatore una mentalità combattiva e un carattere deciso. È stato abile nell’instaurare dalle prime battute un solido rapporto con i suoi ragazzi, come ha dimostrato Joe Bryan in un’intervista ai canali social del club dopo la vittoria contro il Brentford:

“Il manager è una persona fantastica. In pochi mesi ha rivitalizzato l’ambiente, ci ha ricordato come sia piacevole venire ogni giorno al campo di allenamento. Grazie a lui siamo passati da una mentalità perdente ad una vincente.”

Joe Bryan
Joe Bryan: l’ eroe della promozione del Fulham

Anche il capitano Tom Cairney ha speso belle parole per il suo allenatore:

“Dobbiamo questa vittoria al nostro allenatore. Quello che ha fatto in un anno è straordinario e merita tanto rispetto dagli altri manager inglesi. Credo che con la sua mentalità riusciremo a salvarci la prossima stagione in Premier League”

Tom Cairney

La sua mentalità vincente è associata ad un gioco molto aggressivo e vivace, espresso nel suo 4-3-3 che all’occorrenza si trasforma in un 4-2-3-1. In porta c’è lo slovacco Marek Rodák: dopo diversi prestiti è tornato alla casa madre e si è preso la maglia da titolare al posto di Marcus Bettinelli. I ragazzi di Parker attaccano principalmente da sinistra con le incursioni di Joe Bryan che si sovrappone all’ala Ivan Cavaleiro. A destra, invece, Denis Odoi garantisce solidità insieme ai centrali Hector e Ream. Il primo non ha mai trovato spazio con i Blues e ora ha la grande chance di debuttare in Premier League a 28 anni.

Fondamentale l’apporto in mezzo al campo di capitan Cairney: il 29enne scozzese, oltre ad essere un eccellente regista (88% di passaggi riusciti), è all’occorrenza un goleador (8 centri stagionali, secondo miglior marcatore della squadra). Alle spalle del gigante Mitrović agiscono Cavaleiro, Reid e Knockaert. Tutti e tre sono giocatori estremamente duttili, dotati di un’ottima tecnica individuale e straripanti in campo aperto. Nei momenti di maggiore difficoltà è emersa la grande esperienza dei veterani, come Nesskens Kebano e Aboubakar Kamara, che a suon di gol e assist hanno contribuito alla promozione.

E’ solo alla sua seconda stagione da allenatore, ma ha già dimostrato tanto: di Scott Parker ne sentiremo parlare molto in futuro


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Di Francesco Romeo

Napoletano, 18 anni. Appassionato di calcio sin da piccolo, sogno un giorno di raccontare una finale di Champions League.

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