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I verdetti del calcio nella Cina post-Covid

Il calcio nella Cina post-Covid è terminato, consegnandoci i tanti attesi verdetti. Fabio Cannavaro non bissa, Suning campione, Bakambu cannoniere. Ma tutto ciò è stato possibile grazie a tanta collaborazione da parte di tutti gli addetti…

Partito con cinque mesi di ritardo, il campionato di calcio nella Cina post-Covid dà finalmente i suoi verdetti. Il coronavirus ha stravolto i programmi, ma la Super League è riuscita a portare a termine una stagione veramente difficile. Il nuovo regolamento del campionato ha portato le sedici squadre alla divisione in due gruppi di otto squadre. Gruppo A nella bolla di Suzhou, gruppo B nella bolla di Dalian.

La Cina post-Covid che segue le regole

La prima fase è durata 10 settimane e non sono state segnalate infezioni da coronavirus tra giocatori, allenatori o staff.

Dopo un breve periodo di sosta a casa con le loro famiglie, giocatori e squadre sono tornati a giocare il resto della stagione, una sorta di grande play-off dai quarti di finali. Anche se la situazione è stata meno caotica rispetto all’inizio, ai giocatori sono stati limitati gli spostamenti, e potevano solo muoversi in direzione dell’hotel, del campo di allenamento o dello stadio. Non ci sono stati casi importanti di violazione delle regole perché tutti (giocatori, staff e addetti) sono stati molto collaborativi. Questa è stata la chiave a migliorare sensibilmente la situazione in tutta la Cina, tanto che nell’attesissima finale hanno assistito pure circa 10 mila tifosi allo stadio.

I tifosi sono stati ammessi allo stadio dopo i buoni e ragionati comportamenti del popolo cinese
I tifosi sono stati ammessi allo stadio dopo i buoni e ragionati comportamenti del popolo cinese (Fonte: chuanqiu.net)

Ma come? In Cina? Dove tutto il casino è partito? Dove si pensava i casi non smettessero di aumentare? Ebbene sì. La Cina ha saputo rimboccarsi le maniche e “rimediare” ad una situazione inizialmente incontrollabile. Tutti hanno capito il periodo, e gli sforzi sono stati premiati.

Abbiamo un sogno nel cuore, Jiangsu Suning campione

Il vincitore del campionato nella Cina post-Covid si è deciso in due gare di andata e ritorno a Suzhou, vicino a Shanghai. Si sono sfidati il primo e il secondo classificato della “bolla A”, ovvero Guangzhou Evergrande e Jiangsu Suning. La squadra di Fabio Cannavaro, dopo i 34 punti in 14 partite, ha estromesso ai play-off Hebei e Beijing Gouan, mentre il club di Nanchino ha prevalso su Chongqing Lifan e Shanghai SIPG, i vincitori del 2018.

L’andata dell’8 novembre è terminata 0-0, mentre il ritorno ci ha consegnato un risultato inaspettato. Il più quotato Guangzhou Evergrande infatti non è riuscito a bissare il titolo dell’anno scorso. La chiave del match è avvenuta nei minuti di recupero del primo tempo. He Chao commette un fallo punito con il rosso dall’arbitro sudcoreano Ko Hyung-Jin. Punizione ed Éder la mette dentro con una deviazione. Sì, la sblocca proprio quell’Éder. La sblocca un italiano, perché anche se forse non ricordate, Éder Citadin Martin, di origini brasiliane, è a tutti gli effetti un naturalizzato italiano. L’ex Inter e Sampdoria timbra un sigillo importante al primo titolo dello Jiangsu, messo in cassaforte dal goal dell’ex Shakhtar Donetsk Alex Teixeira.

Wei Shihao firma l’1-2 al 63′, che non dà però speranze alle Tigri della Cina meridionale. Il Jiangsu del 51enne rumeno Cosmin Olăroiu è in festa. Curioso come, a parte l’andata, i tre match tra le due squadre in stagione siano terminate 2-1. Il 20 agosto è finita così a favore di Fabio Cannavaro (con rete degli sconfitti di Éder), il 24 settembre 2-1 per il Jiangsu con le reti nel match di Éder, Teixeira e He Chao, protagonisti poi in questa finale, nel bene e nel male.

Altri appunti cinesi

Al terzo posto è finito il Beijing Gouan, che nella finalina ha battuto complessivamente 3-2 lo Shanghai SIPG. Miglior cannoniere stagionale è uno degli uomini di Bruno Genesio, ovvero il congolese Cedric Bakambu. L’ex Villarreal ha segnato 11 goal nella prima fase e 3 nei play-off, per un totale di 14 marcature. Quinto lo Shandong Luneng di Pellè, solo sei presenze per El Shaarawy con lo Shanghai Shenhua, delude il Dalian Pro di Rafa Benitez e Hamsik, solo undicesimo.

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E il Wuhan Zall? La squadra della città simbolo dell’inizio del virus ha vissuto molte difficoltà da inizio anno. Grazie a una straordinaria doppietta di Kouassi, il club ha battuto lo Shijiazhuang Ever Bright nello spareggio per il 15° posto, condannandolo l’SJZ alla retrocessione. Il Wuhan dovrà adesso scontrarsi con lo Zhejiang Energy Greentown, arrivato secondo in Serie B (dietro al promosso Changchun Yatai), per determinare l’ultima formazione partecipante alla prossima Chinese Super League. Sperando sia tutto apposto. Comunque sia, il modello organizzativo del calcio nella Cina post-Covid, può e deve essere seguito se non si vogliono avere complicazioni.


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Fonte copertina: IG Jiangsu Suning FC official

Di Cosimo Giordano

Opinionista sportivo nel tempo libero, founder di Sottoporta, amo la pizza e il calcio internazionale. Sono quel tipo che ogni tanto ripensa alla carriera di Pauleta e che va a curiosare sulle rose del campionato australiano.

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