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Koundé, l’arte di distinguersi

In un calcio sempre più fisico, il “piccolo” centrale francese si sta facendo apprezzare come uno dei migliori difensori d’Europa. Tra i meriti di Monchi e il valore della differenza.

L’improvvisa e accelerata rinascita del Siviglia si fonda su fattori di diversa natura. Sull’exploit della formazione andalusa, giunta in semifinale di Europa League, pesa sicuramente la forte identità di gioco portata da Lopetegui, ma non va affatto sottovalutato il valore delle individualità. Se le copertine sono tutte occupate da Ocampos, c’è da dire che a Siviglia sono in molti a brillare di luce propria. Tra questi c’è il difensore francese Jules Koundé, meraviglioso protagonista al suo primo anno in Spagna. Il classe ’98 è già oggi uno dei migliori difensori d’Europa. Grazie ad una mentalità da leader e, soprattutto, ad una violenta tensione verso la differenza. In un mondo di giganti, Koundé si è messo in testa di voler brillare dall’alto del suo metro e ottanta. E ci sta riuscendo.

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Koundé in un’intervista al canale tematico del Siviglia (fonte: sevillafc.es)

Gli inizi

Cresciuto nel vivaio del Bordeaux, Koundé ha dimostrato sin dagli esordi di poter essere un calciatore fuori dal comune. Alla sua prima stagione da professionista, all’età di 19 anni, il giovane difensore fece registrare subito un record. Dopo aver esordito il 13 gennaio 2018 sul campo del Troyes, Koundé saltò soltanto una partita in tutto il girone di ritorno, diventando così uno degli under 21 più utilizzati d’Europa. Si tratta di un dato importante, se si considerano le difficoltà di quel Bordeaux (14° a fine anno) e il triplice cambio in panchina. Emergere così velocemente e con una simile costanza in un contesto difficile è qualcosa che già segna una linea di demarcazione rispetto ai suoi coetanei. È lì a Bordeaux che nasce la sua propensione alla differenza; è lì che nasce un giocatore dalle caratteristiche fortemente peculiari.

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Koundé ai tempi del Bordeaux (fonte: fotmob.com)

Monchismo

Superato l’esame di maturità alla sua seconda stagione con il Bordeaux, nell’estate 2019 Koundé compie il grande salto e cambia maglia. Tra i tanti club interessati, a spuntarla è il Siviglia del figliol prodigo Monchi. Il motivo? L’offerta da 25 milioni presentata ai girondini, cifra che rende Koundé il calciatore più pagato nella storia degli andalusi.

“Sono la scommessa di Monchi, è un grande segno di fiducia. Tutti qui hanno molta fiducia in me. Devo esprimermi e dimostrare di possedere il livello necessario per giocare a Siviglia.”

Jules Koundé

A Roma non la penseranno esattamente così, ma quando Monchi decide di esporsi così per un giovane calciatore vuol dire che le basi sono solide. E infatti con l’acquisto di Koundé, il diesse del Siviglia ha ritrovato il fiuto perduto. Il centrale francese si è rapidamente inserito nel calcio spagnolo, raddoppiando in tempi celeri il suo valore di mercato. Re Mida Monchi ha colpito ancora, prelevando un giocatore giovane e trasformandolo in un diamante. È notizia di qualche giorno fa, in tal senso, l’interesse del Real Madrid e di Zidane, che apprezza l’intelligenza tattica del ragazzo e i suoi margini di crescita. È la rinascita del Monchismo, di un sistema economico-gestionale che funziona ed ha riportato il Siviglia ai vertici del calcio spagnolo ed europeo.

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Koundé in una concitata fase di gioco (fonte: footmercato.net)

L’arte di distinguersi

Ma cosa rende davvero speciale questo giovane difensore francese? La sua capacità di distinguersi, si diceva. In un calcio che predilige difensori dalle caratteristiche fisiche imponenti – si pensi ai vari Van Dijk, Koulibaly, Varane -, il piccolo Koundé non supera il metro e ottanta di altezza, eppure riesce ad incidere con forza e decisione ai livelli più alti. Lo fa sfruttando al meglio i suoi punti di forza, segno appunto di un’intelligenza e di una maturità che vanno ben oltre i suoi 21 anni.

“Ha timing impeccabile e totale tranquillità negli interventi. Possiamo totalmente contare su di lui, ha senso della posizione e una grande elevazione, contro il Caen non ha perso un duello aereo, non credo sia una coincidenza”.

Jean-Luc Godon, suo allenatore ai tempi del Bordeaux U19

Koundé ha trasformato quello che può sembrare un limite in un’opportunità, tesa a distinguerlo dagli altri e a renderlo un profilo unico nel panorama calcistico europeo. Il centrale francese ha grande scelta di tempo, virtù ormai rara, è veloce di gamba e di pensiero, sia in anticipo sia nella lettura del gioco. Il suo destro è poi uno dei più precisi della Liga – 95% di passaggi riusciti nella propria metà campo, 92% in quella avversaria – ed è un’arma offensiva importante per l’undici di Lopetegui. La sua esplosione nasconde un insegnamento che va al di là del rettangolo verde: riconoscersi, identificarsi, valorizzare la propria differenza è il primo passo per essere migliori.

Immagine di copertina tratta da: Getty Images


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Di Domenico Abbondandolo

Nato nel 1996, collaboro per SportAvellino e PianetaMilan. Idealista convinto, credo in un calcio romantico e passionale. Nel tempo libero mi diverto a far dialogare Platone e Guardiola.

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