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Spagna

Il quasi miracolo del Leganés

Una salvezza che sembrava impossibile. Una storia di dedizione, quella del Leganés. Il disperato tentativo di compiere un autentico miracolo sportivo.

Un punto. Tanto sa essere crudele, a volte, il dio del calcio. Il Leganés l’ha provato sulla sua pelle in questo finale di stagione della Liga 2019/20. Quando Enric Gallego, al minuto 97, ha sancito il successo dei padroni di casa dell’Osasuna per 2-1, per i Pepineros l’abisso della Segunda ha cominciato a farsi sentire in maniera sempre più insistente. In più il Celta Vigo, strappando un incredibile 2-2 con il Barcelona, ha allungato ad 8 i punti di vantaggio sulla penultima della classe. Ovvero il Leganés.

La situazione non è migliorata certamente nella giornata seguente. Il Leganés viene travolto per 0-3 dal Sevilla e dallo straripante Óliver Torres. Il Mallorca di Luka Romero e Takefusa Kubo, invece, distrugge proprio il Celta Vigo per 5-1, con una doppietta di un Ante Budimir sugli scudi. Non solo la salvezza è rimasta distante 8 punti, ma adesso il Mallorca, diretto concorrente, ne ha 4 in più dei biancoazzurri a cinque giornate dal termine.
Una fatica erculea si prospetta dunque per il club dei sobborghi di Madrid per raggiungere una permanenza in massima serie quasi impossibile. Quasi.

Le 5 fatiche del Leganés

Ancora non ci si è abituati a tante novità che il gioco del pallone propone in tempi di pandemia. Stadi privi di pubblico, riempiti solo dalle urla di allenatori e giocatori. Cinque sostituzioni nei tempi regolamentari. Risultati clamorosi e sorprendenti delle grandi delusioni della stagione. Non fa eccezione il Leganés. Come il leggendario semidio greco Eracle accettò la sfida impossibile che Euristeo, sovrano di Tirinto, gli aveva lanciato per difendere il suo trono, così il Leganés si accinge ad accettare la sfida che il suo Euristeo, ovvero il Celta Vigo, gli pone per la permanenza nella Liga.

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La prima fatica è l’Espanyol fanalino di coda della competizione. E il Leganés passa, a fatica, con le unghie e con i denti, con cinismo e determinazione. I punti in classifica diventano 28, quelli di differenza con il Celta Vigo 7. La classifica si fa meno bollente. Seconda fatica, seconda sfida delicata. Tocca affrontare un Eibar che ansima e scivola sempre più verso le zone di fondo. Il Leganés attacca ripetutamente con tutti i suoi mezzi, ma non va oltre un inutile 0-0. Il pareggio del Celta e la contemporanea vittoria del Mallorca rendono vani tutti gli sforzi dei biancoazzurri. Non tutto è ancora perduto, però.

Una terza fatica, più grande delle precedenti, giunge al Municipal de Butarque: di nome fa Valencia. Il Leganés ha una missione, non si fa spaventare: segna su rigore e, rimasto in 10, si arrocca nelle trincee per difendere tre punti preziosissimi. Il Valencia rinuncia all’Europa; il Leganés, invece, inizia a sognare la salvezza. Soprattutto perché il Celta Vigo perde altri tre punti di vantaggio: ora è distante solamente quattro lunghezze. Euristeo, nella veste celeste della squadra galiziana, rischia di vedersi sfuggire la permanenza nella massima serie. Il Leganés respira.

Quarta fatica nell’orgogliosa terra basca dell’Athletic Bilbao. L’avversario è particolarmente ostico, ma il Leganés sembra abbia indossato le pelli del leone di Nemea, sembra invulnerabile. Due acuti, di cui uno negli ultimi secondi di gioco: San Mamés espugnato, altri tre punti ottenuti, altra fatica brillantemente superata. Intanto, il Celta Vigo perde ancora, con il Levante. Eccola lì, la salvezza. Possono quasi toccarla, i Pepineros. Solo due settimane prima sembrava avesse già varcato l’ineluttabile soglia della retrocessione; ora, invece, il Leganés è risorto ed è ad un punto dal Celta Vigo e a due punti dal compiere un’impresa calcistica che ha del clamoroso. Ora, però, resta l’ultima fatica, la quinta, la più difficile.

Il momento della verità

Espanyol-Celta Vigo e Leganés-Real Madrid. Il momento della verità è dunque giunto. Per il pomo d’oro della salvezza occorre affrontare i campioni di Spagna, i Galacticos di Zidane. Vantaggio Real con l’eterno Sergio Ramos, pareggio nel recupero del Leganés. Vantaggio di Asensio, pareggio di Assalé a quindici minuti dalla fine. I Blancos non passano, finisce 2-2. Il Leganés può entrare nel giardino delle Esperidi, può reclamare il successo della sua impresa, è salvo. È salvo?
Triplice fischio in Catalogna. Zero reti per l’Espanyol, zero reti per il Celta Vigo. I galiziani salgono a 37 punti, il Leganés è a quota 36. Un maledetto punto.

Non c’è l’Olimpo per i Pepineros, non c’è la salvezza, ma ci sarà Cerbero ad accoglierli nell’inferno della Segunda. Eracle ha portato a termine il suo cammino di purificazione, ha vinto ed ha completato la sua leggenda. Quella del Leganés, invece, è rimasta tetra e incompiuta.
Sono 11 i punti raccolti in 5 giornate: meglio han fatto solo Real Madrid e Barcelona. Javier Aguirre avrebbe potuto essere el Cid di Leganés, invece ha solamente sfiorato l’epica impresa. Il Leganés paga il disastroso avvio di stagione – una vittoria nelle prime 13 giornate – e retrocede in Segunda División dopo 5 anni di permanenza nella massima serie. In queste ultime settimane, però, ha regalato al mondo del pallone e non solo una grande storia di resilienza, caparbietà e determinazione nel non arrendersi mai nel perseguire i propri obiettivi.

In questo periodo, dove molte sono le persone in difficoltà, se può essere utile in qualche modo, vorrei che la nostra storia sia da esempio; si può combattere fino alla fine.

Unai Bustinza, capitano del Leganés

Un punto: tanto sa essere crudele, a volte, il dio del calcio.


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Foto di copertina e dell’articolo tratte dal sito ufficiale del Leganés

Di Matteo Cipollone

Sempre alla ricerca di una storia particolare da raccontare, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da scoprire. Amo studiare storia e rimango affascinato da quello che essa ci offre. Accumulo libri e talvolta li leggo pure. Unisco due belle passioni: il calcio e la scrittura.

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