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Resto d'Europa

L’ordinaria follia del Cracovia

Il Cracovia ha vinto la sua prima Coppa di Polonia, e l’ha fatto in un modo talmente impensabile da renderlo ordinario

Dalle parti di Cracovia, nel sud della Polonia, esistono ben tre società calcistiche: la meno nota è l’Hutnik Nowa Huta, che ha subito il fallimento nel 2010 ed ora milita in quarta serie polacca.

Ormai per la gente di Cracovia le squadre sono solo due: la più vincente e conosciuta, dentro e fuori dal paese, è il Wisła Kraków, anche se il titolo più recente resta la vittoria del campionato polacco 2010-2011, il tredicesimo del club.

E poi c’è il Cracovia, all’anagrafe odierno Klub Sportowy Cracovia. Nato nel 1906, pochi mesi prima del Wisła, è considerato ufficialmente il club polacco più antico della Nazione. I primi anni della sua storia hanno conosciuto la gloria, con i 5 campionati vinti nella prima metà del ‘900, dei quali l’ultimo risale al 1948.

Il derby fra le due compagini è considerato uno dei più agguerriti d’Europa, basti pensare che per alcuni sia Cracovia che Wisła stiano combattendo da anni una sorta di Guerra Santa per difendere l’onore ed il primato in città. Alla base ci sono fattori culturali e sociali, storie di favoreggiamenti e accanimenti politici, una rivalità che nasce fin dalle origini. Anche i soprannomi delle due tifoserie sono agli antipodi: i supporters del Wisła vengono indicati con Biała gwiazda, le stelle bianche; quelli del Cracovia sono chiamati Pasy, le strisce bianco-rosse.

Ostilità a parte, quest’anno il Cracovia si è preso tutta la scena. Mentre i rivali del Wisła lottavano per non retrocedere, le Pasy si sono piazzate ad un dignitoso settimo posto nel girone dei play-off europa.

Cosa ancor più importante, dopo più di 70 anni i tifosi del Cracovia sono tornati a festeggiare la conquista di un trofeo, quella Puchar Polski, mai vinta nella storia del club. Fino allo scorso 24 luglio.

Derby di Cracovia
Tipica coreografia durante un derby di Cracovia (fonte: kibicewisly.pl)

Il cammino

L’esordio non è dei più semplici, il Cracovia infatti affronta al primo turno lo Jagiellonia, finalista sconfitta dell’edizione precedente della Puchar Polski. Dopo essersi portato in doppio vantaggio, il Cracovia subisce il gol che accorcia le distanze e fissa il 2 a 1 del primo tempo; il risultato verrà raddoppiato nel secondo, la partita termina infatti 4 a 2 con van Amersfoort che chiude i giochi nel recupero.

Ai sedicesimi arriva il Bytovia Bytów, squadra della Pomerania che milita nel terzo livello del calcio polacco. Dopo aver sconfitto una big come lo Jagiellonia, quanto potrà essere difficile questa volta? Beh, più del previsto.

Il fattore campo si rivela decisivo: a due minuti dalla fine il Cracovia è in svantaggio per 2 a 1, ad un passo dall’eliminazione. Tuttavia, l’attaccante dei biancorossi Bojan Čečarić agguanta il pareggio all’89° minuto e prolunga lo scontro ai supplementari. Può succedere di tutto, succede l’impensabile: nel recupero dell’ultimo minuto dei supplementari, ribalta la gara il gol del difensore del Cracovia David Jablonsky, che sigla la doppietta e porta i suoi agli ottavi. E questa non è nemmeno la partita più pazza del torneo.

Agli ottavi le occasioni si contano sulle dita di una mano e alla fine di regolamentari e supplementari si resta 0 a 0. Il Cracovia passa sul Raków Częstochowa ai rigori, vincendo 4 a 1. Sì, segna ancora Jablonsky.

jablonsky cracovia
David Jablonsky (al centro), goleador per caso (fonte: polsatsport.pl)

Quarti e semifinale

Si comincia a fare sul serio. Sul campo del GKS Tychy, il Cracovia assaggia la propria medicina subendo il gol del pareggio locale al 90°, per cui si passa ancora una volta ai supplementari. Le Pasy evitano i rigori grazie all’altro eroe di coppa, Pelle van Amersfoort, che mette la freccia al 115°.

Dopo lo stop COVID, si giocano le semifinali e stavolta l’avversario è di tutt’altro livello, il Legia Varsavia futuro campione di Polonia. Di nuovo contro una big, il Cracovia dà spettacolo: dopo 15 minuti è già in doppio vantaggio grazie ad Helik e Wdowiak, che chiude i conti all’82° siglando la doppietta.

Una finale di ordinaria follia

Contro ogni pronostico, il Cracovia è arrivato fino in fondo. L’ultimo ostacolo si chiama Lechia Danzica, che ha passato le semifinali ai rigori contro il Lech Poznan. L’ultima battaglia si disputa all’Arena Lublin di Lublino, la sera del 24 Luglio.

Fotocopia della gara contro il Bytovia Bytów, la finale è stata la gara più pazza e rocambolesca della Puchar Polski 2020. Il Lechia rompe il ghiaccio con Haydary nel primo tempo, nella ripresa pareggia van Amersfoort per le Pasy. Nel finale i bianco-verdi di Danzica rimangono in dieci uomini ma trovano il nuovo vantaggio con Lipski appena entrato in campo.

Sembra tutto finito all’Arena di Lublino, è arrivata la mezzanotte per la Cenerentola di Cracovia. Tuttavia c’è un ultimo corner da battere per i biancorossi, uno strappo alle regole della Fata Turchina. Sul pallone calciato da Fiolic il tempo si ferma, o almeno cammina così lento che sembra essere immobile.

All’88’ stacca meglio di tutti ancora lui, il Sergio Ramos di Sokolov, il centrale goleador che ha portato il Cracovia agli ottavi ed ai quarti, David Jablonsky ed il suo terzo centro in Puchar Polski.

Si passa, ancora una volta, ai supplementari. Ogni azione sembra quella buona, ogni conclusione pare quella decisiva, ogni deviazione sotto-porta strozza un urlo in gola ai presenti. Mentre il Lechia Danzica non ne ha più, il Cracovia sembra essere rinato. Al 116° minuto Pestka fa partire il cross basso da sinistra, in mezzo c’è un po’ di spazio, Mateusz Wdowiak anticipa il difensore con la punta e manda sotto al sette.

cracovia coppa
Gli eroi di Lublino (fonte: tvp.pl)

La Puchar Polski va al Cracovia di Michał Probierz, la prima coppa di Polonia nella storia delle Pasy, il club polacco più antico del paese. Un consiglio spassionato: se vedete un pallone che vola in aria, probabilmente da dietro sta arrivando Jablonsky per colpirlo.


Fonte Immagine Copertina: tvp.pl

Tutto il meglio del calcio internazionale su Sottoporta: Interviste: Il Fùtbol di Palladini

Di Filippo Serio

Genovese edizione 1996, condivido il compleanno con la leggenda Bruno Pizzul.
Non sapendo giocare a calcio, metto creatività ed originalità nel raccontarlo.
I miei film preferiti sono le pellicole di Tarantino e le partite di Xavi Hernandez.

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