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Ariana FC: un sogno di libertà

Nei giorni in cui l’Afghanistan ancora una volta è ripiombato nel caos politico e sociale ed anche lo sport sembra avere le ore contate, la storia che raccontiamo vuole essere un piccolo granello di speranza.

“Da bambino sognavo di diventare come Zlatan, oggi sono orgoglioso di essere Norlla Amiri!”, questa è forse la frase che meglio sintetizza la bellissima storia di un calciatore e della squadra da lui fondata, l’Ariana FC. Norlla Amiri ha oggi 30 anni: nel 2011, a 19 anni, è stato il primo giocatore afghano ad esordire in un campionato professionistico svedese, la terza divisione, con il Lunds BK.

Nel 2017, quando passa al Trelleborgs FF, diventa anche il primo afghano a giocare in seconda divisione. Centrocampista duttile, in grado di giostrare indifferentemente a destra o sinistra, è un giovane dal brillante futuro e diverse squadre della massima serie si interessano a lui. Ma Amiri decide che la sua vita avrebbe preso una direzione diversa. Per capire quale occorre riavvolgere il nastro della sua biografia.

I primi passi

Norlla nasce a Kabul, ma da bambino lascia il paese con la famiglia per raggiungere uno zio che vive in Svezia. “L’esperienza di lasciare la propria casa e perdere i propri cari è la più orribile di tutte, è una parte di te che scompare per sempre e lascia ricordi profondi nella tua mente per il resto della tua vita” ricorda Amiri in una bella intervista a Info-Migrants. “Ma siamo dovuti partire e lasciare la nostra terra alle spalle per avere un futuro migliore e di pace per la nostra famiglia”.

Arriva a Malmö, dove cresce nelle stesse periferie in cui abitava Zlatan Ibrahimović: un ambiente non facile, ma anche molto stimolante. “Giocavamo tutto il giorno in strada: c’erano bambini che venivano dall’Africa, dall’Asia, dai Balcani, dal Medio Oriente. Avevamo tutti il sogno di diventare calciatori e ovviamente il nostro modello era Zlatan” ricorda.

Poco più che bambino entra nella prima vera società, il BK Olympic, poi passa al più quotato Limhamn Bunkeflo 07, club famoso soprattutto per la forte squadra femminile, e nel 2009 firma per il Lilla Torg FF, altra squadra minore di Malmö, con cui esordisce nelle oscure divisioni minori regionali. Le sue qualità non tardano ad emergere e nel 2011 viene acquistato dal Lunds BK, con cui, come detto, debutta in terza divisione. Gioca per tre stagioni prima di passare al Trelleborg, con il quale vince il campionato di seconda divisione, ma non farà parte della rosa che l’anno dopo giocherà in Allsvenskan: lo ritroviamo invece in Quinta Divisione. Perché dal 2015 la vita di Norlla prende una piega differente: quell’estate per la prima volta può tornare in Afghanistan, approfittando del periodo di relativa pace dopo la cacciata dei talebani, per trovare la famiglia.

Bastò un allenamento

Un giorno, a Kabul, viene a sapere che ci sarà un allenamento della nazionale afgana. “Non mi ero portato né scarpe né un completo adatto perché volevo solo passare del tempo con la mia famiglia. Quando ho saputo di questo allenamento, però, ci sono andato. Mi piaceva l’idea di unirmi alla nazionale” racconta. “L’allenatore – il tedesco/bosniaco Slaven Skeledžić – mi ha fatto giocare come terzino sinistro, che non è il mio ruolo, ma ho provato a dare il massimo, vestire la maglia della nazionale era il mio sogno”.

E’ bastata quella partitella giocata fuori ruolo per convincere tutti: debutta il 16 giugno in una storica vittoria 1-0 in Cambogia, la prima in assoluto del paese in una gara di qualificazioni ai Mondiali. Alla fine dell’anno trascina sorprendentemente l’Afghanistan fino alla finale, persa contro l’India, della SAFF Cup, la Coppa delle Federazione calcistiche dell’Asia meridionale. Sarà in campo anche il 19 agosto del 2018, un’altra data storica per i Khorasan Lions, il soprannome della nazionale afgana: dopo più di 30 anni il paese ritorna ad ospitare una partita internazionale al Ghazi Stadium di Kabul, costruito nel 1923, dove nel 1963 cantò davanti ad una folla entusiasta Duke Ellington e che negli anni Novanta divenne il luogo delle numerose esecuzioni pubbliche durante il regime dei talebani.

Afghanistan Palestina Ariana
Il Ghazi Stadium durante Afghanistan-Palestina (Fonte: Said Suleiman Ashna – Twitter)

L’amichevole contro la Palestina finisce 0-0, ma non importa a nessuno dei 12mila spettatori, moltissime famiglie, tutti con gli occhi lucidi nella speranza, oggi svanita, di un nuovo inizio. “Giocare davanti alla nostra gente è stato unico, un momento indimenticabile per noi e soprattutto per il popolo afghano dopo tanti momenti difficili”, ricorda Amiri.

Aria di cambiamento

Quando torna in Svezia, con gli amici Omid Hushmand e Saber Azizi decide di fondare una squadra che possa riunire la numerosa comunità afghana che vive a Malmo: nasce così la Ariana FC, il cui nome è omaggio ad una delle più popolari ed antiche squadre di club di Kabul. Non è solo un club calcistico, ma un luogo unico e familiare dove si respira amore, fede e speranza. Un’associazione aperta a tutti e che, attraverso le attività sportive, vuole far crescere le persone fisicamente, mentalmente, socialmente e culturalmente” come si legge nello statuto.

Debuttano in Ottava Divisione nel 2016 contro il Hyllie IP. In quattro anni vincono altrettanti campionati, attirando un pubblico sempre più numeroso, fino a diventare oggi la seconda squadra più seguita della città.

“Non dimenticherò mai le centinaia di magliette che ho lavato, le ore sul bus per andare a giocare le partite in trasferta, ma anche i sorrisi di ogni bambino quando l’Ariana segnava un gol. Viviamo per momenti come questi, ed è fantastico poter far conoscere la comunità afghana attraverso azioni sociali e sportive costruttive per tutti”.

Norlla Amiri sempre su InfoMigrants

Nel 2018 l’Ariana è arrivato in quinta divisione e mette a segno un colpo di mercato ingaggiando… Norlla Amiri, che decide di lasciare il calcio professionistico, proprio mentre si stavano aprendo per lui le porte della massima divisione, per dedicarsi a tempo pieno al progetto da lui fondato.

Ariana FC Norlla Amiri
La presentazione ufficiale di Norlla Amiri (Fonte: Ariana FC – Twitter)

“Abbiamo avuto con noi buoni giocatori prima, ma mai di questo calibro. Norlla Amiri è il giocatore più tecnico che ho visto a Malmö. Il suo calcio è puro e semplice piacere per gli occhi per un amante del calcio: è un grande momento per tutta la famiglia Ariana.” dice un emozionato direttore sportivo Omid Hushmand, il giorno della presentazione.

Oltre il rettangolo verde

Nel frattempo, accanto alla prima squadra sono sorte attività per ragazzi disabili, corsi di lingua e cultura per i rifugiati, percorsi di inclusione sociale in collaborazione con Save the Children, un settore giovanile che raccoglie 500 tra bambini e ragazzi, una squadra di calcio a cinque femminile e un’altra squadra sportiva nel sobborgo di Korpen. In tutte le attività non manca la presenza costante di Amiri.

“Norlla è l’anima di questo club, un uomo eccezionale che pensa sempre alla squadra e aiuta gli altri in ogni circostanza. Questo ragazzo è una benedizione per la comunità, una delle personalità di maggior impatto nella città di Malmö e in tutta la Svezia. È un vero modello per tutti”,

Matias Sorkenlund, compagno di squadra di Norlla Amiri

Ariana FC  Malmö
La bandiera dell’Ariana e quella della città di Malmö (Fonte: Ariana FC – Facebook)

Il portiere della squadra Ovays Azizi è anche l’estremo difensore della nazionale. Come Amiri, anche Azizi ha lasciato l’Afghanistan da bambino ed è fuggito in Danimarca, dove è diventato terapista occupazionale, ma ha ceduto all’entusiasmo del compagno di squadra, decidendo di dedicarsi a tempo pieno al calcio. “Ero un calciatore semiprofessionista, ma appena Norlla mi ha contattato non ho esitato, ho detto di sì!”, racconta. “Dirgli di no è impossibile, davanti all’entusiasmo che mette nelle cose. Lavorare con lui è unico. È guidato da questo desiderio permanente di costruire cose, di mostrare solidarietà. È un compagno di squadra, un amico, un fratello per la vita”.

I prossimi obiettivi per Norlla sono chiari: la promozione in Terza Divisione e fare dell’Ariana FC l’embrione di una futura squadra afghana, la cosa più urgente in un momento di incertezza per il futuro sportivo, e non, del suo paese dopo il ritorno al potere dei talebani.


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Fonte immagine di copertina: Arianafc.com

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