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La grande crisi dello Schalke 04

Dalle sfide nei grandi palcoscenici della Champions League a quelle per non retrocedere. Da due anni lo Schalke 04 è al centro di una spirale negativa di risultati e prestazioni che sembra senza fine. L’ultima vittoria risale a 24 partite fa…

Escludendo le tre stagioni in Zweite Bundesliga tra fine anni ’80 e inizio anni ’90, questo è probabilmente il periodo più buio della storia dei Knappen. Parliamo di uno dei club più seguiti in Germania e anche uno dei più vincenti con 7 campionati vinti, 5 coppe nazionali e anche la Coppa Uefa 1997 vinta contro l’Inter. Ma soprattutto si tratta di una società che ha prodotto talenti del calibro di Manuel Neuer, Mesut Özil e Julian Draxler. Il presente, però, è fatto di continue umiliazioni: lo Schalke, infatti, in campionato non vince da 24 partite.

Disastri societari      

Per essere vincente, una società deve contare su una dirigenza unita e ambiziosa. A Gelsenkirchen questi requisiti hanno cominciato a venir meno a partire dal febbraio 2019. Il DS dello Schalke, Christian Heidel, viene licenziato e sostituito da Jochen Schneider. Quest’ultimo è stato importante per la crescita del progetto Red Bull nel calcio tedesco. Crescita che, invece, non è ancora avvenuta nell’ambiente Schalke.

Il grande scossone è arrivato nel momento peggiore della nostra storia recente: durante la pandemia, infatti, hanno lasciato la compagnia Peter Peters e Clemens Tönnies. Il primo, durante il suo lungo mandato cominciato nel 1994, ha ricoperto prima il ruolo di direttore generale e poi quello di responsabile delle finanze nel club. Dirigente molto apprezzato, distintosi per le sue importanti strategie a lungo termine, ha giocato un ruolo importante nella costruzione della Veltins Arena nel 2001.

Clemens Tönnies, presidente dello Schalke. Mai apprezzato dai tifosi( fonte: sito ufficiale Schalke 04)

Il secondo, presidente di un colosso tedesco nel settore alimentare, nonché presidente del club per quasi un ventennio, non è mai stato apprezzato dalla tifoseria. Già 12 mesi prima Tönnies aveva rischiato di perdere il posto per via di alcune sue dichiarazioni razziste fatte durante una conferenza stampa. La comparsa di uno dei maggiori focolai di Covid-19 all’intreno di un suo stabilimento hanno in seguito aggravato la sua posizione. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il licenziamento di 24 autisti che accompagnavano i ragazzi delle giovanili. La tifoseria, esasperata, non ha affatto gradito la mossa, ritenuta deleteria per un club che fa del suo vivaio il punto di maggior forza, e ha richiesto a gran voce le dimissioni del presidente.

Pessima gestione sportiva

Anche i grandi club attraversano momenti di difficolà. In casa Schalke la crisi inizia alla fine della stagione 2017/18, quando i ragazzi guidati da Domenico Tedesco, il più giovane allenatore della storia del club, sono arrivati al secondo posto in classifica e hanno strappato il pass per la Champions League, che a Gelsenkirchen mancava ormai da qualche annetto. Nella rosa dell’italo-tedesco figuravano talenti del calibro di Leon Goretzka e Max Meyer: due giocatori brillanti, intelligenti e tecnici, ma soprattutto bandiere del club e prodotti del fiorente vivaio.

Il club non riesce a rinnovare i contratti dei due giocatori, i quali si liberano a parametro zero per accasarsi l’uno al Bayern Munich, l’altro al Crystal Palace. A queste dolorose perdite si aggiunge anche quella di Benedikt Höwedes, lo storico capitano che, a causa dei pessimi rapporti con il tecnico, ha lasciato il club dopo 16 anni. La partenza dei tre giocatori, assi portanti della squadra, ha fruttato al club solamente 5 milioni di euro. Oltre al danno a livello tecnico è arrivata dunque la beffa, considerando che per Goretzka e Meyer il club in passato aveva declinato offerte molto allettanti.

Con Domenico Tedesco, l’ultima qualificazione in Champions League( fonte: sito ufficiale Schalke 04)

Come se non bastasse, gli scarsi introiti finiscono per essere investiti in acquisti mediocri. Nella sessione di mercato estiva arrivano in Renania gli esperti Sebastian Rudy e Salif Sané, oltre ai giovani Suat Serdar e Rabbi Matondo. I nuovi non riescono ad integrarsi appieno negli schemi di Tedesco e una stagione sulla carta entusiasmante si rivela ben presto un incubo: i Knappen annaspano nel fondo della classifica, galleggiando pericolosamente poco sopra la zona retrocessione. In questo periodo di crisi arrivano alcuni cambiamenti: la dirigenza viene stravolta, mentre Domenico Tedesco viene esonerato e rimpiazzato dal leggendario Huub Stevens, il quale porterà i bianco-blu ad una sofferta salvezza.

Nubi scure all’orizzonte

La travagliata stagione porterà ad un bilancio in rosso di 26 milioni. Prospettive non esaltanti per il nuovo progetto tecnico targato David Wagner. L’allenatore americano richiede e ottiene giocatori giovani e funzionali al suo 4-4-2. Arrivano il difensore turco Ozan Kabak, prelevato per 15 milioni dallo Stoccarda, il terzino Jonjoe Kenny in prestito dall’Everton, e la punta belga Benito Raman, reduce da una stagione in doppia cifra con la maglia del Fortuna Duesseldorf.

Con i piedi per terra, i ragazzi di Wagner totalizzano ben 30 punti nel girone di andata, accendendo così le speranze Champions. Durante il mercato di riparazione, però, il giovane capitano Alexander Nübel decide di non rinnovare il contratto con il club: troppo allettante l’offerta del Bayern Munich, in cerca di un secondo portiere per Manuel Neuer, anche lui ex portiere ed ex capitano dello Schalke. Come un fulmine a ciel sereno la notizia scuote l’ambiente: la rivalità con i bavaresi è forte, tanto che lo stesso Nübel, contestato dalla tifoseria, perde la titolarità a favore di Max Schubert. I fondi limitati non consentono grandi manovre di mercato, così a gennaio arriva solo l’attaccante Michael Gregoritsch, arrivato in prestito dall’Augsburg. Proprio lui segna il gol decisivo nell’ultimo successo in campionato dei Knappen, il 17 gennaio 2020 contro il Borussia Mönchengladbach.

La sua decisione di trasferirsi al Bayern Monaco ha scosso l’intero ambiente (fonte: sito ufficiale Schalke 04)

Le nubi scure che erano all’orizzonte si riversano in un violento temporale che sconquassa il club. Un tornado, improvviso e violento, che ha risucchiato l’entusiasmo iniziale e ha riportato lo Schalke a vivere le ombre e gli incubi della stagione passata. Gli infortuni di uomini chiave come Harit e Serdar hanno gravato pesantemente su una difesa fragile mentalmente, guidata dall’insicuro Schubert. Il bilancio del girone di ritorno è impietoso: nelle 16 partite seguenti sono arrivati solamente altri 6 punti, frutto di 6 pareggi e 11 sconfitte, con 9 gol fatti e addirittura 37 subiti. Solo il Paderborn fanalino di coda ha fatto peggio, raccogliendo 8 punti. Lo Schalke chiude al 12esimo posto solo grazie all’ottimo girone d’andata. Ad una difesa ballerina si somma un attacco sterile. Il miglior marcatore dello Schalke 04 nella seconda metà di stagione è stato un centrocampista difensivo, ovvero Weston McKennie, con 3 gol a referto.

Sull’orlo del fallimento

L’emergenza Covid ha aggravato le finanze di molti club e anche lo Schalke è stato colpito pesantemente dalla gravosa crisi economica. Il bilancio della stagione 2019/20 presenta un passivo spaventoso, con oltre 200 milioni di euro di debiti. Secondo le indiscrezioni di molti quotidiani locali, il club avrebbe richiesto persino una fideiussione di 40 milioni di euro al suo Land, la Renania Settentrionale-Vestfalia. Il club ha inoltre invitato i suoi tifosi a rinunciare ai rimborsi degli abbonamenti pur di risparmiare alcune migliaia di euro.

Ogni rinuncia al rimborso è un immenso contributo per stabilizzare la liquidità e garantire la sopravvivenza della società”.

Il laconico comunicato dello Schalke 04

I forti problemi finanziari hanno costretto lo Schalke ad un mercato parsimonioso, con un salary cap fissato a 2,5 milioni di euro annui per giocatore. Per impinguare le casse vengono sacrificati Caligiuri e McKennie, tra i giocatori più rappresentativi in campo e nello spogliatoio. Sono pochi e a basso costo i sostituti, come il portiere Ronnow e l’attaccante Gonçalo Paciencia dall’Eintracht Frankfurt, oppure il terzino Ludewig dal RB Salisburgo, tutti e tre in prestito secco. Un po’ di entusiasmo nella tifoseria è stato acceso dall’arrivo di Vedad Ibišević a parametro zero dall’Hertha Berlin.

La dirigenza decide di optare per la conferma di David Wagner nonostante il declino nella seconda metà del campionato, ma le brutte prestazioni della squadra nella nuova stagione di Bundesliga permangono. Contro Bayern Munich e Werder Bremen, nelle prime due partite, arrivano 2 sconfitte, con 1 gol fatto a fronte degli 11 subiti. La dirigenza decide quindi di esonerare l’allenatore americano, sperando di dare una scossa alla squadra fin da subito.

Una lenta crescita

Al posto di Wagner arriva Mauel Baum, ex allenatore della Germania Under 20. Sin da subito Baum decide di applicare un gioco conservativo che pian piano sta portato a discreti risultati. La vittoria ancora latita, ma nelle successive 5 partite sono arrivati 3 pareggi e la squadra mostra dei miglioramenti sul piano del gioco. Le difficoltà difensive, però, sono ancora molto evidenti, viste le pesanti sconfitte contro RB Leipzig (0-4) e nel Revierderby contro il Borussia Dortmund (3-0). Anche l’attacco mostra ancora tanti problemi, alla luce dei 4 gol segnati in 8 partite e con l’esperto Ibišević ancora a secco.

Malick Thiaw, ne sentiremo parlare parecchio di lui in futuro( sito ufficiale Schalke 04)

Per rialzare la squadra dal baratro, visti i problemi finanziari e abituato a lavorare con le giovani leve, Baum sta aggregando all’organico alcuni elementi delle giovanili, il gioiello dei Knappen. Tra questi abbiamo il difensore 19enne Malick Thiaw e il turco Can Bozdogan, professione esterno d’attacco, che fa dell’imprevedibilità il suo punto di forza. Inoltre sta emergendo anche Kerim Çalhanoğlu, cugino di Hakan.

Dopo un grande lavoro sul piano tattico, Baum dovrà focalizzarsi a risolvere il problema principale, la mentalità del gruppo. Dopo annate difficili, i giocatori dello Schalke sembrano non credere più nelle proprie capacità. Molte volte la squadra si è mostrata sin da subito arrendevole agli avversari, permettendo di proseguire con questa spirale negativa di risultati e prestazioni. E con questo andamento, il rischio di raggiungere e superare la serie record di 31 partite senza vittorie del Tasmania Berlin diventa assai probabile. Nonostante siamo solo alle prime battute di questa stagione, il percorso dello Schalke in Bundesliga sembra già essere irto di difficoltà e più tortuoso del previsto.


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Fonte copertina: sito ufficiale Schalke 04

Di Francesco Romeo

Napoletano, classe 2002. Studente di Scienze della Comunicazione e nel tempo libero parlo di sport, vista la mia incapacità a praticarli

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