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Florenzi al PSG: sogni appesi al cielo della Torre Eiffel

A 30 anni un nuovo cambio di maglia per Florenzi: a Parigi per riaffermarsi ancora.

Il Tevere scorre lento, incurante dei secoli di storia che lo circondano. La Senna bagna Parigi, la città degli innamorati, come molti la definiscono. Alessandro Florenzi, classe ‘91, lascia il luogo dov’è nato, dove ha iniziato a giocare a pallone e dove poi si è affermato. Tutto indossando la maglia giallorossa della sua squadra del cuore. Lui, tenace ma buono come il pane: se lo ricordano tutti in quel 21 settembre del 2014, all’Olimpico contro il Cagliari, quando segna e festeggia andando ad abbracciare sua nonna Aurelia. “Cocco di nonna” diventerà simpaticamente per i suoi tifosi e ironicamente per quelli avversari. Ma è stato molto altro: 225 presenze, 25 reti, la fascia di Capitano nel 2015 e la certezza di dare tutto, in campo. Fino ad ora. Ma i guai e le incertezze sono iniziati quattro anni fa.

L’infortunio

26 ottobre 2016, a Reggio Emilia contro il Sassuolo: salta l’avversario, atterra sul piede sinistro, sente una fitta e si lascia cadere a terra. Sono attimi di dolore e paura. Il verdetto è secco: lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Seguono operazione e riabilitazione, ma la sfortuna, con lui, non ha ancora finito: torna in campo per una partitella con la Primavera e si fa male nuovamente. Stesso ginocchio, stesso infortunio e nuova operazione. Tornerà in campo circa un anno dopo dal Mapei. Eppure qualcosa si è rotto anche dentro. Gli alti e bassi della squadra, la fatica di riprendere allo stesso livello di prima e il sentore che la fiducia, attorno a lui, latiti un po’… L’arrivo di Fonseca in panchina fa precipitare tutto: non lo considera un titolare inamovibile, né una pedina essenziale. Siamo in gennaio. Capitano senza fascia ed Europeo alle porte, con il pass per la maglia azzurra da non perdere: rimane solo una scelta da fare, quella di cambiare.

Florenzi con la maglia del Valencia
Florenzi con la maglia del Valencia (fonte: eurosport.it)

La parentesi spagnola

Va così in prestito al Valencia. Accoglienza in grande stile, al Mestalla, e tutte le migliori intenzioni da entrambe le parti. Ma l’amore non scoppia. Arriva persino ad esternare la sua perplessità perché non sente abbastanza affetto dai tifosi: “Qui ho trovato un po’ meno passione e un po’ più libertà. È come se andassi a teatro, a fine partita tutto finito. Se faccio un biglietto alla stazione nessuno mi ferma.” Le risposte dei supporters locali non si fanno attendere e si traducono in un unanime e duro “Puoi anche tornartene a casa subito!” E poi un’espulsione col Getafe e l’assenza dal campo per varicella… Insomma: non va come sarebbe dovuta andare. Totalizza 14 presenze e zero reti.

Dubbi sul futuro

Nel frattempo si verifica la pandemia, con le conseguenze che conosciamo. Termina la stagione e rientra a Roma: dove la fiducia del tecnico continua a mancare. E tra lo stupore di tifosi e addetti ai lavori, un altro colpo di scena: Florenzi lascia di nuovo. Va in prestito al PSG. Un’altra decisione sofferta, nei confronti della squadra del cuore, ma molto stimolante per il giocatore: un treno da non perdere assolutamente. Afferma entusiasta: “È stata una grande emozione. È il trasferimento più importante della mia carriera. Non sarà facile: ma voglio dare il massimo. Sono qui con tanta voglia di fare bene e cercare di aiutare la squadra a vincere!”

Voglia di rilanciarsi

D’altro canto, a Parigi, reduci da una stagione incredibile, hanno fame di riconfermarsi e agguantare finalmente il traguardo più importante a livello europeo. Puntano il romanista per la sua esperienza e l’innegabile bravura in campo. Probabilmente, infatti, Florenzi, nella Capitale, ha avuto un calo di rendimento quando ha capito che non aveva più la fiducia dell’allenatore e della società. E Tuchel dichiara ai media: “Spero davvero che sarà il Florenzi della Roma, un giocatore molto affidabile. È stato a lungo uno dei migliori terzini destri della Serie A. L’ho seguito per diversi anni. Mi piace la sua mentalità e la sua energia. Si adatta molto rapidamente.” Recita uno stornello di Claudio Villa: “Lungotevere dorme, Roma bella m’appare.” Con gli occhi lucidi e un velo di malinconia Alessandro lascia casa sua. Ad aspettarlo la Senna e tutti quei sogni appesi al cielo della Torre Eiffel, che ora gli appare magico e stellato come non mai: lui che sogna in grande, di vivere in alto e dimostrare a tutti che è un vincente…!


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Di Ilaria Ciangola

Di Trento. O.s.s. in Pronto Soccorso. Groundhopper, appassionata di calcio e amante di tutto ciò che è U.K.

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