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Come è andato il Mondiale Under 15 a 189 squadre in Azerbaigian?

La prima domanda riguardante il nuovo Mondiale Under 15 è: quando si è decisa la nascita del torneo e perché proprio in Azerbaigian? Il torneo è stato annunciato dalla FIFA il 17 dicembre 2025 a Doha in occasione della finale di Coppa Intercontinentale. L’edizione inaugurale del torneo è andata all’Azerbaigian, con una decisione motivata dalla rapida evoluzione delle infrastrutture sportive nel paese del Caucaso.

Un’altra motivazione è il fatto che lo stesso Azerbaigian nel 2027 ospiterà il Mondiale U20 in coabitazione con l’Uzbekistan. La FIFA ha sostenuto tutte le spese di viaggio e di alloggio per gli oltre 3.200 calciatori, tecnici, dirigenti, arbitri e volontari. A riprova dell’importanza che questo torneo rivestiva per le alte sfere di Zurigo, nei vari campi della struttura di Baku che ha ospitato le gare erano presenti il presidente Gianni Infantino, il capo dello sviluppo del calcio Arsène Wenger e il presidente della commissione arbitrale Pierluigi Collina.

Quali sono state le regole?

Le partite del Mondiale Under 15 si sono giocate tra squadre composte da 8 giocatori in campi più piccoli del normale, dalla dimensione di 68×47 metri, e in una durata ridotta a 2 tempi da 20 minuti per gara. Proprio la brevità delle partite ha permesso che se ne potessero giocare anche 2 in una stessa giornata. Ogni squadra poteva convocare fino a 14 giocatori nati nel 2011 o nel 2012. Come qualcuno potrebbe far notare, all’età di 14 e 15 anni spesso i giocatori sono già passati ai campi a 11. La FIFA, tuttavia, ha ritenuto che in questo modo si sarebbe potuta privilegiare la tecnica rispetto alla fisicità. Una visione che, come potrà testimoniare chi ha avuto esperienze di calcio giovanile, ha una sua fondatezza.

E il format?

Le 189 squadre (inizialmente avrebbero dovuto essere 191, ma Eritrea e Libia si sono ritirate prima del torneo) hanno preso parte alla competizione, suddivise in 29 gironi da 6 e 3 gironi da 5. In base al posizionamento nel proprio girone, una nazionale poteva essere inserita nel Tier A, nel Tier B, nel Tier C, nel Tier D o nel Tier E. Il Tier A ha decretato la squadra campione, ma il format ha comunque garantito a tutte le partecipanti la possibilità di disputare un certo numero di partite. Gli organizzatori hanno inoltre previsto un articolato torneo di piazzamento per le squadre eliminate nelle fasi a eliminazione diretta, così da stilare una classifica finale delle 189 partecipanti e, soprattutto, consentire a tutti i giovani calciatori di vivere un’esperienza quanto più completa possibile, indipendentemente dai risultati ottenuti.

In totale, le squadre hanno disputato 932 partite, realizzando 4506 gol. Una notevole particolarità è stata il ritorno sulla scena internazionale della Russia: la FIFA ha ritenuto che i giovani calciatori russi non possano essere ritenuti colpevoli per la guerra in corso, dando loro quindi il via libera a partecipare. Quanto al futuro, per il 2028 è previsto un torneo dal format simile dedicato alle nazionali femminili. Dal 2029, l’idea della FIFA è di giocare ogni anno sia il Mondiale Under 15 maschile sia quello femminile.

Quali nazionali non hanno partecipato?

Oltre alle già citate Eritrea e Libia, le varie defezioni sono spesso state motivate da ragioni geopolitiche. Tra le 22 nazionali che non hanno partecipato ne contiamo varie del blocco centro-nordeuropeo (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Islanda, Isole Faroe, Liechtenstein, Norvegia, Olanda, Svezia e Svizzera), recentemente in polemica con la presidenza Infantino. Ha dato forfait anche l’Ucraina, a causa della partecipazione della Russia. Assente pure l’Armenia, che ha preferito non prendere parte a un torneo ospitato da un paese con cui è stato in guerra fino a poco tempo fa. Assenti anche Corea del Nord, Stati Uniti, Romania, San Marino, Serbia e Slovenia.

Chi ha vinto?

Indovinate un po’… sempre loro! Ebbene sì, anche questo Mondiale lo ha vinto la Spagna che, a tutti i livelli del suo calcio – maschile o femminile, maggiore o giovanile – sta vivendo un momento favoloso. I ragazzi spagnoli hanno spazzato via ogni avversario sul loro cammino. In realtà, hanno sofferto un po’ solo nel sedicesimo di finale vinto ai rigori contro il Galles, per poi segnare 18 gol subendone soltanto 3 nelle restanti partite della fase a eliminazione diretta. La finale è stata vinta per 3-0 contro la sorprendente Cechia. Su 14 convocati: 3 del Real Madrid, 3 del Barcellona, 3 del Real Betis, 2 del Valencia, 1 dell’Espanyol, 1 del Villarreal, 1 dell’Atletico Madrid. Al terzo posto si è classificata la Grecia, al quarto il Paraguay.

Chi ha vinto gli altri Tier?

La Spagna si è laureata campione del mondo vincendo il Tier A, mentre lo Zambia ha trionfato nel Tier B, la Bielorussia nel Tier C, il Tagikistan nel Tier D, la Repubblica Centrafricana nel Tier E e la Nuova Zelanda nel Tier F. Nel Tier F si è giocata Bhutan-Montserrat, la sfida che nel 2002 passò alla storia come «The Other Final». Quel giorno, mentre il mondo seguiva la finale del Mondiale, le due nazionali con il ranking FIFA più basso si affrontarono in una partita diventata iconica. All’epoca il Bhutan vinse 4-0. Questa volta, però, Montserrat si prende la rivincita con un successo per 7-6 ai calci di rigore dopo l’1-1 dei tempi regolamentari.

Noi come siamo andati?

Per nulla male: l’Italia ha chiuso il torneo al 12esimo posto su 189. Si tratta di un risultato che assume ancora più valore se pensiamo che, coerentemente con l’aleatorietà che può avere un torneo strutturato in questo modo, sono varie le nazionali di prestigio che hanno ottenuto risultati peggiori. Pensiamo al Portogallo 34esimo, all’Argentina 35esima, all’Inghilterra 57esima e alla Francia 70esima, ma anche alla Nigeria 76esima e al Giappone 78esimo.

Questo il percorso degli Azzurrini allenati da Enrico Battisti: 5-1 al Turkmenistan, 3-0 al Qatar, 9-0 alle Isole Cook, 6-1 al Benín e 7-2 a Hong Kong nella fase a gironi. Poi 1-1 (4-3 d.t.r) al Perù e 0-3 dalla Cechia nel tabellone principale. È infine 3-2 al Venezuela, 0-7 dal Messico e 1-3 dalla Polonia nel tabellone per il piazzamento.

Le prime 12 nazionali si sono così classificate: Spagna, Cechia, Grecia, Paraguay, Brasile, Guinea, Ghana, Colombia, Messico, Uruguay, Polonia, Italia. Scorrendo nella classifica rileviamo buoni risultati anche dell’Albania (17) al suo debutto assoluto in un Mondiale di calcio, della Russia (19) al suo ritorno sulla scena internazionale e delle piccole Cipro (30) ed Estonia (32). L’Azerbaigian padrone di casa si è classificato 84esimo.

Niente male Gibilterra, capace di arrivare alla posizione 93, davanti a varie nazionali più quotate. Cambogia, Tonga, Brunei, Anguilla e Isole Vergini Americane chiudono la classifica, occupando le posizioni dalla 185esima alla 189esima. La nazionale europea dal rendimento peggiore è stata Malta, classificatasi alla posizione 165.

Ci sono state delle polemiche?

Sì, ce ne sono state. Innanzitutto non è piaciuta a tutti la decisione di ospitare il torneo in un paese nel quale prendono piede conclamate violazioni dei diritti umani. Ma conosciamo già, del resto, la raffinata passione di Infantino per i regimi autoritari.

Per quanto riguarda il calcio giocato, si segnala in particolare un episodio grave: l’Inghilterra ha abbandonato la sua partita della fase a gironi contro l’Irlanda. Come mai? Un inglese ha accusato un irlandese di avergli rifilato degli insulti razzisti.

Nel Tier E, il tabellone collocava Israele e Palestina sullo stesso lato, aprendo la possibilità di uno scontro in semifinale. La FIFA ha potuto tirare un sospiro di sollievo solo quando entrambe le selezioni sono uscite, rispettivamente agli ottavi e ai quarti di finale.

Il giornalista francese Romain Molina, inoltre, ha rivelato l’esistenza di un forte malcontento tra le federazioni a causa di dubbi sulla reale età di alcuni calciatori – non solo, come si potrebbe pensare, di quelli provenienti dalle nazionali africane. C’è stato anche qualche momento divertente? In Italia ne è arrivato principalmente uno grazie alla surreale composizione della rosa del Timor Est. Il paese del Sud-est asiatico poteva schierare nomi quali Stephan El Shaarawy Urbano Cabral Pinto, Rene Descartes Fernandes Da Costa Gonçalves e il capitano Antonio Dinatale Braz Pinto.

Nel complesso qual è stato il giudizio sul torneo? Questo andrebbe chiesto più che altro ai calciatori che vi hanno preso parte. Sicuramente non è stata una manifestazione pensata per essere seguita dal grande pubblico. Di certo, però, possiamo immaginare che per un quattordicenne avere la possibilità di rappresentare il proprio paese in un Mondiale vero e proprio, facendo la conoscenza di colleghi provenienti da ogni parte del mondo, sia stata un’esperienza indimenticabile. Quando mai ricapiterà, del resto, una partita tra Italia e Isole Cook?

Di Federico Sanseverino

Nato nel 2005. Appassionato di calcio internazionale da quando durante il Mondiale 2010 iniziai, senza apparente ragione, a simpatizzare il Ghana.

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