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André Silva, rinascita di un attaccante

André Silva, dopo anni di delusioni, sta rilanciando la propria carriera all’Eintracht Francoforte: gol a raffica e grandi prestazioni.

Il Milan è ormai un ricordo lontano, così come anche l’esperienza in Spagna, al Siviglia. Il talento di Andrè Silva sembrava esserli affievolito, in uno stanco sballottarsi tra le difese di mezza Europa, tra critiche di diverso genere. Sopravvalutato, simulatore, solo per rimanere nei limiti della decenza.

Un ragazzo che ha sofferto l’incapacità nell’ottenere una certa continuità, un problema riscontrato in Italia e in Andalusia, dove era partito con sette gol nelle prime sette apparizioni di Liga. La scorsa stagione è sbarcato in Germania. Fortunatamente, la farfalla ha sbattuto le ali a suo favore.

Nel cuore della Mitteleuropa, sta riuscendo in quel che non era riuscito in precedenza: essere decisivo. L’Eintracht è terzo in classifica, il ragazzo è secondo tra i marcatori della Bundesliga, con diciotto gol, sette in meno di Robert Lewandowski.

Sabato 20 si gioca lo scontro tra il più grande attaccante del mondo e un ragazzo dallo sconfinato talento che, finalmente, è riuscito a trovare una quadratura. In più, Silva è stato eletto miglior giocatore del mese di gennaio in Bundesliga. Purtroppo, notizia dell’ultim’ora, un infortunio potrebbe fargli saltare il match. Incrociamo le dita.

Il peso della bellezza

André Silva elegantemente stoppa il pallone. (Fonte: Pianeta Milan)

Basterebbe porre, come esempio, quella piccola gemma estetica realizzata, nella passata stagione, nel sonoro quattro a uno contro l’Herta Berlino. Nella stessa area in cui, un certo Zinedine Zidane ha sfregiato l’anima azzurra con un cucchiaio a fil di traversa, André Silva, spalle alla porta, finalizza una stupenda azione personale di Daichi Kamada con un colpo di tacco di sinistro da applausi. Quell’area ne ha visti di gol di pregevole fattura.

In questa edizione della Bundesliga, l’Eintracht può vantare il secondo attacco della competizione, con 43 gol realizzati, 18 dei quali messi a segno dal portoghese, come detto. Il grande cambiamento è avvenuto quando il tecnico Adi Hutter ha deciso di lasciare la massima libertà offensiva a Silva, togliendo al portoghese ogni impegno difensivo possibile. Ne è stato ripagato in pieno.

André Silva ha sorpreso tutti

Come violino solista sono arrivati risultati esaltanti: in pochi credevano nel fatto che Deco, come è soprannominato, riuscisse a trovare la continuità necessaria per imporre se stesso e i rossoneri in cima alla classifica. Sembra quasi un altro giocatore, tanto è mobile su tutto il fronte d’attacco: il grande calciatore, ammesso e non concesso che lui sia diventato tale, gioca il pallone e si muove senza di esso con saggezza: Silva salta gli avversari, fornisce assist (tre in Bundesliga), travolge le difese animato da una linfa che sembrava aver perso in ambito di club, vuoi per la mancanza di fiducia e i cali di rendimento spaventosi.

Silva esulta. (Fonte: Goal.com)

Un gol su tutti, crediamo possa riassumere pienamente l’andamento positivo del portoghese: 17 gennaio, a Francoforte arriva lo Schalke 04, in una situazione non entusiasmante, per usare un eufemismo: nel cuore della prima frazione di gioco, Erik Durm scodella al centro dell’area avversaria, il pallone giunge ad André Silva sporcato da una deviazione, ma il portoghese è lesto nello stoppare, controllare elegantemente e concludere dolcemente in porta, per il vantaggio. Un gol da attaccante di razza.

Volete altri esempi? Il gol in volata, contro il Borussia Monchengladbach, da ariete irrefrenabile che non lascia prigionieri, oppure il colpo prepotente inflitto allo Stoccarda e che ha avviato la rimonta dell’Eintracht. Gol realizzati in momenti fondamentali, dove la differenza tra vivere e morire è insignificante.

Considerazioni

Nella sfida al Bayern pigliatutto, potremmo ammirare un gran duello a distanza tra il Migliore, Lewandowski, e André Silva, il migliore dei mortali.

L’insostenibile pesantezza dell’essere un centravanti senza fiuto del gol, sembra un lontano ricordo. Adesso, André Silva vuole scalare gerarchie e riprendersi quel che si era prefissato ad inizio carriera: l’ingresso nel mondo delle grandi del calcio europeo.


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Fonte immagine di copertina: Transfermarkt.com

Fonte per l’articolo: BundesItalia.com

Di Luigi Della Penna

Classe 1996, mi definisco un cacciatore di storie e un mendicante di emozioni. Il calcio è vita, ma un'esistenza senza football non sarebbe la stessa cosa.

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